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Parto cesareo: ultime sentenze

11 Giugno 2020
Parto cesareo: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: esecuzione di un parto cesareo; causa della morte della partoriente; responsabilità del medico ostetrico di turno; lesioni gravissime riportate da un neonato per il ritardo nell’esecuzione di un parto cesareo; buone pratiche mediche e linee guida; responsabilità professionale per negligenza e imperizia; perdita del feto.

Responsabilità del chirurgo

In tema di colpa medica, deve escludersi che possa invocare esonero da responsabilità il chirurgo che si sia fidato acriticamente della scelta del collega più anziano, pur essendo in possesso delle cognizioni tecniche per coglierne l’erroneità, ed avendo pertanto il dovere di valutarla e, se del caso, contrastarla.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità dell’aiuto chirurgo, componente dell’equipe medica che aveva provveduto all’esecuzione di un parto cesareo nel corso del quale si erano manifestate evidenti situazioni critiche interne, per non avere dissentito dall’operato del primario e non averlo indirizzato alla immediata isterectomia, che avrebbe impedito il verificarsi della successiva emorragia, causa della morte della partoriente).

Cassazione penale sez. IV, 12/06/2019, n.39727

Mancata tempestiva esecuzione di parto cesareo

In tema di reati colposi omissivi, la condotta alternativa diligente ha funzione preventiva e non deve assicurare “ex ante” alcuna certezza di evitare l’evento, purché sia certo che una condotta appropriata abbia significative probabilità di evitarlo; pertanto, la sua mancata adozione da parte dell’agente è idonea a determinarne la responsabilità, senza che occorra stabilire il momento esatto in cui l’evento si è prodotto in modo irreversibile, essendo sufficiente che il dato scientifico affermi che il decorso del tempo ha inciso, aggravandole, sulle conseguenze della condotta omissiva.

(Fattispecie in tema di lesioni conseguenti alla mancata tempestiva esecuzione di parto cesareo, in cui la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza di condanna del medico ostetrico di turno ospedaliero che aveva omesso di attivarsi tempestivamente per il parto cesareo, nonostante il tracciato cardiotocografico fosse indicativo di sofferenza fetale, essendo invece irrilevante accertare in quale momento le lesioni da ipossia avessero assunto carattere irreversibile)

Cassazione penale sez. IV, 29/03/2019, n.17491

La cooperazione nel delitto colposo

Per aversi cooperazione nel delitto colposo, non è necessaria la consapevolezza della natura colposa dell’altrui condotta, essendo sufficiente la coscienza dell’altrui partecipazione nello stesso reato, intesa come consapevolezza, da parte dell’agente, del fatto che altri soggetti sono investiti di una determinata attività, con una conseguente interazione rilevante anche sul piano cautelare, nel senso che ciascuno è tenuto a rapportare prudentemente la propria condotta a quella degli altri soggetti coinvolti.

(Fattispecie relativa a lesioni gravissime riportate da un neonato per il ritardo nell’esecuzione di un parto cesareo, in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità dei due medici di guardia che, in quanto impegnati anche in altri incombenti chirurgici e ambulatoriali, avevano omesso di coordinarsi adeguatamente tra loro, così determinando una interruzione nel monitoraggio e nella assistenza della partoriente, risultata causalmente efficiente ai fini della verificazione del danno).

Cassazione penale sez. IV, 26/03/2019, n.25846

Il risarcimento del danno da assenza di consenso informato

In tema di responsabilità medica, ove l’atto terapeutico, necessario e correttamente eseguito “secundum legem artis”, non sia stato preceduto dalla preventiva informazione esplicita del paziente circa i suoi possibili effetti pregiudizievoli non imprevedibili, può essere riconosciuto il risarcimento del danno alla salute per la verificazione di tali conseguenze, solo ove sia allegato e provato, da parte del paziente, anche in via presuntiva, che, se correttamente informato, avrebbe rifiutato di sottoporsi a detto intervento ovvero avrebbe vissuto il periodo successivo ad esso con migliore e più serena predisposizione ad accettarne le eventuali conseguenze (e sofferenze).

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, relativamente all’asseverata mancanza di consenso di una paziente rispetto ad un intervento di salpingectomia quale complicanza di un parto cesareo, aveva affermato la responsabilità del medico senza valutare se la paziente, ove adeguatamente informata dell’intervento di sterilizzazione tubarica, avrebbe rifiutato la prestazione).

Cassazione civile sez. III, 31/01/2018, n.2369

L’erronea scelta del collega più anziano

In tema di colpa medica, deve escludersi che possa invocare esonero da responsabilità il chirurgo che si sia fidato acriticamente della scelta del collega più anziano, pur essendo in possesso delle cognizioni tecniche per coglierne l’erroneità, ed avendo pertanto il dovere di valutarla e, se del caso, contrastarla.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità del medico – ginecologo per il decesso di una paziente a seguito di emorragia conseguente a intervento di parto cesareo, per aver omesso di valutare e contrastare, nonostante la assoluta gravità delle condizioni in cui versava la persona offesa, la decisione del collega più anziano di non procedere ad intervento di isterectomia).

Cassazione penale sez. IV, 13/12/2017, n.7667

Assenza di movimenti fetali

Sussiste la responsabilità medica colposa del personale ospedaliero che, nella gestione medica della gravidanza e del travaglio, non ha provveduto ad intervenire tempestivamente con parto cesareo, valutando in maniera superficiale la mancanza di movimenti fetali, intempestività che ha determinato invalidità totale permanente del neonato; deve essere riconosciuto pertanto ai genitori, in proprio e quali genitori esercenti la responsabilità genitoriale, il risarcimento del danno non patrimoniale subito dal figlio, il danno patrimoniale derivante dalla perdita di capacità di guadagno e il danno non patrimoniale subito dai genitori e dalla sorella, perché ricollegabile alle condizioni invalidanti di salute del neonato.

Tribunale Trani, 20/11/2017, n.2456

Quando il medico non risponde di lesioni colpose?

Non sono integrate le lesioni personali colpose gravi del medico se si sia attenuto all’osservanza dei protocolli medici e alle buone pratiche della comunità scientifica.

(Nel caso di specie ,si trattava di una paziente che aveva contratto una infiammazione della membrana meningea per gli effetti collaterali dell’anestetico utilizzato in sede di parto cesareo con l’anestesia spinale sul sistema nervoso centrale, laddove il medico aveva seguito i protocolli medici risultando dalla cartella clinica che vi era stata una preventiva disinfezione prima di iniziare l’intervento).

Tribunale Napoli sez. VI, 04/04/2016, n.2162

L’omissione della media diligenza da parte del medico 

È riconducibile a una incongrua condotta professionale sanitaria lo smarrimento e la derelizione di una pezza laparotomica nell’addome della paziente durante un intervento di parto cesareo, da cui deriva la responsabilità professionale dei sanitari operanti nel nosocomio per negligenza e imperizia, per omissione della media diligenza nella gestione dell’intervento chirurgico effettuato, con particolare riferimento alle sue ultime fasi in cui la precisa ed attenta conta delle garze avrebbe dovuto indicare lo smarrimento della pezza; ne consegue la condanna della Ausl al ristoro dei danni patiti dalla paziente.

Tribunale Teramo, 08/01/2016, n.12

Prova dell’imprevedibilità dell’evento lesivo

In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, il contegno dell’aiuto primario che, in caso di assenza o impedimento del primario, ometta di eseguire un intervento chirurgico urgente viola gli obblighi su di esso gravanti, i quali includono non solo quello di attivarsi secondo le regole dell’arte medica, avuto riguardo al suo standard professionale di specialista, ma anche di salvaguardare, ai sensi dell’art. 1375 cod. civ., la vita del paziente.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione con cui il giudice di merito ha ravvisato la responsabilità di un aiuto primario di ostetricia che, accertato il grave stato di sofferenza del feto sulla base delle inequivocabili risultanze dell’esame del tracciato cardiotocografico e di quello amnioscopico, a dispetto dell’estrema urgenza dell’intervento, ometteva di procedere – in attesa dell’arrivo del primario – all’esecuzione del parto cesareo, di per sé eseguibile anche da un solo medico con l’ausilio di uno strumentista).

Cassazione civile sez. III, 16/04/2015, n.7682

Gravidanza a rischio e negligenza del medico

In tema di accertamento del nesso causale in materia di responsabilità omissiva medico-professionale, deve ritenersi rispettato il criterio dell’alto tasso di probabilità logica o credibilità razionale qualora risulti che la tempestiva diagnosi del distacco placentare e l’esecuzione immediata del parto cesareo avrebbero, con elevato grado di probabilità logica, evitato il verificarsi della morte endouterina del bambino: in caso di grave negligenza nell’assistenza alla donna portatrice di una gravidanza ad alto rischio.

(Nella specie, con pregressa poliabortività e pregressa patologia annessiale) per l’atteggiamento attendistico dei sanitari, sussiste la responsabilità della casa di cura, del medico di turno e dell’ostetrica, con conseguente condanna in solido tra loro al risarcimento ex art. 2059 c.c. del danno non patrimoniale subito iure proprio da ciascun genitore in relazione all’immensa sofferenza per la morte del feto.

Tribunale Vallo Lucania, 15/04/2015, n.191

Responsabilità per attività medico-chirurgica

Il giudice del rinvio, al quale sia stata demandata una valutazione da compiere sulla base delle risultanze istruttorie acquisite nelle fasi di merito, non può trarre indicazioni – al riguardo – dalla stessa sentenza di annullamento, la cui interpretazione incontra i limiti istituzionali propri del sindacato di legittimità, che escludono per la S.C. ogni potere di valutazione delle prove.

(Nella specie il giudice del rinvio, poiché era stata accertata con efficacia di giudicato – stante il rigetto, in sede di legittimità, del relativo motivo di ricorso – l’esistenza del nesso causale tra l’omessa esecuzione di un parto cesareo ed i danni subìti dal nascituro, aveva anche ritenuto di trarre indicazioni dalla sentenza rescindente per stabilire se la struttura sanitaria avesse adempiuto all’onere di provare l’assenza di colpa dalla propria prestazione).

Cassazione civile sez. III, 12/06/2014, n.13358

Donna in stato di gravidanza avanzata

In tema di causalità, non può parlarsi di affidamento quando colui che si affida sia in colpa per avere violato determinate norme precauzionali o per avere omesso determinate condotte e, ciononostante, confidi che altri, che gli succede nella stessa posizione di garanzia, elimini la violazione o ponga rimedio alla omissione, con la conseguenza che qualora, anche per l’omissione del successore, si produca l’evento che una certa azione avrebbe dovuto e potuto impedire, esso avrà due antecedenti causali, non potendo il secondo configurarsi come fatto eccezionale, sopravvenuto, sufficiente da solo a produrre l’evento.

(In applicazione del principio, la Corte ha confermato la sentenza di condanna per omicidio colposo di due medici ospedalieri che, succedendosi temporalmente nel turno ospedaliero, avevano entrambi disposto esami cardiologici su di una donna in stato di gravidanza avanzata, ricoveratasi a seguito di rottura prematura delle membrane, ed, avendo verificato valori che dimostravano una sofferenza del feto, e non avevano provveduto ad effettuare un tempestivo parto cesareo ed avevano, quindi, cagionato il decesso del neonato per sofferenza anossica cerebrale).

Cassazione penale sez. IV, 14/11/2013, n.692

Procurata interruzione colposa della gravidanza

In tema di reato di procurata interruzione colposa della gravidanza, la colpa lieve presuppone che la condotta sia conforme “a buone pratiche” in relazione alle concrete circostanze della vicenda. (In applicazione del principio la Corte ha escluso la configurabilità della colpa lieve nella condotta di un primario che aveva rinviato un parto cesareo già programmato come urgente, omettendo, tra l’altro, di proseguire il monitoraggio nonostante fossero stati rilevati sintomi di tachicardia fetale).

Cassazione penale sez. V, 13/11/2013, n.660



3 Commenti

  1. Purtroppo non è semplice per una donna sottoporsi ad un parto cesareo. TUttavia, ad oggi, la medicina consente di arrivare a questo tipo di parto in tranquillità e limitare i segni visibili del parto. Ovviamente, molte donne vorrebbero partore spontaneamente, ma questo non sempre è possibile.

  2. Una vecchia parente, cattiva, ma proprio cattiva, disse a mia zia che alcune donne non vogliono sforzarsi e fare un parto naturale e perciò decidono di ricorrere al cesareo… Quanta cattiveria e ignoranza. Ecco, visto che c’è gente così maligna, se ci fossi stata io presente in quel discorso… l’avrei portata da un medico amico mio per farle fare una bella strigliata…

  3. Avere un figlio è una gioia immensa… Qualunque siano i dolori legati al parto, qualsiasi sia il tipo di parto… A me dispiace tanto per chi non ha mai provato almeno una volta la gioia di avere un figlio. ci sono tante coppie che non riescono ad avere figli… e poi leggi quelle brutte notizie ai telegiornali in cui i genitori escono pazzi e li ammazzano… Oppure gente che li abbandona o ancora genitori che li maltranno, li violentano, ecc… scene raccapriccianti. che gente esiste al mondo?! A volte, penso che si dia del pane a chi non ha denti…

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