Coronavirus e mascherine, quali tessuti proteggono di più

4 Maggio 2020
Coronavirus e mascherine, quali tessuti proteggono di più

Tra quelle di stoffa ne circolano di ogni tipo e colore, ma ne esiste una, tra quelle home made, più affidabile rispetto alle altre? Ce ne parla uno studio americano. 

Mascherine fai-da-te. Ormai, sono sdoganate: è il tipo di protezione dal Coronavirus più alla portata di tutti, certamente più facili da trovare rispetto alle chirurgiche e alle ffp1/ffp2/ffp3. Più economiche e anche più sostenibili, essendo lavabili. C’è da dire, però, che non hanno la stessa efficacia degli altri due tipi che abbiamo appena menzionato (leggi l’articolo: Coronavirus, le migliori mascherine per la fase 2). Gli esperti, in realtà, le paragonano a sciarpe e foulard, liquidandole con un laconico “meglio di niente”, ma al momento restano comunque quelle più diffuse, personalizzabili nel colore e nel tessuto.

A proposito di questo, uno studio americano si è chiesto se c’è un tipo di stoffa più adatto degli altri a proteggerci dal Covid. Dai risultati si conclude che l’affidabilità delle mascherine più protettive, come le ffp1, 2 e 3, può essere replicata grazie a particolari combinazioni di tessuti. La ricerca, pubblicata sulla rivista American Chemical Society, è dell’Argonne National Laboratory nell’Illinois e dell’università di Chicago e ne dà notizia Wired.

Secondo i ricercatori, tre sono le tipologie di mascherine che possono più facilmente fare da scudo: una è composta da strati di cotone e chiffon alternati; un’altra da cotone e seta; una terza da cotone e flanella. A detta di chi ha condotto lo studio, mascherine di questi tre tipi sarebbero affidabili quanto le professionali, perché a prova di droplet, quella parola che ormai abbiamo imparato a conoscere e con la quale ci riferiamo alle goccioline di respiro veicolo di contagio. Per gli autori dello studio mascherine composte da queste “miscele” di tessuto avrebbero una maggiore capacità filtrante, quindi costruirebbero una migliore barriera.

Come riporta Wired, in un articolo a firma di Viola Rita, gli autori dello studio sono riusciti a individuare il miglior materiale con cui confezionare le mascherine dopo ripetute indagini e complicati esperimenti. “Il materiale migliore per una mascherina è un sottile foglio di cotone combinato con due strati di chiffon, in particolare di poliester-spandex chiffon, un materiale liscio usato in alcuni abiti da sera. Questi materiali in questa combinazione potrebbero riuscire a bloccare l’80% delle particelle di meno di 300 nanometri (come una Ffp1) e fino al 99% delle particelle virali di più di 300 nanometri, raggiungendo (se correttamente indossati) le performance di una mascherina N95 o Ffp3, le più filtranti. E il risultato è simile se si sostituisce lo chiffon con la seta o anche con la flanella oppure se si utilizza un materiale composto di uno strato di cotone però imbottito con poliestere”.



1 Commento

  1. Dubito che sappia qualcosa di fibre tessili chi ha scritto, o tradotto, questo articolo: non sa distinguere la composizione del tessuto dalla lavorazione del tessuto, un problema culturale tipicamente statunitense!

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