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Analisi del sangue: ultime sentenze

12 Giugno 2020
Analisi del sangue: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: reato di guida in stato di ebbrezza; modalità di analisi del sangue per verificare la concentrazione alcolica del conducente; inutilizzabilità dei risultati del prelievo ematico; consenso implicito del conducente alle cure mediche; rifiuto di sottoporsi al prelievo per la successiva analisi del sangue.

Risultati delle analisi del sangue

In tema di colpa medica é riscontrabile la colpa lieve, non punibile solo se il medico abbia riscontrato una corretta diagnosi e poi si sia discostato dalle linee guida prescritte per il caso e non quando vi sia stata una colposa omessa diagnosi.

(Nel caso di specie, si trattava di un detenuto ricoverato in Ospedale in cui i medici intervenuti avevano omesso la diagnosi da sindrome da inanizione, pur avendone la possibilità in considerazione dei risultati delle analisi del sangue e delle urine).

Corte assise appello Roma, 06/10/2016, n.41

Guida in stato di ebbrezza: analisi del sangue

Nel reato di guida in stato di ebbrezza, ai fini dell’accertamento della concentrazione alcolica il codice della strada e il relativo regolamento non prescrivono alcuna particolare modalità di analisi del sangue lasciando al personale medico libertà di scelta nel metodo da usare purchè sia scientificamente corretto.

Cassazione penale sez. IV, 09/01/2018, n.6497

Prelievo ematico e consenso del conducente

L’esatta applicazione dell’art. 186, comma 5, c.d.s., alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza, prevede che qualora i sanitari, per qualunque ragione, dopo aver visitato il soggetto soccorso, ritengano di non dover eseguire il prelievo ematico, neppure per valutare l’opportunità di prestare eventuali cure, ma procedono alle analisi del sangue solo su richiesta della polizia giudiziaria ai fini delle contestazioni di legge, si rende necessario l’espresso consenso dell’interessato proceduto da idonea informativa a tutela del diritto alla difesa, a pena di inutilizzabilità dei risultati del prelievo ematico.

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2017, n.21885

Come scongiurare i danni da emotrasfusione 

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito, la previsione dell’art. 2947 cod. civ. (secondo il quale, se il fatto è previsto dalla legge come reato, e per il reato stesso è prevista una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile) si riferisce, senza alcuna discriminazione, a tutti i possibili soggetti passivi della pretesa risarcitoria, e si applica, pertanto, non solo all’azione civile esperibile contro la persona penalmente imputabile, ma anche all’azione civile diretta contro coloro che siano tenuti al risarcimento a titolo di responsabilità indiretta.

(Principio enunciato con riferimento alla responsabilità del Ministero della salute – e per esso dai suoi funzionari – per non avere adottato gli accorgimenti utili a scongiurare i danni da emotrasfusione, effettuando determinati trattamenti ed analisi del sangue acquisito a tale scopo).

Cassazione civile sez. III, 19/12/2013, n.28464

Sinistro stradale e prelievo ematico 

Se le analisi del sangue vengono effettuate sulla persona del conducente anche o unicamente per motivi clinici ed a scopo curativo delle lesioni riportate da costui in un sinistro stradale, in tal caso l’accertamento “invasivo” non può dirsi illegittimamente effettuato (assente il consenso dell’indagato) a richiesta dell’organo di polizia giudiziaria a fini processuali. Se poi il paziente ha prestato un (implicito) consenso alle cure mediche, va da sè che non può dedursene che lo stesso abbia accettato le prime e dissentito solo sulla verifica del tasso alcolimetrico al quale dunque tale consenso va parimenti esteso.

Tribunale Monza, 30/11/2010

L’analisi del sangue cordonale

La nozione di operazioni “strettamente connesse” “all’ospedalizzazione e (alle) cure mediche” ai sensi dell’art. 13 parte A n. 1 lett. b) della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977 n. 77/388/Cee, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, deve essere interpretata nel senso che essa non include attività, quali quelle di cui trattasi nella causa principale, consistenti nel prelievo, nel trasporto, nell’analisi del sangue cordonale, nonché nello stoccaggio delle cellule staminali contenute in tale sangue, se le cure mediche prestate in ambito ospedaliero, con cui tali attività sono soltanto eventualmente connesse, non sono ancora esistenti, né iniziate o programmate.

Quando le prestazioni delle banche di cellule staminali, quali quelle di cui trattasi nella causa principale, sono effettuate da personale medico autorizzato, allorché tali banche di cellule staminali, benché autorizzate dalle autorità sanitarie competenti di uno Stato membro, nell’ambito della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004 n. 2004/23/Ce, sulla definizione di norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani, a trattare tessuti e cellule umani, non fruiscano di alcun aiuto del regime pubblico di previdenza sociale e la retribuzione ad esse versata non è presa a carico da detto regime, l’art. 13 parte A n. 1 lett. b) della sesta direttiva non osta a che le autorità nazionali considerino che un soggetto passivo quale la CopyGene A/S non è un “altro istituto della stessa natura (degli istituti ospedalieri, centri medici e diagnostici) (…) debitamente riconosciuto” ai sensi dell’art. 13 parte A n. 1 lett. b) della sesta direttiva 77/388.

Tuttavia, tale disposizione non può neppure essere interpretata nel senso che essa impone, di per sé, che le autorità competenti non considerino una banca privata di cellule staminali un istituto “debitamente riconosciuto” ai fini dell’esenzione di cui trattasi. Spetta, se necessario, al giudice del rinvio verificare che il diniego del riconoscimento ai fini dell’esenzione di cui all’art. 13, parte A n. 1, lett. b), della Sesta direttiva 77/388 è conforme al diritto dell’Unione, e in particolare al principio di neutralità fiscale.

Corte giustizia UE sez. III, 10/06/2010, n.262

Stato di alterazione derivante dall’uso di stupefacenti

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 187 c. strad., lo stato di alterazione derivante dall’uso di sostanze stupefacenti o pscicotrope non può essere desunto da elementi indizianti ma deve essere provato nei modi previsti dai commi 2, 3 e 5 della richiamata disposizione normativa e, in particolare, mediante le analisi del sangue in grado di dare immediata evidenza anche quantitativa allo stato di alterazione in atto.

Tribunale Trento, 28/07/2009, n.30048

Rifiuto di sottoporsi al prelievo

Non integra la contravvenzione prevista dal comma 4 e 6 dell’art. 186 c. strad. il rifiuto di sottoporsi al prelievo per la successiva analisi del sangue, in quanto accertamento diverso dall’analisi mediante etilometro dell’aria alveolare espirata, previsto dall’art. 379 del regolamento del c. strad.

Tribunale Sondrio, 29/01/2001

L’esito delle analisi del sangue

L’esito delle analisi del sangue che consente di accertare il tasso alcoolico di una persona, effettuato secondo modalità invasive della sfera di integrità fisica e di autodeterminazione del soggetto, senza il consenso di quest’ultimo, non è utilizzabile ai fini della decisione sulla sussistenza o meno della contravvenzione di cui all’art. 186 c. strad., in assenza di elementi esteriori che consentano di affermare che il soggetto alla guida si trovava in stato di ebbrezza.

(Fattispecie di conducente che in seguito ad un incidente stradale perdeva conoscenza e veniva trasportato immediatamente all’ospedale dove veniva sottoposto ad analisi).

Pretura Monza, 06/05/1999

Certificato di analisi del sangue dell’imputato

In tema di responsabilità penale per guida in stato di ebbrezza il certificato di analisi del sangue dell’imputato sottoposto a controllo costituisce prova documentale pienamente utilizzabile anche a fronte di una prova negativa con etilometro effettuata però a distanza di diverse ore dal sinistro.

Tribunale Rovereto, 09/05/2006

Analisi del sangue effettuate dal personale ospedaliero

Ai fini della dimostrazione della contravvenzione di guida sotto l’influenza dell’alcool, è legittimo acquisire e utilizzare il certificato medico relativo all’accertato tasso di alcool nel sangue dell’interessato, se e qualora l’analisi del sangue sia stata effettuata dal personale ospedaliero, non a richiesta specifica degli agenti di polizia stradale, ma unicamente per motivi clinici e a scopo curativo delle lesioni riportate dal predetto nell’incidente stradale in cui questi sia stato coinvolto. Tale accertamento “invasivo”, infatti, sarebbe illegittimo e processualmente inutilizzabile (a seguito della sentenza della Corte costituzionale 9 luglio 1996 n. 238) solo se effettuato, in assenza del consenso dell’interessato, a iniziativa dell’organo di polizia a fini processuali.

Cassazione penale sez. IV, 25/01/2006, n.20236

Accertamento dello stato di ebbrezza dei conducenti

Ai sensi dell’art. 17 l. 18 marzo 1988 n. 111, deve essere emanato un regolamento per la determinazione degli strumenti e delle procedure per l’accertamento dello stato di ebbrezza dei conducenti di autoveicoli, secondo cui l’interessato possa chiedere un’eventuale verifica mediante analisi del sangue in una vicina struttura sanitaria, da effettuarsi entro un tempo determinato; ciò a causa della mancanza di norme legislative che stabiliscano la possibilità per gli agenti operanti di sottoporre a prelievo ed analisi del sangue il conducente sospettato di guidare in stato di ebbrezza.

Consiglio di Stato ad. gen., 19/04/1990, n.39

Analisi del sangue: rilevamento della sostanza stupefacente

L’analisi del sangue che rileva metaboliti di sostanza stupefacente non costituisce prova sufficiente, in assenza di analisi di secondo livello, della responsabilità del conducente dell’auto che fosse in stato di alterazione psico-fisica acuta per l’uso di stupefacenti al momento dell’incidente poiché i metaboliti rimangono nelle urine per molti giorni.

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 04/07/2014, n.237



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