Coronavirus: possono misurarmi la febbre?

5 Maggio 2020
Coronavirus: possono misurarmi la febbre?

Il controllo della temperatura è consentito all’ingresso dei luoghi di lavoro ed anche negli aeroporti, ma ci sono differenze tra i dipendenti ed i clienti.

Il datore di lavoro può rilevare la temperatura corporea dei suoi dipendenti, ma anche quella dei clienti e dei fornitori, all’ingresso dell’azienda o del negozio? Questa domanda trova adesso risposta nelle Faq messe a punto dal Garante per la protezione dei dati personali.

L’Autorità ha voluto chiarire i dubbi più frequenti sul trattamento dei dati durante l’emergenza Coronavirus che impattano sulla privacy in vari ambiti, come la sanità, il lavoro e la scuola.

Sulla possibilità di misurare la febbre la domanda è formulata così: il datore di lavoro può rilevare la temperatura corporea del personale dipendente o di utenti, fornitori, visitatori e clienti all’ingresso della propria sede?

La risposta del Garante premette che “i datori di lavoro, le cui attività non sono sospese, sono tenuti a osservare le misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro tra Governo e parti sociali del 14 marzo 2020″.

“È proprio questo il punto di partenza per rispondere alla domanda poiché – prosegue l’Autorità – il citato Protocollo prevede la rilevazione della temperatura corporea del personale dipendente per l’accesso ai locali e alle sedi aziendali, tra le misure per il contrasto alla diffusione del virus”.

Inoltre, queste misure “trovano applicazione anche nei confronti di utenti, visitatori e clienti nonché dei fornitori, ove per questi ultimi non sia stata predisposta una modalità di accesso separata”.

La medesima regola vale anche per gli uffici pubblici, perché – precisa il Garante – “analoghi protocolli di sicurezza, con riguardo alle attività pubbliche non differibili o ai servizi pubblici essenziali, sono stati stipulati dal ministro per la Pubblica amministrazione con le sigle sindacali maggiormente rappresentative (come il Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” del 3 e 8 aprile 2020)”.

Ma c’è un limite alla possibilità di utilizzare i dati acquisiti, che il Garante mette bene in evidenza quando afferma che “la rilevazione in tempo reale della temperatura corporea, quando è associata all’identità dell’interessato, costituisce un trattamento di dati personali” [1] , per il quale “non è ammessa la registrazione del dato relativo alla temperatura corporea rilevata, bensì, nel rispetto del principio di minimizzazione [2] , è consentita la registrazione della sola circostanza del superamento della soglia stabilita dalla legge e comunque quando sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso al luogo di lavoro”.

Perciò se l’identità della persona a cui viene misurata la febbre è nota al datore di lavoro – come nel caso in cui si tratti di un suo dipendente, ma anche, in molti casi, di fornitori abituali – non si potrà “annotare” la temperatura misurata, ma solo il fatto che c’è stato il superamento della soglia di legge, stabilita in 37,5°C. Tant’è che un’altra Faq vieta al datore di lavoro di comunicare e diffondere i nominativi di eventuali lavoratori contagiati dal Covid-19.

Diversamente – conclude il Garante – “nel caso in cui la temperatura corporea venga rilevata a clienti (ad esempio, nell’ambito della grande distribuzione) o visitatori occasionali anche qualora la temperatura risulti superiore alla soglia indicata nelle disposizioni emergenziali non è, di regola, necessario registrare il dato relativo al motivo del diniego di accesso“.

Perciò, se vai al supermercato puoi essere sottoposto al termoscanner (non è obbligatorio misurare la temperatura dei clienti), ma il gestore non potrà registrare i tuoi dati identificativi ed il grado della tua febbre. Però, se il valore misurato dovesse superare la temperatura soglia, potrà – anzi dovrà – impedirti l’ingresso, ma senza chiederti chi sei o acquisire in altre maniere le tue informazioni personali.

Una regola analoga vale nel settore dei trasporti. Ad esempio, negli aeroporti la temperatura di tutti i passeggeri dei voli europei ed internazionali in arrivo negli aeroporti italiani può essere controllata ai sensi delle disposizioni adottate per il contenimento dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.


note

[1] Art. 4, par. 1 e 2, del Regolamento (UE) n.2016/679 sulla protezione dei dati personali.

[2] Art. 5, par.1, lett. c) del Regolamento (UE) n.2016/679.


2 Commenti

  1. Scusatemi. voi parlate di misurazione della febbre, però vorrei sottolineare una situazione… cioè molti stanno arrivando al sud dal nord e non tutti si stanno sottoponendo al tampone volontario. ora quanti possibili infetti e asintomatici ci saranno in giro? Ma sono impazziti? E poi, la gente che gira per le strade, fa passeggiate per il corso e si prende il caffè al bar senza mascherine. Io sono indignata! Cioè qui vogliono farci credere che stiamo ripartendo affidandoci la responsabilità di prevenire i contagi, ma non hanno capito che gli italiani sono IRRESPONSABILI! Qui temo che ritorneremo alla fase 1 in pochissimo tempo…

  2. Cosa succede ad un cliente di supermercato a cui è stata misurata la febbre con un termoscanner di pessima qualità il cui margine d’errore è superiore ai due, tre decimi di grado.
    Chi verifica la precisione del termoscanner?
    Per l’autovelox il cittadino può chiedere i dati di manutenzione e di taratura, e per il termoscanner?
    Oltre a tornare a casa senza il pane che voleva comprare,
    e se è solo per lui è un dramma, chi si occupa del cittadino a cui è stata misurata una febbre di 37,7?
    Nessuno a quanto è dato sapere.
    Può chiamare il 118, il proprio medico ma nessuno gli farà un tampone, al massimo gli diranno di non muoversi di casa ma la spesa chi glie la fa?
    Bisogna rivolgersi alla pubblica carità?
    Mi farebbe piacere che possiate approfondire l’argomento.

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