Coronavirus, i cinque consigli per proteggersi al lavoro

4 Maggio 2020
Coronavirus, i cinque consigli per proteggersi al lavoro

Fase 2 significa ritorno all’attività professionale per più di quattro milioni di italiani, quindi più contatti con gli altri e più occasioni di contrarre la malattia in ufficio o in azienda. Ecco i principali accorgimenti anti-Covid.

L’avevamo aspettato con ansia, come il preludio al ritorno alla normalità, o almeno alla cosiddetta nuova normalità. Il 4 maggio è arrivato e con esso la Fase 2 di gestione dell’emergenza Coronavirus. Da oggi 4,5 milioni di italiani riprendono a lavorare. C’è il timore che l’allentamento delle restrizioni possa coincidere con una seconda ondata di contagi. Alcuni esperti prevedono già un rialzo del numero di malati di Covid, come Pierluigi Lopalco, professore di Igiene generale applicata all’università di Pisa, che all’agenzia di stampa Adnkronos ha dichiarato di essere “moderatamente pessimista, o meglio: realista”, aspettandosi “un lieve aumento almeno in alcune regioni”, verosimilmente quelle più colpite dal virus e che tuttora non hanno finito di fare i conti con l’epidemia. Ma la curva non risale in un attimo e un eventuale incremento dei malati, aggiunge Lopalco, sarebbe visibile solo a fine maggio.

Per provare a contenere i rischi Airbank, azienda attiva nel settore della sicurezza industriale e delle persone, ha stilato una specie di vademecum anticontagio, con cinque consigli utili per la prevenzione che non fa male ripetere, in sintesi.

Il vademecum di Airbank

Le indicazioni date da Airbank sono, né più né meno, quelle che ci vengono costantemente raccomandate da un paio di mesi a questa parte, cioè da quando abbiamo iniziato a fare i conti con il Covid-19. Non a caso si pone l’accento sulla responsabilità individuale, nella Fase 2: moltiplicando le interazioni, le uscite di casa, gli spostamenti sui mezzi pubblici, un maggiore rischio c’è. Ed è qui che entra in gioco il ruolo tanto più decisivo delle precauzioni che abbiamo preso finora, buone anche per il prosieguo della gestione dell’emergenza. Eccole qui, elencate da Airbank:

  • lavare frequentemente le mani per 40-60 secondi con acqua e sapone o, eventualmente, gel igienizzante a base di alcol per non meno del 65%;
  • mascherine e guanti sono strumenti fondamentali per proteggere bocca e mani. Per i guanti monouso si consigliano quelli senza lattice di gomma naturale, in modo da eliminare il rischio di reazioni allergiche. Dopo l’uso vanno trattati come rifiuti sanitari, quindi devono essere smaltiti in appositi contenitori, per evitare che, anziché proteggere, si trasformino in potenziali veicoli di contagio. Airbank consiglia contenitori in cartone per rifiuti infettivi e contenitori in polipropilene per rifiuti sanitari;
  • le barriere in plexiglass possono aiutarci a proteggerci dal contagio via droplet (le goccioline di respiro che emettiamo parlando, starnutendo o tossendo): bisogna tenerle pulite con prodotti non troppo aggressivi per non rovinare il plexiglass. Qualora non vi si possa fare ricorso un’ottima alternativa sono le visiere protettive, fatte sempre di plexiglass;
  • procedere a un’accurata pulizia delle superfici (tavoli, scrivanie, maniglie delle porte, delle finestre, cellulari, tablet, computer, interruttori della luce e tutto ciò che può essere toccato da più persone) con prodotti a base di alcol o di cloro. È sufficiente un prodotto con lo 0,1% di cloro attivo per la maggior parte delle superfici. Idem per i pavimenti: il consiglio è di passarli con un panno inumidito con acqua e sapone per rimuovere prima lo sporco più superficiale e poi passare alla detersione. Per i bagni, la percentuale di cloro attivo dev’essere pari allo 0,5%;
  • per la sanificazione Airbank consiglia un panno in microfibra, realizzato con materiali trattati chimicamente. Per ridurre il rischio di contaminazione, anche i tappeti decontaminanti sono ottimi strumenti per garantire la sicurezza e la pulizia, perché rimuovono lo sporco da scarpe e ruote di carrelli. Arricchiti con agente batteriostatico (Acetato di etile) e battericida Isotiazolina, i tappeti sono anche latex free, così da non produrre diossine in caso di incenerimento.


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