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Notifiche atti fiscali e cartelle esattoriali a società

4 Maggio 2020
Notifiche atti fiscali e cartelle esattoriali a società

Non si può depositare una cartella esattoriale, indirizzata a una società, presso il Comune.

È noto che uno dei metodi più efficaci per contestare le cartelle esattoriali o i pignoramenti dell’Agente della riscossione è il difetto di notifica. Difetto che deve riferirsi agli atti precedenti del procedimento amministrativo. Non si può cioè impugnare un atto sostenendo di non averlo ricevuto: il solo fatto di presentarlo al giudice per il ricorso è chiara ed evidente dimostrazione che la notifica ha raggiunto il proprio scopo.

Nel caso delle società – siano esse “società di capitali” (Srl, Spa, Sapa) o “società di persone” (Snc, Società Semplice, Sas) – esistono regole speciali per via dell’inapplicabilità di alcune norme che, invece, valgono nei confronti delle persone fisiche. Traendo spunto da alcune recenti pronunce cercheremo, qui di seguito, di spiegare come funziona la notifica degli atti fiscali e delle cartelle esattoriali a società.

Notifica presso la sede della società

La notifica di un atto dell’Agenzia delle Entrate o di una cartella esattoriale indirizzata a una società deve avvenire ove questa ha la sede legale (così come risultante dal registro delle imprese) o quella amministrativa, mediante consegna di copia al rappresentante o alla persona incaricata a riceverla, o addetta alla sede, o al portiere, oppure alla persona fisica che rappresenta l’ente. 

Non è quindi possibile una notifica presso una semplice sede operativa o effettuata nelle mani di un dipendente che non ha alcun potere a ritirare gli atti. 

Notifica quando la sede della società è momentaneamente chiusa

Potrebbe succedere che il postino o l’ufficiale giudiziario bussino alla porta della società in occasione di una temporanea assenza del legale rappresentante o di altra persona autorizzata al ritiro della posta o quando la sede della stessa società è momentaneamente chiusa. 

In questo caso, la notifica degli atti fiscali e delle cartelle esattoriali a società non può avvenire nelle stesse forme previste per le persone fisiche (articolo 140 cod. proc. civ.) ossia con il rispetto di tre fondamentali passaggi: 

  • deposito della busta presso la casa comunale (o, in alternativa, presso l’ufficio postale);
  • contestuale immissione nella cassetta delle lettere di un avviso di giacenza;
  • spedizione di una seconda raccomandata informativa che dia atto di tale deposito. 

Tale modalità, infatti, è riservata alle sole persone fisiche e non anche alle società di capitali. Tale principio è stato più volte sancito dalla giurisprudenza e, da ultimo, dalla Ctp di Roma [1].

Quindi, una Srl – tanto per fare un esempio – che riceva una cartella esattoriale potrebbe in questo modo contestare la precedente notifica dell’atto “presupposto” ossia dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, dell’intimazione di pagamento dell’Inps e così via. 

Il ricorso alla notifica con le modalità previste dal richiamato articolo 140 cod. proc. civ. può essere eseguito nei confronti del legale rappresentante dell’ente (il quale, appunto, è una persona fisica), ma non alla società presso la sua sede. 

In effetti, la notifica alle persone giuridiche è regolata dall’articolo 145 del codice di procedura civile, secondo cui la stessa «si esegue nella loro sede, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa ovvero al portiere dello stabile in cui è la sede». Dunque, la formulazione della norma è esplicita: il ricorso alla modalità di cui all’articolo 140 del cpc, con deposito presso la casa comunale, è consentito soltanto nei confronti della persona fisica che rappresenta l’ente, e non anche direttamente alla società presso la sua sede.

Notifica ai soci di una società di persone

Secondo la Cassazione [2] non è possibile notificare una cartella direttamente ai soci di una società di persone se prima il creditore – ossia il fisco – non ha tentato l’escussione nei confronti della società. Con parole più tecniche, i giudici supremi affermano che «in tema di riscossione delle imposte, in caso di ricorso al procedimento mediante il ruolo, legittimamente il contribuente fa valere il beneficium excussionis con l’impugnazione della cartella di pagamento». Il beneficium excussionis altro non è che la regola che impone al creditore di avviare prima la riscossione verso la società e, solo in caso di insolvenza, verso i soci.

Società di capitali chiusa: notifica ai soci

La Cassazione [3], infine, spiega che è possibile la notifica ai soci di una società estinta. Ai sensi dell’articolo 2495 cod. civ., ferma restando l’estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori della società non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base all’ultimo bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi.

Dunque, i soci sono responsabili solo entro i seguenti limiti:

  • se nel bilancio finale di liquidazione è stato liquidato dell’attivo;
  • entro i limiti di tale attivo;
  • e comunque non oltre la quota spettante a ciascun socio.

Se in una società di tre soci al 33%, nel bilancio di liquidazione vengono assegnati a ciascuno di questi 1.000 euro, ogni socio risponderà dei debiti lasciati dalla società per non oltre 333 euro.

Ciò vale però solo per le società di capitali. Invece, nelle società di persone vi è una responsabilità totale dei soci per i debiti lasciati dalla società estinta. 

Secondo la Suprema Corte [3], per il passaggio di responsabilità dalla società chiusa ai singoli soci, è necessario che il fisco notifichi a questi ultimi «un avviso di accertamento cioè un motivato provvedimento impositivo in cui si evidenzino le ragioni di questo passaggio». Dunque, secondo la Cassazione, l’Amministrazione finanziaria non può agire contro i soci di una società cancellata dal registro delle imprese senza prima notificare loro un avviso di accertamento ove risulti il passaggio di responsabilità.

Pertanto, la cartella di pagamento notificata ai soci personalmente deve essere dichiarata illegittima tutte le volte in cui non sia preceduta da tale avviso.


note

[1] Ctr Roma, sent. n. 1100/2020.

[2] Cass. sent. n. 23260/2018.

[3] Cass. ord. n. 8701/2014.

Ai sensi dell’art. 145 c.p.c., la notificazione degli atti alle persone giuridiche deve essere eseguita nella loro sede, mediante consegna di copia al rappresentante o alla persona incaricata a riceverla, o addetta alla sede, o al portiere, oppure alla persona fisica che rappresenta l’ente. In mancanza di persone fisiche presso la sede della società o di persona fisica che rappresenti l’ente, non è possibile procedere alla notificazione mediante affissione dell’atto nell’albo della casa comunale in cui risulta avere sede la società ai sensi dell’art. 143 c.p.c. In tale evenienza, infatti, è inesistente la notificazione dell’atto introduttivo del giudizio, con conseguente inammissibilità dell’atto medesimo, in quanto il luogo in cui è avvenuta la notifica è privo di attinenza, riferimento o collegamento col destinatario dell’atto.

Corte Conti , Lazio , sez. reg. giurisd. , 17/11/2014 , n. 815

La previsione, all’art. 60 d.P.R. n. 600 del 1973, di una legge speciale tributaria per le notificazioni degli avvisi e/o atti fiscali in generale, non esclude l’applicazione dell’ordinaria disciplina di cui agli artt. 137 ss. del codice di rito, poiché, al contrario, detta disposizione legislativa contempla esplicitamente la medesima ritualità prevista dal codice; con la conseguenza che la notifica nei confronti di una società di persone è nulla, e l’avviso di accertamento va, per l’effetto, annullato, qualora non sia stata eseguita, né nella sede legale o amministrativa, né, in alternativa, a norma degli artt. 138, 139, 141 c.p.c., presso la residenza o il domicilio o il luogo di lavoro del legale rappresentante, a mani dello stesso o di persona ad esso strettamente legata, e piuttosto sia avvenuta in una sede operativa della stessa società e nelle mani di persona diversa dal legale rappresentante in carica, anche considerato che, con la recente novella ex l. 28 dicembre 2005, n. 263, il legislatore ha provveduto ad una migliore identificazione dei luoghi e dei destinatari verso cui la notifica si intende perfezionata.

Comm. trib. prov.le , La Spezia , sez. VII , 25/09/2006 , n. 52

L’iscrizione a ruolo avvenuta in violazione del “beneficium excussionis”, conformando l’attività di riscossione, è illegittima e tale illegittimità, riguardando il presupposto indefettibile della predisposizione e della notificazione della cartella, si riverbera su quest’ultima quale vizio proprio della stessa.

Cassazione civile sez. trib., 27/09/2018, n.23260


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