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Miscellanea Stalker: scatta il braccialetto elettronico con la legge sul femminicidio

Miscellanea Pubblicato il 17 ottobre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 17 ottobre 2013

Arresto obbligatorio per maltrattamenti in caso di flagranza; ammonimento da parte del questore.

 

Il testo definitivo della famosa legge sul femminicidio [1] è stato finalmente pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale (in attuazione alla convenzione di Istanbul).

La parte più importante della legge prevede l’aumento di pena per i maltrattamenti in famiglia e per i molestatori seriali con arresto obbligatorio nei casi di flagranza di reato. In questi casi, scatta anche l’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Viene prevista inoltre la punibilità anticipata degli stalker. I questori, in qualsiasi modo informati di comportamenti anomali di mariti separati, ex o aspiranti compagni, dovranno far scattare l’ammonimento a stare alla larga.

Gli stalker potranno essere intercettati e sottoposti all’uso del braccialetto elettronico nel caso in cui la casa familiare sia stata dichiarata off-limits.

Nel reato di stalking se si è in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la vittima non potrà più revocare la querela. Resta revocabile invece negli altri casi, ma la remissione può essere fatta soltanto in sede processuale davanti all’autorità giudiziaria. Di fronte a percosse o lesioni, considerati “reati sentinella” di delitti più gravi, il questore può ammonire il responsabile aggiungendo anche la sospensione della patente da parte del prefetto.

Il “cartellino” viene introdotto anche per i fatti che accadono in casa, dove l’aumento di pena sarà inflitto sempre se ci sono figli, anche adolescenti.

Nel caso di maltrattamenti, scatta l’arresto senza bisogno di querela (obbligatorio nei casi di flagranza).

Per indagare tra le mura domestiche i magistrati potranno chiedere una proroga dei termini di chiusura delle indagini.

La violenza sessuale, diventa aggravata se compiuta durante la gravidanza e, sempre, se la vittima è una “ex” a qualsiasi titolo, non necessariamente moglie o convivente.

La vittima dovrà essere la prima persona informata della scarcerazione del “compagno” o dello stalker, e sempre la prima a sapere se, come e quando è terminata l’indagine della procura.

Per evitare che, con il tempo, come spesso accade nei processi, la vittima dimentichi i fatti del reato, la prova contro il maschio violento verrà cristallizzata immediatamente attraverso uno strumento che gli avvocati chiamano “incidente probatorio”.

Ai giudizi per i delitti di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale sono assicurate priorità assoluta nella ammissione della persona offesa al gratuito patrocinio senza limiti di reddito; sarà inoltre previsto l’esame testimoniale con modalità protette delle vittime che lo richiedano.

note

[1] L. n. 119/2013, in Gazz. Uff. n. 242 del 15.10.2013.


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