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Oggetto abbandonato: posso prenderlo?

5 Maggio 2020 | Autore:
Oggetto abbandonato: posso prenderlo?

Cosa smarrita e cosa abbandonata: differenza. Come si acquista la proprietà di un bene abbandonato? Cosa fare se si trova un oggetto smarrito?

Ti è mai capitato, passeggiando, di trovare per strada un oggetto apparentemente abbandonato? Sicuramente sì. La maggior parte delle volte, però, non ti sarà mai passato per la mente di prenderlo, visto che si sarà trattato di una cosa malridotta, gettata per terra perché inservibile. Può accadere, però, di imbattersi in alcuni beni che siano in buone condizioni, addirittura quasi nuovi: in circostanze del genere, la tentazione di far propria la cosa è molto forte. Si può prendere un oggetto abbandonato?

La risposta al quesito sembra scontata, se non fosse per il fatto che la legge sanziona l’appropriazione di cose smarrite, per le quali è prevista una speciale procedura che, dal ritrovamento, porta alla restituzione del bene. Per capire se si può prendere un oggetto abbandonato, dunque, bisogna per prima cosa comprendere la differenza tra cosa smarrita e cosa abbandonata; solamente dopo si potrà dare una risposta al quesito posto nel titolo del presente contributo.

Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere se puoi prendere un oggetto abbandonato, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme tutto ciò che c’è da conoscere a proposito di beni smarriti e di beni abbandonati.

Oggetto: quando è abbandonato?

Quando un oggetto può definirsi abbandonato? Secondo l’ordinamento giuridico italiano, una cosa è abbandonata quando è chiara l’intenzione del proprietario di disfarsene.

La cosa abbandonata (o, in latino, «res derelicta») è l’oggetto che sia stato ripudiato dal legittimo proprietario con l’intenzione di rinunciare alla sua proprietà.

L’oggetto abbandonato è pertanto quello a cui visibilmente una persona ha rinunciato: pensa al televisore lasciato in una discarica, oppure all’indumento riposto presso i cassonetti dell’immondizia.

Oggetto: quando è smarrito?

Ben diversa è la situazione giuridica della cosa smarrita. Il bene smarrito è quello che è stato perso o dimenticato dal suo proprietario, il quale non voleva disfarsene: pensa agli orecchini trovati in strada o a un orologio rinvenuto in un bagno pubblico.

La differenza tra oggetto abbandonato e oggetto smarrito è netta: il primo è stato “rinnegato” dal proprietario (o dal legittimo possessore), mentre il secondo è stato semplicemente perso.

Anche la giurisprudenza è chiara sul punto: una cosa può considerarsi abbandonata dal proprietario  solo se per le condizioni o per il luogo in cui essa si trovi risulti chiaramente la volontà dell’avente diritto di disfarsene definitivamente [1].

La netta differenza che c’è tra bene abbandonato e bene smarrito si ripercuote sulle modalità di apprensione dei medesimi: mentre il primo può essere preso (o meglio, occupato) senza problemi, il secondo deve essere consegnato alle autorità. Vediamo di cosa si tratta.

Occupazione del bene abbandonato: cos’è?

Secondo la legge [2], le cose mobili che non sono proprietà di alcuno si acquistano con l’occupazione; tali sono le cose abbandonate e gli animali che formano oggetto di caccia o di pesca.

Dunque, per espressa previsione legislativa, le cose abbandonate, così come le cose che non sono mai state di nessuno (le cosiddette “res nullius”; un esempio ne è la fauna ittica), possono essere prese da chi le trova senza alcun timore di incorrere in sanzioni.

L’apprensione di un bene abbandonato prende il nome giuridico di occupazione: essa si perfeziona con la semplice, materiale presa di possesso dell’oggetto.

Detto in termini un po’ più giuridici, l’occupazione costituisce un modo di acquisto a titolo originario della proprietà dei beni mobili che non appartengono a nessuno, che si attua con l’apprensione materiale della cosa.

Si badi bene: l’occupazione vale solamente per i beni mobili. Non è pertanto possibile occupare un immobile abbandonato (ad esempio, un edificio o un terreno) e diventarne proprietari in quanto, per precisa disposizione legislativa [3], i beni immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato.

Invenzione del bene smarrito: cos’è?

A differenza dell’oggetto abbandonato, la cosa smarrita non può essere occupata (cioè, presa) senza far finta di nulla: affinché se ne possa diventare proprietari, occorre seguire una particolare procedura che, se rispettata, potrà portare all’acquisto a titolo originario per invenzione della cosa smarrita.

Secondo la legge [4], chi trova una cosa mobile smarrita deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del luogo in cui l’ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento.

Esistono poi regole specifiche per il ritrovamento avvenuto in determinati luoghi: ad esempio, le cose smarrite ritrovate sui treni in un luogo deputato all’attività dell’amministrazione ferroviaria vanno consegnate al capo treno o al capo stazione.

Al di là dei casi particolari, consegnato l’oggetto smarrito al sindaco, questi rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione nell’albo pretorio del Comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta [5].

Trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, la cosa oppure il suo prezzo, se le circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi l’ha trovata. Si perfezione così l’acquisto a titolo originario della cosa smarrita, acquisto che prende il nome di invenzione (l’occupazione, invece, riguardava l’apprensione del bene abbandonato).

Se, invece, il legittimo proprietario si presenta per la restituzione, deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata [6].

Oggetto abbandonato: cosa si rischia a prenderlo?

Tirando le fila di quanto detto sinora, avrai sicuramente compreso che è possibile fare proprio un oggetto abbandonato, cioè una cosa gettata via da qualcun altro.

Chi prende un oggetto abbandonato non corre alcun rischio legale: come specificato anche dalla giurisprudenza [7], non è possibile muovere alcuna accusa di furto a colui che si impossessa di un bene in evidente stato di abbandono, come può essere, ad esempio, un vecchio cartello di segnaletica stradale arrugginito, ormai sostituito dalla pubblica amministrazione.

Oggetto smarrito: cosa si rischia a prenderlo?

Ben diversa è la situazione che si prospetta per chi decidere di fare suo un oggetto smarrito senza seguire la procedura che abbiamo visto due paragrafi fa. Come spiegato, si può acquistare la proprietà di un bene smarrito solamente se il legittimo proprietario non si presenta per la restituzione entro i termini sopra indicati.

In altre parole, l’acquisto della proprietà di un bene smarrito può avvenire solo per invenzione, situazione che matura seguendo il lungo iter analizzato (trovamento, consegna all’autorità, pubblici avvisi, decorso del tempo, ecc.).

Fino al 2016, chi si impossessava di un oggetto smarrito rischiava addirittura di commettere un reato: il codice penale [8] puniva con la reclusione fino a un anno o con la multa da 30 a 309 euro chiunque, avendo trovato denaro o cose da altri smarrite, se ne appropriava senza osservare le prescrizioni della legge civile sull’acquisto della proprietà di cose trovate.

Nel 2016 questo reato è stato abrogato, ma permane la possibilità per il legittimo proprietario del bene smarrito di citare in giudizio colui che ha ritrovato l’oggetto e non l’ha consegnato alle autorità, al fine di chiedere la restituzione e il risarcimento del danno, oltre a ottenere che il giudice condanni al pagamento di una sanzione pecuniaria a favore delle casse dello Stato.


note

[1] Cass., sent. n. 5003/2019.

[2] Art. 923 cod. civ.

[3] Art. 827 cod. civ.

[4] Art. 927 cod. civ.

[5] Art. 928 cod. civ.

[6] Art. 930 cod. civ.

[7] Cass., sent. n. 23093/2017.

[8] Art. 647 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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2 Commenti

  1. se l’oggetto è stato recuperato dentro o vicino ad un cassonetto della spazzatura (e quindi è evidente che il proprietario voleva liberarsene) chi lo recupera commette qualche reato? Questa domanda è motivata dal fatto che tempo fa è apparso su diversi quotidiani che chi si impossessava di tali oggetti poteva essere incriminato di furto; perchè il cassonetto era di proprietà del comune e quindi anche il suo contenuto diventava proprietà dell’ente

    1. Gent.mo,
      ha perfettamente ragione: esistono sentenze che affermano quanto da Lei sostenuto. Ne parliamo in questo articolo: https://www.laleggepertutti.it/139189_prendere-le-cose-buttate-nel-cassonetto-e-reato.
      Si deve ritenere che prendere beni direttamente dai cassonetti della nettezza urbana possa costituire reato, mentre non lo è la stessa condotta che abbia ad oggetto cose che si trovano solamente nei paraggi dei bidoni dei rifiuti, ma non collocati all’interno.

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