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Cassa integrazione guadagni in deroga: ultime sentenze

13 Giugno 2020
Cassa integrazione guadagni in deroga: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: cassa integrazione guadagni in deroga; esclusione degli oneri di comunicazione di avvio della procedura; decreti ministeriali di concessione della cig; giustificato motivo di licenziamento.

Sostegno dell’occupazione e del reddito

Non è necessaria l’autorizzazione del giudice sulla richiesta di una società per l’ottenimento di un beneficio di legge a sostegno dell’occupazione e del reddito che abbia inoltrato altresì istanza di concordato preventivo, non essendovi alcun danno per il ceto creditorio.

(Nel caso di specie, era stata richiesta la Cassa  Integrazione in deroga per 8 dipendenti nella difficile congiuntura emergenziale per l’epidemia da Covid – 19, disponendo il giudice il non luogo a provvedere e trasmettendo gli atti all’INPS competente per la concessione dell’ammortizzatore sociale della Cassa Integrazione in deroga).

Tribunale Milano sez. II, 27/03/2020

Ammortizzatori sociali in deroga: disciplina

Gli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente sono trattamenti di integrazione salariale a sostegno di imprese e lavoratori non destinatari della normativa sulla cassa integrazione guadagni.

La Legge n. 92 del 28 giugno 2012 ha previsto la possibilità di concedere, per gli anni 2013-2016, sulla base di specifici accordi, gli ammortizzatori sociali in deroga, mentre il Decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 ha definito i criteri per la concessione di tali ammortizzatori sociali in deroga, tra i quali proprio la cassa integrazione guadagni in deroga.

Tribunale Trani sez. lav., 18/04/2019, n.949

Cassa integrazione guadagni in deroga

In tema di cassa integrazione guadagni “in deroga”, il decreto del Ministro del Lavoro concessivo della CIG è l’atto al quale la legge, in coerenza con gli accordi definiti in sede governativa, conferisce la possibilità di derogare alla normativa vigente, in relazione agli oneri di comunicazione dell’avvio della procedura; ne consegue che il datore di lavoro, ove deduca di non essere tenuto alle relative comunicazioni, ha l’onere di allegare e provare che vi sia stata, da parte di tale fonte abilitata, una deroga espressa in relazione a tale profilo, continuando altrimenti ad operare la ordinaria disciplina, con il suo corredo di garanzie a tutela degli interessi individuali dei lavoratori.

Cassazione civile sez. lav., 29/10/2018, n.27398

Il costante espletamento di straordinari

Alla stregua delle risultanze istruttorie, si deve ritenere che, essendo la prestazione complessiva di lavoro straordinario giornaliero di gran lunga soverchiante l’orario di lavoro di un operaio e considerata la essenziale fungibilità delle mansioni operaie di Terzo Livello del C.C.N.L. delle aziende metalmeccaniche industriali (di fatto recepito dalla azienda), non è giustificata la soppressione del posto di lavoro; tanto più che al tempo del licenziamento l’azienda aveva già terminato il periodo passato in cassa integrazione guadagni ordinaria ed in deroga; fermo restando che il dedotto riassetto organizzativo con la riduzione del numero dei dipendenti era già avvenuto negli anni precedenti.

Corte appello Ancona sez. lav., 24/08/2017, n.353

Trattamento straordinario di integrazione salariale

Non può ritenersi operante una ipotesi di licenziamento “post mobilità” ai sensi dell’art. 4 l. 223/1991, in mancanza del requisito della preventiva ammissione della società appellante al trattamento straordinario di integrazione salariale e quando la società sia stata ammessa alla cassa integrazione c.d. “in deroga”, notoriamente intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese o lavoratori non destinatari della cassa integrazione guadagni.

Costituendo la disposizione di cui all’art. 4 l. 223/1991 non richiamata espressamente dall’art. 24, norma eccezionale rispetto alla disciplina generale dettata da tale ultima disposizione, le stesse non possono essere applicate analogicamente oltre i casi espressamente previsti.

Corte appello L’Aquila sez. lav., 13/04/2017

Provvedimento di recesso e mobilità

La circostanza che i lavoratori già collocati in c.i.g.s. in deroga siano destinatari di successivo provvedimento di recesso e mobilità, senza che tale fase sia accompagnata dalla stipulazione di un ulteriore accordo sindacale, non impedisce di ritenere che i criteri di scelta dei lavoratori stessi abbiano base convenzionale e che siano rispondenti alle previsioni di cui all’art. 5, comma 1, l. n. 223/1991.

Tribunale Torino, 28/08/2012

Concessione della cassa integrazione in deroga

È incompatibile con la concessione della cassa integrazione in deroga ai sensi della l. 9 aprile 2009 n. 33 l’assunzione da parte dell’azienda richiedente, nel periodo immediatamente precedente la domanda, di personale con contratto di lavoro di lavoro intermittente ex art. 33 d.lg. 10 settembre 2003 n. 276.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 30/06/2010, n.16505

Sospensione dell’attività lavorativa

La disciplina normativa dell’istituto delle integrazioni salariali deroga a quella comune del diritto delle obbligazioni, ma non già in riferimento alle condizioni che legittimano la sospensione dell’attività lavorativa, bensì soltanto nella parte in cui limita il diritto del lavoratore ad una percentuale della retribuzione contrattuale e pone la retribuzione, così falcidiata, a carico dell’ente previdenziale pubblico (purché, come è ovvio, questo abbia effettivamente autorizzato l’erogazione delle integrazioni salariali).

Pretura Legnano, 14/11/1981

Il mancato inserimento di un lavoratore nell’elenco degli ammessi 

Non rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la domanda con la quale si contesta il mancato inserimento di un lavoratore nell’elenco di quelli ammessi al beneficio trasmesso dalla Regione all’Inps, venendo in considerazione una posizione di interesse legittimo posto che gli ammortizzatori sociali in deroga non conferiscono una tutela diretta a favore di chi perde il reddito da lavoro, di conseguenza, non è configurabile un diritto soggettivo del lavoratore ad ottenere gli ammortizzatori sociali in deroga, come accade invece nel caso degli ordinari strumenti a tutela dello stato di disoccupazione.

Tribunale Vibo Valentia sez. lav., 26/03/2019, n.168



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