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Come contestare una multa al giudice di pace

4 Agosto 2020 | Autore:
Come contestare una multa al giudice di pace

Con il ricorso al giudice di pace si può impugnare un verbale elevato per violazione al codice della strada se è viziato oppure se è stato notificato in ritardo.

Sono veramente pochi gli automobilisti che non hanno mai ricevuto la notifica di un verbale di contravvenzione per violazione al codice della strada. Viceversa, numerosi sono quelli che vengono multati perché inosservanti delle norme che regolano la circolazione stradale. Basti pensare a quanti, quotidianamente, lasciano il veicolo in divieto di sosta oppure passano con il semaforo rosso ad un incrocio o superano i limiti di velocità.

Tuttavia, a volte succede che gli agenti accertatori sbaglino nel rilevare l’infrazione o che la contravvenzione sia illegittima e, quindi, non deve essere pagata. Quando ciò si verifica, è possibile impugnare il relativo verbale ricorrendo all’autorità giudiziaria competente, cioè al giudice di pace.

Ma come contestare una multa al giudice di pace? Non sempre è necessario rivolgersi ad un legale, soprattutto quando l’opposizione è semplice e non richiede particolari competenze legali. I motivi, però, devono essere fondati in quanto in caso di rigetto, il ricorrente verrà condannato al pagamento di una sanzione compresa tra il minimo e il massimo previsto dalla legge per la violazione contestata. Inoltre, la proposizione del ricorso al giudice di pace non è esente da spese ma comporta il pagamento del cosìdetto contributo unificato, il cui importo varia a seconda dell’ammontare della multa che si impugna.

Quando un verbale di contravvenzione è illegittimo

Il verbale con il quale è stata elevata la multa può essere impugnato quando:

  1. presenta vizi di forma o di sostanza idonei a renderlo invalido;
  2. viene notificato in ritardo.

I vizi di forma sono quelli relativi agli elementi essenziali del verbale.

La legge [1], infatti, stabilisce che lo stesso deve contenere alcuni dati necessari come ad esempio:

  • le generalità del conducente;
  • l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali è avvenuta la violazione;
  • l’indicazione del tipo e della targa del veicolo;
  • l’esposizione sommaria del fatto;
  • l’indicazione della norma violata o della sanzione da pagare;
  • le dichiarazioni delle quali il trasgressore ha chiesto l’inserimento;
  • l’indicazione dell’autorità competente per il ricorso;
  • l’indicazione delle generalità dell’agente accertatore.

L’errata oppure l’omessa indicazione di tali dati nel verbale ne comporta l’illegittimità.

I vizi sostanziali, invece, sono quelli che dipendono dal mancato rispetto da parte dell’amministrazione che ha elevato la contravvenzione, delle regole previste dal codice della strada o da altre disposizioni di legge. Si pensi ad esempio a quando gli apparecchi che hanno rilevato l’infrazione, risultano non omologati oppure quando manca la segnaletica che indica la presenza di uno specifico divieto o ancora a quando la notifica del verbale viene fatta al vecchio proprietario dell’autovettura dopo il passaggio di proprietà. Anche in tali casi è possibile evitare il pagamento della sanzione ricorrendo al giudice di pace.

Il verbale è, altresì, illegittimo quando la notifica avviene in ritardo ovvero oltre il termine di 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione come previsto dalla legge [2].

Qual è il termine per presentare il ricorso al giudice di pace

Il termine per proporre il ricorso al giudice di pace è di 30 giorni dalla data di ricezione della multa.

Più precisamente, il termine decorre:

  • dalla contestazione immediata della violazione, se gli agenti accertatori fermano il trasgressore o lo multano, consegnandogli il verbale con la contravvenzione;
  • dalla notifica effettuata a mezzo posta, quando il verbale viene recapitato a casa del trasgressore dal postino o viene ritirato presso l’ufficio postale. Se il ritiro avviene decorsi 10 giorni da quando è stato lasciato l’avviso di deposito nella cassetta delle lettere, il termine inizia a decorrere comunque dall’11° giorno. Nell’ipotesi in cui l’avviso di accertamento della violazione viene lasciato sul parabrezza dell’auto, il termine per l’opposizione inizia a decorrere da quando la multa viene notificata a casa del trasgressore.

Per conteggiare il termine si contano materialmente 30 giorni escludendo quello nel quale si è ricevuta la notifica dell’atto ed includendo anche i sabati e le domeniche. Se il termine scade in un giorno festivo si intende prorogato al primo giorno utile successivo.

Come si presenta il ricorso al giudice di pace

Il ricorso va presentato personalmente o a mezzo difensore presso la cancelleria dell’ufficio del giudice di pace competente, che è quello del luogo in cui è stata accertata la violazione, oppure va spedito a mezzo raccomandata a/r. In questa seconda ipotesi per dimostrare l’invio nei termini fa fede la ricevuta di spedizione postale. Non è ammesso l’inoltro del ricorso via pec, per e-mail o a mezzo fax.

All’originale del ricorso, firmato dal ricorrente o dal suo legale munito di procura, vanno allegati:

  1. l’originale del verbale impugnato;
  2. quattro copie del ricorso;
  3. le fotocopie dei documenti che si intendono sottoporre all’esame del giudice;
  4. la fotocopia del documento di riconoscimento del ricorrente;
  5. la ricevuta di pagamento del contributo unificato e dei diritti di notifica.

Nel ricorso è obbligatorio indicare il codice fiscale del ricorrente e per l’eventuale difensore anche la pec e il numero di fax.

Inoltre, è possibile inserire un’istanza di sospensione, cioè chiedere al giudice di pace di dichiarare la sospensione dei termini e dell’operatività della multa fino alla definizione della causa.

Come si presenta il ricorso al giudice di pace online

Esiste anche la possibilità di compilare il ricorso sul sito nazionale del giudice di pace on-line, accedendo al sito gdp.giustizia.it.

Tale compilazione assegna un numero di protocollo web, produce una nota di iscrizione a ruolo telematica (con codice a barre) e soprattutto permette di ricevere dal sistema, in automatico, una comunicazione e-mail ogni qualvolta l’iter della causa subisce un aggiornamento (fissazione della data di udienza, eventuali differimenti o rinvii, numero della sentenza, avvenuto deposito della sentenza).

Attualmente, il servizio è attivo solo presso alcuni uffici del giudice di pace dell’intero territorio nazionale.

Qualora sia possibile utilizzare tale modalità di presentazione la procedura da seguire è la seguente:

  1. per prima cosa va selezionata la Regione di appartenenza nella mascherina posta al di sotto dell’immagine dell’Italia;
  2. poi, occorre selezionare nel menu a sinistra della pagina, sotto la macro voce “compila il ricorso”, il campo con scritto “opposizione a sanzione amministrativa”;
  3. compare, quindi, un’ulteriore mascherina nella quale vanno inseriti i dati personali del ricorrente;
  4. dopo la compilazione di quest’ultima, bisogna indicare l’oggetto del ricorso (“violazione del codice della strada”) e i motivi sui quali si fonda. Se il ricorso viene presentato da due o più ricorrenti, si deve cliccare su “aggiungi ricorrente secondario” e compilare i relativi campi. Se il ricorso è presentato con l’assistenza di un legale, va cliccato su “aggiungi patrocinante principale” e vanno compilati tutti i campi richiesti.

Questa procedura telematica non sostituisce l’iscrizione a ruolo della causa che per legge deve avvenire in forma cartacea, stampando il ricorso compilato on-line con la sua nota di iscrizione a ruolo telematica e presentandoli in cancelleria esclusivamente nelle due modalità sopra indicate di deposito o di spedizione.

In caso di mancata formalizzazione dell’iscrizione a ruolo presso la cancelleria, la pre-iscrizione telematica non riveste alcun valore giuridico e viene cancellata dal sistema dopo 6 mesi.

Da chi deve essere proposto il ricorso al giudice di pace

Il ricorso deve essere proposto dal soggetto intestatario del verbale impugnato, di solito il proprietario del veicolo. Nel caso di una sanzione stradale non immediatamente contestata, se il proprietario del veicolo è persona diversa dal conducente, è consigliato proporre un ricorso congiunto da parte di entrambi tali soggetti. In tal modo, il conducente può intervenire nel giudizio per riferire sui fatti posti a fondamento del ricorso. Ciò vale anche per le auto aziendali in uso a dipendenti e/o in leasing.

Quanto costa il ricorso al giudice di pace

La presentazione del ricorso al giudice di pace comporta il pagamento del contributo unificato e della marca da bollo.

L’importo della marca da bollo è pari a 27 euro mentre quello contributo unificato varia a seconda dell’ammontare della multa che si contesta. Considerato che la maggior parte delle multe non eccede i 1.100 euro, il contributo ammonta a 43 euro.

Per pagare il contributo unificato è possibile recarsi presso una tabaccheria, un ufficio postale o in banca e utilizzare il modello F23.

Cosa può decidere il giudice di pace

Una volta ricevuto il ricorso il giudice di pace ordina all’autorità che ha emesso il verbale impugnato (ad esempio i vigili urbani, la polizia stradale o i carabinieri) di depositare in cancelleria, nel termine di 10 giorni prima dell’udienza fissata, una copia del rapporto e degli atti relativi all’accertamento dell’infrazione.

Il giudice di pace all’esito dell’istruttoria – durante la quale ad esempio ha sentito dei testimoni oppure ha nominato un consulente tecnico per una perizia – ed esaminati gli atti depositati dal ricorrente e dall’autorità che ha emesso il verbale impugnato, può decidere di:

  1. accogliere il ricorso perché fondato ed annullare in tutto o in parte la multa;
  2. rigettare il ricorso in quanto la contestazione non è valida. In tal caso, il giudice di pace pone a carico del ricorrente il pagamento della sanzione ed eventualmente anche delle spese del procedimento. Tale pagamento deve avvenire entro 30 giorni;
  3. dichiarare inammissibile il ricorso (si pensi al caso in cui è stato presentato oltre il termine dei 30 giorni previsti per la proposizione dell’impugnazione);
  4. convalidare la multa come avviene quando il ricorrente non si presenta all’udienza senza valido motivo e dalla documentazione allegata risulta che la multa è legittima.

Contro la sentenza del giudice di pace si può fare appello rivolgendosi al tribunale.

Quali sono gli altri strumenti per contestare una multa

Una multa può essere contestata anche mediante:

  • ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, nel termine di 60 giorni dalla notifica a mano o a mezzo posta del verbale di contravvenzione. La proposizione di tale tipo di impugnazione è alternativa a quella dinanzi al giudice di pace. Se il prefetto rigetta il ricorso, è possibile ricorrere al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del relativo provvedimento;
  • istanza in autotutela, da rivolgersi allo stesso organo amministrativo che ha emesso la contravvenzione (ad esempio nell’ipotesi di una multa dei vigili urbani, l’istanza va presentata al Comune). L’istanza può essere presentata indipendentemente dalla proposizione del ricorso al prefetto o al giudice di pace. Peraltro, non sospende i termini per la proposizione di questi altri due tipi di opposizione. Ne consegue che in caso di mancata risposta della Pubblica Amministrazione in tempi brevi, è consigliato presentare uno degli altri tipi di ricorso prima della scadenza del termine previsto dalla legge.

note

[1] Art. 383 D.P.R. n. 495/1992.

[2] Art. 201 cod. strada.


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