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Cosa cambia al superamento dei 15 dipendenti

5 Maggio 2020 | Autore:
Cosa cambia al superamento dei 15 dipendenti

Aziende che hanno in organico almeno 15 lavoratori subordinati: quali sono gli obblighi e gli adempimenti aggiuntivi.

Sono diversi i datori di lavoro piuttosto riluttanti al superamento della soglia di 15 dipendenti, per via degli obblighi aggiuntivi e dei maggiori costi che ricadrebbero sull’azienda.

Ma che cosa cambia al superamento dei 15 dipendenti?

Innanzitutto, è bene non fare confusione, in quanto non esiste un limite universale pari a 15 dipendenti al di sopra della quale l’azienda è gravata di adempimenti aggiuntivi. In relazione ad alcuni obblighi, difatti, sono esonerate le aziende al di sotto dei 15 dipendenti, in relazione ad altri sono esonerate le aziende sino a 15 dipendenti. In sostanza, per evitare determinati adempimenti aggiuntivi l’azienda non può avere più di 14 dipendenti, in relazione ad altri non più di 15, ferme restanti soglie diverse, a seconda della disciplina considerata.

Nell’ambito degli stessi obblighi, poi, possono coesistere limiti diversi che obbligano ad adempimenti differenti: è il caso, ad esempio, degli obblighi relativi all’assunzione dei disabili. Ricordiamo, a questo proposito, che i datori di lavoro, sia pubblici che privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori disabili nella seguente misura:

  • se occupano oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • se occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;
  • da 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

Ma procediamo con ordine e osserviamo che cosa cambia al superamento di un determinato numero di lavoratori: quali sono gli adempimenti principali e le tutele aggiuntive per i dipendenti.

Cosa cambia al superamento dei 14 dipendenti

Se l’azienda supera i 14 dipendenti, dal momento del superamento della soglia ha 60 giorni di tempo per assumere un disabile appartenente alle categorie protette. L’azienda, al superamento della soglia, è inoltre obbligata a inviare il prospetto informativo: è una dichiarazione in cui il datore di lavoro deve indicare la propria situazione occupazionale rispetto agli obblighi di assunzione di personale disabile o appartenente alle altre categorie protette e i posti di lavoro con relative mansioni disponibili, come previsto dalla legge [1].

La trasmissione deve avvenire entro il 31 gennaio di ogni anno in modalità esclusivamente telematica, con riferimento alla situazione occupazionale al 31 dicembre dell’anno precedente. Il prospetto non deve essere necessariamente inviato ogni anno ma solo qualora, rispetto all’ultimo invio, vi siano stati cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo di legge oppure da incidere sul computo della quota di riserva.

Per sapere chi rientra nelle categorie protette e chi può rientrare nelle quote di riserva, leggi la guida all’assunzione obbligatoria di disabili.

Superamento 15 dipendenti

Sono diversi gli obblighi aggiuntivi che gravano sul datore di lavoro al superamento della soglia di 15 dipendenti. Osserviamo i principali.

Licenziamento illegittimo

Se l’azienda supera i 15 dipendenti, le sanzioni per il licenziamento illegittimo previste risultano notevolmente maggiori rispetto a quelle applicate ai datori di lavoro al di sotto di questo requisito dimensionale.

La differenza di trattamento tra aziende che occupano più di 15 dipendenti e aziende che ne occupano 15 o meno è rimasta inalterata, seppur nell’ambito di un complessivo e sostanziale abbassamento delle sanzioni, anche in rapporto al contratto a tutele crescenti.

In particolare, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015, se licenziati illegittimamente, possono ottenere un risarcimento diverso a seconda delle dimensioni dell’impresa: se il lavoratore risulta dipendente di un’azienda al di sopra dei 15 dipendenti, ha diritto a un risarcimento pari a due mensilità per ogni anno di anzianità aziendale, da un minimo di 6 fino ad un massimo di 36 mensilità. In alcuni casi, può spettare anche la reintegra. La tutela risulta invece limitata per i dipendenti di aziende sino a 15 dipendenti.

Cassaintegrazione straordinaria

Inoltre, l’azienda con un numero medio di dipendenti impiegati nel semestre precedente superiore a 15 può risultare destinataria delle tutele della cassaintegrazione straordinaria Cigs, se si tratta di un’impresa:

  • industriale, edile o affine;
  • artigiana;
  • appaltatrice di servizi di mensa e ristorazione, o di pulizia, in conseguenza della riduzione dell’attività dell’azienda appaltante;
  • di vigilanza;
  • di manipolazione e trasformazione dei prodotti agricoli;
  • ausiliaria del servizio ferroviario.

Per altre aziende, come quelle del commercio, la Cigs spetta al superamento di 50 dipendenti, ad altre ancora la soglia non si applica. Per approfondire leggi: come funziona la Cigs.

La tutela aggiuntiva della cassaintegrazione straordinaria obbliga il datore di lavoro al pagamento di contribuzione aggiuntiva.

Assemblea sindacale

Lo Statuto dei lavoratori [2] prevede il diritto di indire l’assemblea sindacale relativamente alle sole imprese industriali e commerciali che occupano più di 15 dipendenti in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo. Le stesse disposizioni si applicano alle imprese agricole che occupano più di 5 dipendenti.

Lo Statuto dei lavoratori, nel dettaglio, prevede il diritto dei lavoratori di riunirsi nell’unità produttiva in cui svolgono l’attività, a seguito di convocazione da parte del sindacato, per discutere su materie d’interesse sindacale e del lavoro.

Assegno ordinario

Ai lavoratori delle aziende con mediamente più di 15 dipendenti, obbligate al versamento dei contributi al fondo d’integrazione salariale dell’Inps Fis, può spettare l’assegno ordinario per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile.

Nel dettaglio, nel caso di datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti il Fis garantisce per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile la prestazione di un assegno ordinario:

  • di importo almeno pari all’integrazione salariale ordinaria (80% della retribuzione persa);
  • in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali:
    • ordinarie, ad esclusione delle intemperie stagionali;
    • straordinarie, limitatamente alle causali di riorganizzazione e crisi aziendale.

All’assegno ordinario si applica, per quanto compatibile, la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie.

Superamento 5 dipendenti

Se l’azienda occupa mediamente più di 5 dipendenti nel semestre precedente e non è destinataria della tutela della cassaintegrazione o dei fondi di solidarietà bilaterali o bilaterali alternativi, risulta obbligata all’iscrizione ed al versamento della contribuzione al fondo Fis dell’Inps. Se l’azienda supera mediamente 5 dipendenti nel semestre precedente, ma non supera i 15 dipendenti, i lavoratori non hanno diritto all’assegno ordinario, ma possono aver diritto all’assegno di solidarietà.

In relazione alle riduzioni ed alle sospensioni dell’attività dovute all’emergenza Covid19, l’accesso all’assegno ordinario spetta comunque, per un massimo di 9 settimane (18 in base alle previsioni del decreto maggio 2020), alle aziende iscritte al Fis che occupano mediamente più di 5 dipendenti.

Se è un’azienda agricola a superare i 5 dipendenti, si applicano le stesse tutele sindacali e contro il licenziamento illegittimo previste per le imprese con organico superiore a 15 dipendenti.


note

[1] L. 68/1999.

[2] L. 300/1970.


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