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Cassa integrazione guadagni ordinaria: ultime sentenze

11 Giugno 2020
Cassa integrazione guadagni ordinaria: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: diniego dell’ammissione alla Cassa integrazione guadagni; versamento dei contributi per cassa integrazione guadagni; temporanea crisi aziendale non riconducibile alla responsabilità dell’imprenditore.

Diniego di ammissione alla Cassa integrazione guadagni

Il sindacato del giudice amministrativo sul provvedimento di diniego dell’ammissione alla Cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria, ha dei limiti connessi con l’ampio margine di discrezionalità tecnica che caratterizza la valutazione dell’Ente previdenziale sul riconoscimento di una situazione di crisi aziendale ai sensi dell’art. 1, l. n. 164 del 1975 e, pertanto, le scelte dell’Ente sono sindacabili soltanto se evidentemente illogiche, manifestamente incongruenti o inattendibili ovvero viziate per palesi travisamenti in fatto.

Consiglio di Stato sez. III, 30/07/2019, n.5398

Cassa integrazione guadagni ordinaria: presupposti

La Cassa integrazione guadagni ordinaria è prevista in caso di eventi transitori non imputabili all’imprenditore né ai dipendenti e ingovernabili dall’impresa istante nonché imprevedibili. In particolare, rilevano in tal senso situazioni di impossibilità oggettiva dello scambio di prestazioni, posto che la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale presuppone una situazione di temporanea crisi produttiva, connessa ad una situazione transitoria e contingente, sostanzialmente avulsa dalle possibilità di controllo dell’imprenditore; tali accadimenti possono consistere tanto in fatti naturali quanto in fatti umani esterni, che sfuggono al dominio, secondo l’ordinaria diligenza, di chi organizza i fattori di impresa, intendendosi eventi oggettivamente imprevedibili ai quali l’imprenditore non può sottrarsi, quali il caso fortuito, la forza maggiore, il factum principis ovvero il fatto o l’illecito del terzo; diversamente, l’evento interruttivo va ascritto al datore di lavoro nei casi in cui risulti conseguenza dell’erroneità delle scelte imprenditoriali effettuate, o comunque, tenuto conto dell’attività di impresa, rientri nell’alea di questa, dal momento che in tali ipotesi non si è di fronte a fatti che sfuggono con carattere di non eludibilità al controllo dell’imprenditore.

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 09/04/2019, n.202

Contributi previdenziali: la gestione di servizi pubblici 

In materia di contributi previdenziali, la gestione di servizi pubblici mediante società partecipate, anche in quota maggioritaria, dagli enti pubblici locali non può beneficiare dell’esonero del versamento dei contributi per cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, disoccupazione e mobilità, in quanto la finalità perseguita dal legislatore nazionale e comunitario nella promozione di strumenti non autoritativi per la gestione dei servizi pubblici locali è specificamente quella di non ledere le dinamiche della concorrenza, assumendo rilevanza determinante, in ordine all’obbligo contributivo, il passaggio del personale addetto alla gestione del servizio dal regime pubblicistico a quello privatistico.

Ne consegue che la finalizzazione della società per azioni, partecipata da ente pubblico locale, alla gestione di un servizio pubblico mediante affidamento cd. “in house” (ossia ad un soggetto che, giuridicamente distinto dall’ente pubblico conferente, sia legato allo stesso da una relazione organica) rileva ai fini della tutela del mercato e della concorrenza ma non ha alcun effetto ai fini dell’esonero del versamento dei contributi previdenziali per il finanziamento della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, la disoccupazione e la mobilità.

Cassazione civile sez. VI, 11/10/2018, n.25354

Riconoscimento cassa integrazione

Ai fini del riconoscimento della cassa integrazione guadagni ordinaria, è necessario che la situazione causativa della sospensione, ovvero della contrazione, dell’attività non sia imputabile né al datore di lavoro né agli operai, con ciò dovendosi intendere non solo la mancanza di volontarietà, di imperizia e di negligenza delle parti, ma anche la non riferibilità del fatto all’organizzazione aziendale.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. II, 31/05/2018, n.440

Situazione di temporanea crisi aziendale

La concessione della cassa integrazione ordinaria presuppone la transitorietà della crisi aziendale e la non riconducibilità di tale situazione a scelte imprenditoriali, ovvero una temporaneità della situazione di mercato che è causa della contrazione di ordini e di vendite, presupposti che l’I.N.P.S. è tenuta ad accertare, dando conto del percorso logico seguito nella valutazione tecnico-discrezionale di tali situazioni.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 07/05/2018, n.524

Attenuazione del rischio di impresa

La disciplina normativa dettata in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIG) è di stretta interpretazione, tenuto conto delle finalità sociali e assistenziali dell’istituto e dell’impiego al riguardo di risorse pubbliche, ad attenuazione del rischio di impresa; in tale ottica il contributo presuppone una situazione di temporanea crisi aziendale, non riconducibile a responsabilità dell’imprenditore e rimessa alla valutazione discrezionale, sotto tale profilo, dell’Amministrazione competente; la disciplina dettata in materia (nella specie, art. 1 della legge n. 164 del 1975), nel riferirsi a « situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai », implica l’assoluta estraneità dell’evento rispetto alla sfera psichica dei soggetti interessati, sotto il profilo sia della prevedibilità dell’evento stesso che della responsabilità, con sostanziale riconduzione dell’applicazione della norma a situazioni di forza maggiore; i fatti che abbiano causato una contrazione o una sospensione dell’attività di impresa debbono peraltro risultare estranei anche alla sfera di responsabilità di soggetti diversi dall’imprenditore, cui possa essere riferita, a titolo risarcitorio, la responsabilità dell’evento interruttivo e la riparazione delle conseguenze patrimoniali pregiudizievoli .

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 03/04/2018, n.213

Il costante espletamento di straordinari 

Alla stregua delle risultanze istruttorie, si deve ritenere che, essendo la prestazione complessiva di lavoro straordinario giornaliero di gran lunga soverchiante l’orario di lavoro di un operaio e considerata la essenziale fungibilità delle mansioni operaie di Terzo Livello del C.C.N.L. delle aziende metalmeccaniche industriali (di fatto recepito dalla azienda), non è giustificata la soppressione del posto di lavoro; tanto più che al tempo del licenziamento l’azienda aveva già terminato il periodo passato in cassa integrazione guadagni ordinaria ed in deroga; fermo restando che il dedotto riassetto organizzativo con la riduzione del numero dei dipendenti era già avvenuto negli anni precedenti.

Corte appello Ancona sez. lav., 24/08/2017, n.353

Domanda di ammissione alla cassa integrazione guadagni

La decisione di concedere o meno l’ammissione al beneficio della cassa integrazione guadagni ordinaria deve fondarsi sulla situazione dell’impresa al momento in cui essa presenta la propria domanda, essendo questo il momento rilevante per valutare la sussistenza delle condizioni previste dalla legge.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 02/08/2017, n.1740

Scelte erronee dell’imprenditore datore di lavoro

L’art. 1 n. 1 lett. a), l. 20 maggio 1975, n. 164, stabilisce che l’erogazione del trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria è prevista in caso di eventi transitori non imputabili né all’imprenditore né ai dipendenti, per non imputabilità e transitorietà intendendosi situazioni di impossibilità oggettiva dello scambio di prestazioni, posto che la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale presuppone una situazione di temporanea crisi produttiva, connessa ad una situazione transitoria e contingente, sostanzialmente avulsa dalle possibilità di controllo dell’imprenditore; accadimenti, questi, che possono consistere tanto in fatti naturali quanto in fatti umani esterni, che sfuggono al dominio, secondo l’ordinaria diligenza, di chi organizza i fattori di impresa, intendendosi eventi oggettivamente imprevedibili ai quali l’imprenditore non può sottrarsi, quali il caso fortuito, la forza maggiore, il factum principis ovvero il fatto o l’illecito del terzo; diversamente, l’evento interruttivo va ascritto al datore di lavoro nei casi in cui risulti conseguenza dell’erroneità delle scelte imprenditoriali effettuate, dal momento che in tali ipotesi non si è di fronte a fatti che sfuggono con carattere di non eludibilità al controllo dell’imprenditore; del resto, la natura dell’istituto della cassa integrazione guadagni, che opera in via di eccezione alla regola del sinallagma dell’obbligo retributivo, con assunzione dello stesso a carico della collettività, pone regole di stretta interpretazione quanto ai presupposti che danno luogo all’intervento.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. I, 29/06/2016, n.1060

Eventi transitori non imputabili all’imprenditore né ai dipendenti

Ai sensi dell’art. 1 n. 1 lett. a), l. 20 maggio 1975, n. 164 l’erogazione del trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria è previsto in caso di eventi transitori non imputabili all’imprenditore né ai dipendenti, dovendosi intendere per le eccezioni di imputabilità e transitorietà situazioni di impossibilità oggettiva dello scambio di prestazioni, posto che la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale presuppone una situazione di temporanea crisi produttiva, connessa ad una situazione transitoria e contingente, sostanzialmente avulsa dalle possibilità di controllo dell’imprenditore, e tali accadimenti possono consistere tanto in fatti naturali quanto in fatti umani esterni, che sfuggono al dominio, secondo l’ordinaria diligenza, di chi organizza i fattori di impresa, intendendosi eventi oggettivamente imprevedibili, ai quali l’imprenditore non può sottrarsi, quali il caso fortuito, la forza maggiore, il factum principis ovvero il fatto o l’illecito del terzo; diversamente, l’evento interruttivo va ascritto al datore di lavoro nei casi in cui esso risulti conseguenza dell’erroneità delle scelte imprenditoriali effettuate, dal momento che in tali ipotesi non si è di fronte a fatti che sfuggono con carattere di non eludibilità al controllo dell’imprenditore.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. I, 21/04/2016, n.665

Comprovato ciclico calo di ordini in periodi di tempo a cadenza ricorrente

Non sussiste, in radice, il presupposto per l’ammissione alla cassa integrazione guadagni ordinaria nelle ipotesi di comprovato ciclico calo di ordini in periodi di tempo a cadenza ricorrente, mancando sia il requisito della temporaneità (stante la costanza della reiterazione del fenomeno), sia dell’estraneità alla gestione economica dell’impresa, trattandosi di fatto connaturale a quel tipo di produzione.

T.A.R. Trento, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 12/01/2017, n.4



4 Commenti

  1. In piena pandemia dicevano che la cassa integrazione sarebbe arrivata…e abbiamo aspettato e aspettato…. mille posticipi e poi i primi di giugno ancora non era arrivata… cioè se in famiglia non avessimo avuto soldi da parte come campavo con moglie e figli? Vergona!!!

  2. Io sono un giovane che lavora in uno studio dentistico… Ci hanno messo in cassa integrazione e fino a qualche giorno fa i soldi non sono arrivati. Cioè come avrei potuto pagare l’affitto se non avessi chiesto un aiuto alla mia famiglia? I soldi che ho messo da parte mi servono per sostenere tante altre spese….Ma dico io, vi volete rendere conto della situazione?

  3. Il Coronavirus ha provocato una vera e propria crisi economica. Tante aziende hanno dovuto chiudere. Ristoranti e attività commerciali hanno chiuso i battenti. Come dargli torto? Nessuno ci andava prima, figuriamoci dopo il Coronavirus… Insomma, qui la situazione è tragica ovunque. speriamo solo di risollevarci presto

  4. Vedo tanta gente con famiglia che ha vissuto e sta vivendo una situazione di piena crisi anche tra i professionisti con partite Iva. E ad oggi penso che aprirsi un’attività in proprio come agriturismo, ristorante, bar, non è proprio il caso… Io sognavo di costruire un bed and breakfast nella mia bella proprietà in montagna, ma visti i tempi e ciò che può portare un disastro epidemico come questo penso proprio che è da mettere nel cassetto questa idea.

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