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Quanto mi spetta di assegni familiari?

24 Maggio 2020 | Autore:
Quanto mi spetta di assegni familiari?

Assegno per il nucleo familiare riconosciuto dall’Inps: come calcolare l’ammontare spettante al lavoratore?

L’assegno per il nucleo familiare (Anf) è un sostegno economico a carico dell’Inps a favore delle famiglie [1]:

  • dei lavoratori dipendenti;
  • dei pensionati e dei beneficiari di prestazioni economiche previdenziali erogate dall’Inps, come la disoccupazione;
  • dei lavoratori parasubordinati e autonomi iscritti presso la gestione Separata, che non siano iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie e non siano pensionati.

L’assegno per il nucleo familiare non deve essere confuso con gli assegni familiari spettanti ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti ed ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri). Gli importi e le modalità di calcolo delle prestazioni sono infatti differenti.

È importante non fare confusione anche:

  • con l’assegno mensile per il nucleo familiare erogato dai Comuni, che nella misura intera ammonta a 145,14 euro; questo beneficio spetta se l’Isee è non superiore a 8.788,99 euro;
  • con l’assegno mensile di maternità, pari, nella misura intera, a 348,12 euro per cinque mensilità (per complessivi 1.740,60 euro); il valore dell’Isee non deve essere superiore a 17.416,66 euro (i valori si riferiscono al 2020).

Ma quanto mi spetta di assegni familiari?

L’assegno per il nucleo familiare compete in misura diversa a seconda:

  • della tipologia di nucleo familiare, che deve essere ricompresa entro una delle tabelle Inps;
  • del numero dei componenti del nucleo familiare;
  • del reddito complessivo del nucleo familiare (non si considera, dunque, il solo reddito del lavoratore o pensionato, a meno che non sia l’unico reddito del nucleo).

Per i dipendenti, l’erogazione degli Anf è effettuata dal datore lavoro per conto dell’Inps; il pagamento diretto da parte dell’Inps ai lavoratori subordinati avviene soltanto in casi particolari. Gli assegni sono comunque erogati direttamente dall’istituto ai pensionati e ai titolari di prestazioni previdenziali non pensionistiche.

Per conoscere nel dettaglio quali sono i nuclei familiari aventi diritto agli Anf e chi fa parte del nucleo familiare ai fini degli assegni: Guida agli assegni al nucleo familiare. In determinati casi, l’Inps deve rilasciare un’apposita autorizzazione perché determinate persone possano far parte del nucleo familiare ai fini Anf.

Da quando e per quanto tempo si ha diritto agli assegni familiari?

Il diritto agli assegni per il nucleo familiare:

  • decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale (pensione, disoccupazione…) nel corso del quale si verificano le condizioni prescritte dalla legge [2] per il riconoscimento del beneficio;
  • cessa alla fine del periodo in corso o alla data in cui le condizioni per il diritto agli Anf vengono a mancare.

Se il pagamento è subordinato ad un’autorizzazione da parte dell’Inps, la data iniziale dell’erogazione e quella di scadenza sono indicate dallo stesso istituto.

Il beneficiario può ottenere gli assegni anche relativamente a periodi pregressi nei quali era sorto il diritto agli Anf: gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro il termine di prescrizione di 5 anni.

A quanto ammontano gli assegni familiari?

L’ammontare degli assegni cambia a seconda della tipologia del nucleo familiare (con o senza disabili, con entrambi i genitori o unico genitore…), del numero dei componenti e del reddito complessivo della famiglia.

L’importo dell’assegno va individuato facendo riferimento alle apposite tabelle pubblicate dall’Inps, che si differenziano in base alle particolarità del nucleo.

Nelle tabelle sono indicate fasce di reddito a cui corrisponde un predeterminato importo di Anf mensile associato al numero di componenti del nucleo.

Gli importi sono più elevati per i nuclei familiari:

  • con minor reddito pro-capite, per i quali all’aumentare del reddito diminuisce l’importo dell’assegno;
  • in situazioni di particolare disagio, come nel caso di presenza di disabili.

All’interno di ciascuna tabella l’importo mensile dell’assegno spettante è associato ad un livello di reddito annuo: i valori sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio, in base alla variazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.

Le tabelle Inps con gli importi per il periodo 1° luglio 2019 3 giugno 2020 si trovano in allegato alla circolare Inps 66 del 17 maggio 2019.

Quali redditi rilevano ai fini degli assegni familiari?

Per stabilire a quanto ammontano gli Anf, devono essere considerati i seguenti redditi:

  • redditi assoggettabili all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • redditi di qualsiasi tipologia, redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte superiori a 1.032,91 euro annui.

Sono, invece, esplicitamente esclusi:

  • gli stessi Anf;
  • il Tfr e le anticipazioni;
  • le rendite vitalizie Inail;
  • la parte non tassabile dell’indennità di trasferta;
  • le pensioni di guerra e privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva per infortunio;
  • l’indennità di accompagnamento e di frequenza, l’indennità ai ciechi parziali ed ai sordi prelinguali.

Per il diritto agli Anf, il reddito del nucleo deve risultare per almeno il 70% di lavoro dipendente o assimilato.

Assenze e importo degli assegni familiari

Se il dipendente beneficiario degli Anf si assenta nel mese, il diritto all’assegno nel periodo di paga non è riconosciuto per intero se il lavoratore non ha raggiunto il minimo di ore di effettiva attività lavorativa, ossia almeno 104 ore mensili se operaio e 130 ore se impiegato.

Non pregiudicano la misura degli assegni familiari le seguenti assenze:

  • congedo matrimoniale;
  • congedo per maternità, congedo parentale;
  • malattia del bambino (a condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato da almeno una settimana);
  • inabilità temporanea per infortunio e malattia professionale (a condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato da almeno una settimana);
  • malattia (a condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato da almeno una settimana e fino a un massimo di 180 giorni nell’anno solare);
  • permessi legge 104;
  • integrazioni salariali (a prescindere che si tratti di sospensione a orario ridotto o a zero ore);
  • ferie e festività;
  • sospensione per motivi disciplinari in relazione a procedimenti in corso amministrativi o giudiziari per i quali il lavoratore percepisca la retribuzione, anche se parziale;
  • permessi e aspettative indennizzati per cariche pubbliche e sindacali;
  • preavviso non lavorato in caso di licenziamento (per un massimo di 3 mesi);
  • licenziamento illegittimo (in caso di reintegro per illegittimità del licenziamento).

Lavoratori part time e importo degli assegni familiari

Se il dipendente ha un contratto a tempo parziale, gli assegni sono riconosciuti per intero (ossia per 6 giorni a settimana) in presenza di una prestazione lavorativa non inferiore a 24 ore settimanali.

In caso contrario, spettano tanti assegni quante sono le giornate in cui risulta svolta la prestazione lavorativa, comprese le giornate retribuite o indennizzate per ferie, malattia o infortuni sul lavoro. Gli anf non spettano durante le pause lavorative del part-time verticale.

Nuovi importi 2020 assegni familiari

La legge sugli assegni familiari [1] stabilisce che i livelli di reddito del nucleo, ai fini della corresponsione dell’assegno, sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’Istat, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente.

La variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo calcolata dall’Istat tra l’anno 2018 e l’anno 2019 è risultata pari allo 0,5%.

Di conseguenza, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni per il nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021.

Le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali e gli importi mensili degli assegni familiari sono allegate a un’apposita circolare Inps [2]. Le nuove tabelle si applicano dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021, in base alle diverse tipologie di nuclei familiari.

Gli stessi livelli di reddito sono validi per determinare gli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali degli assegni per il nucleo familiare.


note

[1] Circ. Inps 12/1990.

[2] Legge 69/1988.

[1] L.153/1988 .

[2] Circ. Inps 60/2020.


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