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Detrazioni spese sportive figli

5 Maggio 2020
Detrazioni spese sportive figli

Come detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese per lo sport dei figli minorenni: quali sono le regole per la compilazione del 730.

Le detrazioni spese sportive figli sono delle agevolazioni consentite ai genitori che sostengono i costi per l’iscrizione dei ragazzi con età tra 5 e 18 anni a palestre, corsi di fitness o altri sport. La normativa è contenuta nel famoso Testo Unico delle imposte sui redditi.

Di tanto parleremo in questa breve guida. Spiegheremo più in particolare quali spese per lo sport dei figli possono essere portate in detrazione fiscale sulla dichiarazione dei redditi e sul 730 e qual è l’aliquota dell’agevolazione. 

Sulla materia delle detrazioni spese sportive figli sono peraltro intervenuti una serie di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che hanno integrato una normativa di per sé piuttosto scarna e sintetica. Ma procediamo con ordine e vediamo quando e quali spese per la palestra possono essere “scalate” dalle tasse.

Detrazioni spese destinate alla pratica sportiva dei minori

Per le spese sostenute dai genitori per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni (anche se compiuti durante l’anno in oggetto), ad associazioni sportive e ad impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, la legge [1] riconosce una detrazione fiscale del 19% su una spesa, per ciascun ragazzo a carico, di importo non superiore a 210 euro. Pertanto, la detrazione massima consentita all’anno, per ciascun figlio, è solo di 40 euro.

Nel caso di spesa sostenuta da entrambi i genitori, ciascun genitore può usufruire della detrazione nei limiti di 105 euro [2].

Ai fini delle detrazioni fiscali in commento, le spese destinate allo sport dei figli devono avere le seguenti caratteristiche [3]:

  • associazioni sportive: società ed associazioni sportive dilettantistiche, con o senza personalità giuridica [4], che recano nella propria denominazione sociale l’espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica. In pratica, è necessario che si tratti di una ADS, ossia Associazione dilettantistica sociale;
  • impianti sportivi: tutti gli impianti, comunque organizzati (come ad esempio palestre, piscine, altre strutture simili), destinati all’esercizio della pratica sportiva dilettantistica (ossia non professionale), sia essa agonistica e non agonistica, ivi compresi gli impianti polisportivi, gestiti da soggetti giuridici diversi dalle associazioni sportive di cui sopra, pubblici o privati, anche in forma d’impresa, individuale o societaria, secondo le norme del Codice civile.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito [5] che la detrazione per le spese sportive per i figli non spetta se l’attività sportiva è praticata presso:

  • le associazioni che non rientrano nella definizione di “sportiva dilettantistica” (Asd), quali quelle che non hanno ottenuto il riconoscimento del Coni o delle rispettive Federazioni sportive nazionali o enti di promozione sportiva;
  • le società di capitali (Spa, Srl, Sapa), (sport professionistico);
  • le associazioni non sportive (ad esempio, associazioni culturali) che organizzano corsi di attività motoria non in palestra.

Da quanto sopra si ritiene che la spesa per l’attività sportiva praticata in palestra con associazioni non sportive che organizzano corsi può fruire della detrazione fiscale del 19%.

Sempre l’Agenzia delle Entrate [6] ha precisato che per «palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica dilettantistica» si intendono «tutti gli impianti, comunque organizzati, destinati all’esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, compresi gli impianti polisportivi gestiti, anche in forma diversa dalle associazioni sportive, da soggetti pubblici privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del Codice civile».

Detrazione spese sportive figli: a chi spetta?

La detrazione spetta solo a chi effettua il pagamento ed a condizione che il soggetto che beneficia dell’attività sportiva (ragazzo da 5 a 18 anni) sia familiare fiscalmente a suo carico.

La detrazione quindi spetta per:

  • figli naturali;
  • figli adottati;
  • affidati o affiliati conviventi o residenti all’estero;
  • nipoti, fratelli o sorelle solo se conviventi e fiscalmente a carico.

Per essere «fiscalmente a carico», i figli fino a 24 anni non devono possedere un reddito superiore a 4.000 euro; se più grandi la soglia del reddito si abbassa a 2.840,51 euro.

Come usufruire delle detrazioni fiscali per spese sportive figli

Il genitore che sostiene la spesa per la palestra o i corsi sportivi dei figli deve documentare la spesa con bollettino bancario o postale oppure con fattura, ricevuta o quietanza di pagamento rilasciata dal soggetto che organizza l’attività sportiva (la cui elencazione è contenuta nel precedente paragrafo).

Tali documenti devono comprendere le seguenti indicazioni:

  • ditta, denominazione o ragione sociale e sede legale, oppure, se persona fisica, nome, cognome e residenza, nonché codice fiscale, soggetti presso i quali viene svolta l’attività sportiva;
  • causale del pagamento;
  • attività sportiva esercitata;
  • importo corrisposto per la prestazione resa;
  • dati anagrafici del praticante l’attività sportiva e codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.

È poi richiesto, a partire dal 1° gennaio 2020, il pagamento tracciabile. Il che significa che per fruire della detrazione non è possibile pagare in contanti ma solo con assegno non trasferibile, bonifico, carta di credito o bancomat. 


note

[1] Art. 15 c. 1 lett. i quinquies DPR 917/86.

[2] Agenzia Entrate risoluzione 25 febbraio 2009 n. 50/E.

[3] DM 28 marzo 2007.

[4] Art. 90 c. 17 e s. L. 289/2002.

[5] Ag. Entrate circolare n. 13/E/2019.

[6] Ag. Entrate, circolare 34/E/2008, paragrafo 14.2.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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