Cronaca | News

La Cina pronta a dichiarare la guerra agli Usa

5 Maggio 2020 | Autore:
La Cina pronta a dichiarare la guerra agli Usa

Filtra un rapporto da Pechino che non esclude l’arrivo al conflitto armato. Trump rincara la dose con nuove accuse e si prepara a far rientrare le sue aziende.

Il coronavirus sembra avere infettato in modo irrimediabile i rapporti tra Stati Uniti e Cina. Secondo un rapporto filtrato dall’agenzia Reuters, Pechino non escluderebbe dare il via non solo ad una nuova guerra fredda con Washington ma, addirittura, ad un conflitto armato. Le autorità cinesi non mandano giù quelle che ormai non sono delle semplici insinuazioni ma delle esplicite accuse sulle presunte responsabilità della Repubblica popolare nell’origine della pandemia che ha colpito tutto il mondo, che ha ucciso centinaia di migliaia di persone e che sta distruggendo le economie del pianeta. Ipotesi ribadite nelle ultime ore dal segretario di Stato americano Mike Pompeo, con il beneplacito del presidente Donald Trump, e che in Cina vengono definite «pure follie».

Il rapporto di cui ora si viene a conoscenza è stato messo nero su bianco dall’autorevole China Institutes of Contemporary International Relations, cioè il Cicir, legato al ministero della Sicurezza Statale, che è il principale organismo di intelligence di Pechino. E potrebbe comportare una svolta epocale. Il documento, presentato nei giorni scorsi al presidente Xi Jinping e alle massime autorità dell’apparato di Stato, avverte il rischio per la Cina di dover subire un’ondata di ostilità cappeggiate dagli Stati Uniti mai vista dai tempi di Tienanmen, cioè dalla repressione del 1989. Ragione per cui, il Paese asiatico deve prepararsi a qualsiasi eventualità, compresa quella di affrontare un conflitto armato contro gli Usa e contro i suoi alleati.

Ciò non vuol dire che Jinping abbia già dissotterrato l’ascia di guerra, ma certo è che la tensione tra le due potenze continua a salire giorno dopo giorno e che un consiglio del genere, dato dal più importante organismo cinese legato all’intelligence, può indurre in tentazione la massima autorità di Pechino.

Già il Governo asiatico ritiene che ci siano dei motivi più che sufficienti per avere il dente avvelenato contro gli Usa: il fatto, ad esempio, che Washington ritenga l’espansione economica del Paese giallo come una minaccia alla sicurezza e all’economia nazionale. Trump, insomma, non accetterebbe che la Cina possa avere un ruolo alla pari a livello strategico nello scacchiere mondiale e, pertanto, si starebbe dando da fare per frenare ogni suo sviluppo tecnologico.

Non a caso, già alcuni giorni fa il capo della Casa Bianca aveva avanzato diverse ipotesi, confermate dal suo Dipartimento di Stato, per tentare di indebolire il primato industriale cinese. Tra queste, un pacchetto di incentivi fiscali e sussidi di re-shoring per far rientrare le aziende americane che hanno delle sedi o delle fabbriche delocalizzate in Cina. Trump, inoltre, è passato anche al ricatto, minacciando di far saltare l’accordo sulla Fase Uno se Pechino non rispetterà l’impegno di acquistare nei prossimi due anni 200 miliardi di dollari di merci aggiuntive prodotte negli Stati Uniti. Si parla anche di sanzioni unilaterali o di nuovi dazi commerciali.

A ciò si aggiunge una nuova mappa di alleanze commerciali alla quale già lavora l’Amministrazione a stelle e strisce. Rapporti economici in diversi settori con Australia, India, Giappone, Corea del Sud, Vietnam e con qualche Paese sudamericano, come la Colombia, dove potrebbero andare a finire a condizioni vantaggiose le aziende disposte a salutare definitivamente la Cina.

Una prospettiva che a Pechino non piace affatto e che Jinping prende come un’offesa di Stato. Le accuse di avere provocato la pandemia mondiale di coronavirus in un laboratorio di Wuhan vengono definite come «manipolazione politica o stigmatizzazione che prende a pretesto l’epidemia per seminare discordia tra Paesi tende a minare la necessaria cooperazione internazionale contro la pandemia». Lo stesso dicasi a proposito delle affermazioni sulla presunta volontà delle autorità cinesi di avere nascosto la portata del Covid-19 e di avere volutamente tagliato le esportazioni delle sue forniture mediche prima di notificare all’Organizzazione mondiale della Sanità la pericolosità del virus. Così, Jinping da una parte continua a distribuire in decine di Paesi di tutto il mondo degli aiuti sanitari mentre, dall’altra, studia le prossime mosse per rispondere all’affronto americano. Mosse che, come si diceva all’inizio, non escluderebbero il ricorso alle armi, se Pechino dovesse accogliere i suggerimenti della sua intelligence.

Ad alimentare ulteriormente i timori che le peggiori ipotesi possano diventare una drammatica realtà, c’è sempre l’atteggiamento di Trump. Il presidente americano non sembra intenzionato a fare marcia indietro, anzi: è più convinto che mai che la strada della guerra economica contro la Cina possa portarlo dritto dritto verso la rielezione alla Casa Bianca. Trump, in un gesto degno di chi sa di non avere ormai nulla da perdere, ha deciso di avviare un doppio polso: uno, appunto, contro la Cina e l’altro contro il suo avversario alle presidenziali, il democratico Joe Biden. Il magnate non solo vuole dimostrare di essere più forte di Jinping, ma lancia il guanto di sfida a Biden affinché gli americani vedano chi dei due è più in grado di contrastare il nemico asiatico. Un duello che non si prospetta, certo, come una «guerra tra poveri», ma che rischia di coinvolgere la stabilità politica ed economica di tutto il mondo.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

14 Commenti

  1. Beh, i cinesi possono negare quanto e come vogliono di non essere i responsabili della “pandemi”… MA I FATTI DIMOSTRANO IL CONTRARIO
    O sono scemi…. o sono pazzi !

      1. Non sono nè scemi nè pazzi.
        Quindi documenti non ne lasceranno.
        Comunque potrebbe trattarsi di puro caso.
        Un caso che il virus sia del tipo studiato nel laboratorio di Wuhan.
        Un caso che la Cina sia riuscita a circoscriverlo in una regione, limitando il danno ad un 10% circa della propria popolazione ed economia, mentre nel resto del mondo il virus dilaga fuori controllo.
        Un caso che il sistema politico-sociale-economico della Cina le consentirà di sopravvivere al virus molto meglio delle economie di libero mercato, specialmente se il virus dovesse durare a lungo.
        Un caso che il virus sia comparso quando già l’economia cinese aveva sensibilmente rallentato il tasso di crescita e le prospettive per una ripresa spontanea erano scarse data l’ostinata avversione di Trump.
        Una caso che il supermercato cinese vicino a casa mia abbia chiuso a fine febbraio prima di chiunque altro e i che il personale (che viveva nel nostro quartiere) sembra da allora essere sparito.
        Tutto un gran caso.
        Del resto, si sà, se la Cina in pochi decenni è passata dal terzo mondo a superpotenza economica e tecnologica è stato per puro caso.
        E comunque, non c’è nulla da temere.
        Non ci sarà nessuna guerra.
        Non ce ne sarà bisogno.
        Le nazioni giudiziose si arrenderanno subito, si sottometteranno e prospereranno.
        Le altre saranno rese innocue attraverso l’attivazione dei protocolli di shutdown scritti nelle memorie fisiche (quindi non rilevabili se non da chi le ha materialmente scritte) dei microchip fabbricati in Cina e presenti in praticamente tutto quello che utilizziamo quotidianamente: ritorneranno istantaneamente all’era preindustriale.
        Un giorno, guardando indietro, diremo: “Col c…. che era tutto un caso!”

  2. La mancanza di comunicazione e fiducia tra le nazioni tra nato é Cina ci sta portando forse a conflitto mondiale ed internazionale anche perché la Cina si potrebbe alleare con la Russia , non capisco chi doveva controllare sulle armi batteriologiche non ha controllato come nei paesi dell’Medio Oriente.

  3. Prima di accusare ingiustamente senza prove o solo per sentito dire …fai attenzione a chi si crede dio ed ad essere nel giusto …spesso sono i colpevoli che si creano gli alibi….. studia la storia su chi ha creato l’aids e l’ha portato in africa sotto forma di vaccino (ti fa pensare ha qualcosa) ??? Pensa che erano gli anni 70 figurati adesso cosa sono in grado di fare ….. ad esempio l’abbattimento delle torri gemelle per dare la colpa hai fantomatici terroristi e creare la guerra in iran e iraq grazie all’appoggio dell’opinione pubblica …… mica ti possono dire devo fare la guerra in africa perché devo invaderla per l’oro il petrolio i diamanti ecc..ecc.. come ti suenerebbe …..l’opinione pubblica da che parte starebbe ????

  4. Quando viene commesso un omicidio e non si conosce il colpevole, la domanda che si fanno gli inquirenti è: “A chi giova?” Chi ci guadagna da questa situazione? Vi ricordate delle armi di distruzione di massa accumulate da Saddam? Nemmeno l’ombra. Tutte invenzioni degli amerikani per impossessarsi del petrolio. La Cina ha in mano l’economia degli USA (e non solo). A chi giova danneggiare la Cina?

    1. Credo che la Russia si darebbe fuoco piuttosto che allearsi con la Cina….
      In questa « guerra » già in atto es in fase avanzata la Russia sostiene la lotta che Trump sta facendo per sconfiggere l’elite globale che, per interessi economici personali, sta cercando di sostituire la Cina come prima potenza mondiale al posto degli USA. Trump accusa molti dei suoi predecessori di aver favorito attività di altri paesi a danno degli americani…
      Forza e corraggio Donald e che Dio ti protegga e ti dia la forza di fermare questo scempio mondiale

  5. nessun paese comunista ha concesso la libertà di espatriare,,si poteva pensare che la dispersione dei cinesi nel mondo fosse derivata dalla necessità di rimesse di valuta forte ed accettata nelle transazioni internazionali,,ma considerato che i comunisti sono fedeli ai piani decennali….tra cui quello del primato nel pianeta, nulla vieta di pensare che coloro che sono usciti dalla Cina col consenso del Governo, siano stati i veri missionari del virus,,,certamente inconsapevoli,,,,comunqueì i trattati internazionali vietano l’uso di armi biologiche,,un tribunale internazionale almeno al solo fine dello accertamento è auspicabile

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube