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Debiti chirografari

4 Agosto 2020 | Autore:
Debiti chirografari

Vi sono debiti per i quali i creditori non godono di nessuna garanzia rischiando, in alcuni casi, di non essere pagati. Vediamo quando ciò avviene.

Non tutti i debiti sono uguali. In linea di massima, tutti i creditori hanno diritto al pagamento delle somme loro dovute e possono attivarsi nei confronti del debitore per ottenere questo risultato. Questo, però, finchè i beni del debitore non vengono sottoposti a pignoramento o addirittura egli fallisca. In queste ipotesi, se più creditori si fanno avanti nella speranza di ottenere finalmente quanto loro dovuto, non verranno pagati tutti nello stesso momento. Alcuni dovranno mettersi “in coda” e aspettare che prima vengano pagati gli altri. I crediti di questo tipo – e quindi anche i debiti – sono detti chirografari. Vediamo di cosa si tratta.

Cosa sono i debiti chirografari?

Il termine “chirografario” deriva dal greco, precisamente dalle parole “chiros“, che significa mano e “graphìa” che significa scrittura. Il suo significato è dunque “scritto a mano”.

Sono pertanto debiti chirografari quelli che vengono concessi al debitore sulla base soltanto di un documento dallo stesso firmato, senza nessuna garanzia.

Luigi ha necessità urgente di denaro per far fronte a una spesa imprevista e chiede al suo amico Andrea di prestargli la somma necessaria. Andrea acconsente e Luigi firma un documento con il quale si impegna a restituire l’importo preso a prestito entro una certa data. Il debito che nasce da tale documento è pertanto detto chirografario.

La stessa cosa succede quando ci si rivolge a una finanziaria per chiedere in prestito una piccola somma di denaro. L’istituto di credito, se ci sono le condizioni (cioè se il richiedente ha un reddito sufficiente e non risulta essere un cattivo pagatore), di solito concede il prestito semplicemente facendo firmare al debitore un contratto di finanziamento, senza richiedere ulteriori garanzie. Anche in questo caso il debito è detto chirografario.

Pensa, ancora, a un negoziante che riceve la merce da un fornitore e firma un documento con il quale si obbliga a pagargliene il prezzo a distanza di un mese. Facendo questo egli spera di poter vendere a sua volta la merce e avere una somma più che sufficiente per saldare il debito. Il fornitore, da parte sua, si aspetta che ciò avvenga e per questo accetta il rischio di non avere nessuna garanzia per il pagamento.

Altri tipi di documenti dai quali scaturiscono debiti chirografari sono le cambiali, gli assegni, i documenti di trasporto.

Come vengono pagati i debiti chirografari?

Può essere che il debitore, alla scadenza concordata, paghi regolarmente il debito chirografario.

Cosa succede se invece il pagamento non avviene? Il creditore può agire nei suoi confronti in questo modo:

  • innanzitutto, dovrà rivolgersi al giudice per ottenere un titolo nei confronti del debitore [1], vale a dire un provvedimento (che, secondo i casi, può essere una sentenza o un decreto ingiuntivo). Se, però, il debitore ha firmato una cambiale o un assegno questo passaggio non è necessario: infatti questi documenti sono, di per sè, considerati titoli dalla legge;
  • ottenuto il titolo, il creditore potrà chiedere il pignoramento [2] di uno o più beni del debitore (mobili di casa, gioielli, autovetture, immobili), farli vendere mediante una procedura che si svolge in tribunale e soddisfarsi sul ricavato. Entro certi limiti possono essere pignorati anche gli stipendi, le pensioni ed eventuali crediti che il debitore ha verso terze persone.

Nonostante la possibilità di ricorrere al pignoramento, però, il creditore chirografario non ha la certezza che il suo credito verrà soddisfatto: tra poco vedremo perchè.

Cosa sono i crediti privilegiati?

I debiti chirografari, come ti ho detto sopra, vengono concessi senza alcuna garanzia. Il creditore si fida del debitore e ritiene che quest’ultimo, entro il termine previsto, pagherà la somma dovuta. Oppure, come abbiamo visto nel caso dei fornitori, il creditore accetta di fidarsi per esigenze legate al commercio.

Ci sono però casi in cui i crediti sono assistiti da particolari garanzie, grazie alle quali i creditori sanno che, in caso di mancato pagamento da parte del debitore, avranno più probabilità di agire con successo nei suoi confronti. Queste garanzie vengono dette cause di prelazione e sono le seguenti:

  • il pegno;
  • l’ipoteca;
  • i privilegi.

Cosa sono il pegno e l’ipoteca?

Il pegno [3] è una garanzia derivante da un bene mobile del debitore o di terze persone. Il debitore, per garantire il pagamento del debito, consegna al creditore un bene (che naturalmente abbia un valore almeno pari all’importo del debito). Se alla scadenza prevista il debitore paga quanto dovuto, il creditore gli restituisce la cosa che forma oggetto del pegno; se, al contrario, il pagamento non avviene, il creditore può vendere il bene e soddisfarsi sul ricavato della vendita.

Questo avviene, ad esempio, quando ci si fa prestare denaro dagli Istituti di credito su pegno. Si tratta di servizi gestiti da alcune banche, che consentono di ottenere denaro in prestito anche se non si ha un reddito sufficiente e persino se si è “cattivi pagatori”. La persona che richiede il prestito consegna all’Istituto degli oggetti di valore, come gioielli o pellicce, e riceve subito il denaro di cui ha bisogno. Alla scadenza concordata, dovrà restituire il prestito con gli interessi; in mancanza, la banca venderà i preziosi, tratterrà la somma necessaria a soddisfare il suo credito e verserà l’eventuale eccedenza al debitore.

L’ipoteca [4] è una garanzia posta a carico di un immobile di proprietà del debitore. Essa viene molto adoperata quando agli Istituti di credito vengono richiesti mutui o finanziamenti di somme di denaro consistenti. A differenza di ciò che avviene per i debiti chirografari, che di solito si riferiscono a piccoli importi, per prestiti di valore più elevato le banche esigono garanzie adeguate. Il debitore allora garantisce che il pagamento avverrà con uno o più immobili di sua proprietà. Se il debito non viene rimborsato la banca può far vendere l’immobile e soddisfarsi sul ricavato della vendita.

Il pegno e l’ipoteca possono essere costituiti anche su beni di proprietà di una terza persona (come un amico o un parente) che si rende disponibile a garantire per il debitore.

I creditori che godono di pegno o ipoteca vengono detti, rispettivamente, pignoratizi e ipotecari.

Quali sono i privilegi?

Oltre al pegno e all’ipoteca vi sono delle situazioni, previste dalla legge, in cui certe categorie di creditori hanno diritto ad essere pagati con preferenza rispetto ad altri. Queste situazioni sono dette privilegi e i creditori che ne godono vengono detti privilegiati [5].

I privilegi sono previsti sia dal codice civile che da altre leggi. Essi sono di due tipi:

  • privilegi generali. I creditori che ne godono possono far pignorare tutti i beni del debitore o una parte di essi e soddisfarsi sul ricavato della vendita con preferenza rispetto agli altri. Un esempio è dato dai crediti dei lavoratori dipendenti per gli stipendi non pagati;
  • privilegi speciali. Certe categorie di creditori possono rivalersi sul debitore facendo vendere un bene specifico. Ad esempio: il venditore di una macchina utensile, se non gli viene pagato il prezzo dall’acquirente, può far vendere la macchina e trattenere il prezzo.

Debiti chirografari: cosa rischiano i creditori?

Come abbiamo visto, se un debito chirografario non viene pagato il creditore può pignorare uno o più beni del debitore e soddisfarsi sul ricavato della vendita.

I problemi però cominciano se, oltre a lui, vi sono altri creditori. Questi ultimi, infatti, possono intervenire nella procedura di pignoramento e chiedere che il ricavato della vendita venga destinato anche al pagamento dei loro crediti. La stessa cosa succede in caso di fallimento del debitore: in questa ipotesi, tutti i beni di quest’ultimo vengono venduti dal tribunale e il ricavato viene distribuito tra i creditori che ne fanno richiesta partecipando alla procedura.

In questi casi, si possono verificare due situazioni:

  • tutti i creditori sono chirografari: si applica il principio della par condicio creditorum, espressione latina che significa “condizione uguale dei creditori”. Questi ultimi, se il ricavato della vendita basta a coprire la somma dei crediti, vengono pagati per intero; se, viceversa, l’importo non è sufficiente, essi vengono pagati ognuno in proporzione al proprio credito. In questo caso il rischio che corre il creditore chirografario è che il suo credito venga soddisfatto soltanto in parte;
  • insieme ai creditori chirografari ve ne sono altri che godono di pegno, ipoteca o privilegi. Dunque, i beni che formano oggetto di pegno o ipoteca verranno venduti e il ricavato sarà destinato a soddisfare i creditori pignoratizi o ipotecari. Se poi vi sono creditori privilegiati essi dovranno essere pagati prima dei chirografari, secondo un ordine previsto dalla legge. In tale situazione i debiti chirografari rischiano di essere pagati in misura ridotta o addirittura di non essere pagati affatto.

note

[1] Art. 474 cod. proc. civ.

[2] Art. 483 e seguenti cod. proc. civ.

[3] Art. 2026 cod. civ.

[4] Art. 2808 cod. civ.

[5] Art. 2741 cod. civ.


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