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Analisi del sangue: ultime sentenze

20 Agosto 2021
Analisi del sangue: ultime sentenze

Alterazione dello stato psicofisico del conducente; reato di guida in stato di ebbrezza; accertamento della concentrazione alcolica nel sangue; rilevamento della sostanza stupefacente; utilizzabilità dei risultati del prelievo ematico.

Il prelievo ematico per l’accertamento del tasso alcolemico

In caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186, comma 5, del codice della strada, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe di abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facoltà di farsi assistere da un difensore, come disposto dagli articoli 356 del Cpp e 114 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica.

Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto a fini processuali, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi e il diritto di difesa.

Cassazione penale sez. IV, 09/07/2020, n.21390

L’esecuzione del prelievo ematico

In tema di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi ed il diritto di difesa.

(Nella fattispecie gli esami ematici per la ricerca della presenza di alcool furono disposti alle ore 2:20 dal medico del pronto soccorso mentre la richiesta della polizia giudiziaria intervenne solo alle ore 3:00).

Cassazione penale sez. IV, 09/07/2020, n.21390

Riconoscimento della concentrazione alcolica nel sangue

In tema di guida in stato di ebbrezza, è immune da censure la motivazione della sentenza che fondi il riconoscimento della concentrazione alcolica nel sangue sulle analisi ematiche condotte col metodo enzimatico, che può evidenziare altri tipi di alcool nell’organismo, oltre a quello etilico, ove non sia emerso nessun dato clinico o anamnestico sull’ingestione dei primi da parte dell’imputato, gravato dell’onere di provare l’eventuale presenza di fattori che inficino la valenza dimostrativa della predetta prova.

Cassazione penale sez. IV, 13/02/2020, n.8165

Obbligo di avvisare il conducente di farsi assistere dal proprio avvocato

In tema di circolazione stradale, per esonerare gli organi di polizia dall’obbligo di informare un guidatore ferito in un incidente che ha facoltà di farsi assistere da un avvocato di fiducia, non basta che il prelievo di sangue venga effettuato per finalità di cura. L’avviso è infatti necessario quando il prelievo viene eseguito all’interno di un protocollo terapeutico che di per sé non rende necessario che venga rilevata la concentrazione di alcol presente nel sangue. Ad affermarlo è la Cassazione che sul punto segue l’orientamento restrittivo della giurisprudenza.

Per la Corte, “l’ipotesi in cui non c’è necessità di dare l’avviso è solo quella in cui gli stessi sanitari abbiano ritenuto di procedere per l’accertamento del tasso alcolemico e la p.g. rivolga una richiesta sostanzialmente inutile o si limiti ad acquisire la documentazione dell’analisi”.

Cassazione penale sez. IV, 19/02/2019, n.11722

Guida in stato di ebbrezza

Nel reato di guida in stato di ebbrezza, ai fini dell’accertamento della concentrazione alcolica il codice della strada e il relativo regolamento non prescrivono alcuna particolare modalità di analisi del sangue lasciando al personale medico libertà di scelta nel metodo da usare purché sia scientificamente corretto.

Cassazione penale sez. IV, 09/01/2018, n.6497

Prelievo ematico e consenso del conducente

L’esatta applicazione dell’art. 186, comma 5, c.d.s., alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza, prevede che qualora i sanitari, per qualunque ragione, dopo aver visitato il soggetto soccorso, ritengano di non dover eseguire il prelievo ematico, neppure per valutare l’opportunità di prestare eventuali cure, ma procedono alle analisi del sangue solo su richiesta della polizia giudiziaria ai fini delle contestazioni di legge, si rende necessario l’espresso consenso dell’interessato proceduto da idonea informativa a tutela del diritto alla difesa, a pena di inutilizzabilità dei risultati del prelievo ematico.

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2017, n.21885

Analisi del sangue: rilevamento della sostanza stupefacente

L’analisi del sangue che rileva metaboliti di sostanza stupefacente non costituisce prova sufficiente, in assenza di analisi di secondo livello, della responsabilità del conducente dell’auto che fosse in stato di alterazione psico-fisica acuta per l’uso di stupefacenti al momento dell’incidente poiché i metaboliti rimangono nelle urine per molti giorni.

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 04/07/2014, n.237

Sinistro stradale e prelievo ematico 

Se le analisi del sangue vengono effettuate sulla persona del conducente anche o unicamente per motivi clinici ed a scopo curativo delle lesioni riportate da costui in un sinistro stradale, in tal caso l’accertamento “invasivo” non può dirsi illegittimamente effettuato (assente il consenso dell’indagato) a richiesta dell’organo di polizia giudiziaria a fini processuali. Se poi il paziente ha prestato un (implicito) consenso alle cure mediche, va da sé che non può dedursene che lo stesso abbia accettato le prime e dissentito solo sulla verifica del tasso alcolimetrico al quale dunque tale consenso va parimenti esteso.

Tribunale Monza, 30/11/2010

Stato di alterazione derivante dall’uso di stupefacenti

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 187 c. strad., lo stato di alterazione derivante dall’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope non può essere desunto da elementi indizianti ma deve essere provato nei modi previsti dai commi 2, 3 e 5 della richiamata disposizione normativa e, in particolare, mediante le analisi del sangue in grado di dare immediata evidenza anche quantitativa allo stato di alterazione in atto.

Tribunale Trento, 28/07/2009, n.30048

Certificato di analisi del sangue dell’imputato

In tema di responsabilità penale per guida in stato di ebbrezza il certificato di analisi del sangue dell’imputato sottoposto a controllo costituisce prova documentale pienamente utilizzabile anche a fronte di una prova negativa con etilometro effettuata però a distanza di diverse ore dal sinistro.

Tribunale Rovereto, 09/05/2006

Analisi del sangue effettuate dal personale ospedaliero

Ai fini della dimostrazione della contravvenzione di guida sotto l’influenza dell’alcool, è legittimo acquisire e utilizzare il certificato medico relativo all’accertato tasso di alcool nel sangue dell’interessato, se e qualora l’analisi del sangue sia stata effettuata dal personale ospedaliero, non a richiesta specifica degli agenti di polizia stradale, ma unicamente per motivi clinici e a scopo curativo delle lesioni riportate dal predetto nell’incidente stradale in cui questi sia stato coinvolto. Tale accertamento “invasivo”, infatti, sarebbe illegittimo e processualmente inutilizzabile (a seguito della sentenza della Corte costituzionale 9 luglio 1996 n. 238) solo se effettuato, in assenza del consenso dell’interessato, a iniziativa dell’organo di polizia a fini processuali.

Cassazione penale sez. IV, 25/01/2006, n.20236

Rifiuto di sottoporsi al prelievo

Non integra la contravvenzione prevista dal comma 4 e 6 dell’art. 186 c. strad. il rifiuto di sottoporsi al prelievo per la successiva analisi del sangue, in quanto accertamento diverso dall’analisi mediante etilometro dell’aria alveolare espirata, previsto dall’art. 379 del regolamento del c. strad.

Tribunale Sondrio, 29/01/2001

L’esito delle analisi del sangue

L’esito delle analisi del sangue che consente di accertare il tasso alcoolico di una persona, effettuato secondo modalità invasive della sfera di integrità fisica e di autodeterminazione del soggetto, senza il consenso di quest’ultimo, non è utilizzabile ai fini della decisione sulla sussistenza o meno della contravvenzione di cui all’art. 186 c. strad., in assenza di elementi esteriori che consentano di affermare che il soggetto alla guida si trovava in stato di ebbrezza.

(Fattispecie di conducente che in seguito ad un incidente stradale perdeva conoscenza e veniva trasportato immediatamente all’ospedale dove veniva sottoposto ad analisi).

Pretura Monza, 06/05/1999

Accertamento dello stato di ebbrezza dei conducenti

Ai sensi dell’art. 17 l. 18 marzo 1988 n. 111, deve essere emanato un regolamento per la determinazione degli strumenti e delle procedure per l’accertamento dello stato di ebbrezza dei conducenti di autoveicoli, secondo cui l’interessato possa chiedere un’eventuale verifica mediante analisi del sangue in una vicina struttura sanitaria, da effettuarsi entro un tempo determinato; ciò a causa della mancanza di norme legislative che stabiliscano la possibilità per gli agenti operanti di sottoporre a prelievo ed analisi del sangue il conducente sospettato di guidare in stato di ebbrezza.

Consiglio di Stato ad. gen., 19/04/1990, n.39



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