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Coronavirus: prevista nuova ondata di decessi al Nord

5 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: prevista nuova ondata di decessi al Nord

Uno studio dell’Imperial College di Londra lancia l’allarme: il ritorno in Italia al 20% della normale mobilità provocherebbe migliaia di morti.

Non si fa in tempo a tentare di rialzare la testa che subito arriva un’altra mazzata. Questa volta dal Regno Unito, che oggi registra il numero più alto di vittime di coronavirus in Europa, con oltre 32mila morti. Proprio a Londra è stato fatto uno studio che, però, riguarda l’Italia. E che getta un’ombra scusa sul nostro Paese, soprattutto al Nord: secondo le proiezioni dell’Imperial College della City, basterà riprendere la mobilità solo al 20% rispetto a prima dell’emergenza per rialzare in modo importante la curva dei decessi. In altre parole: secondo gli studiosi inglesi, in questo momento, forse era meglio restare ancora a casa. O quasi. Perché altrimenti si rischia una nuova ondata di decessi, violenta almeno quanto quella che ci stiamo lasciando alle spalle.

Il dossier è noto come «Rapporto 20», proprio come la percentuale di ritorno alla mobilità appena citata. Tre le ipotesi simulate nella ricerca e che mostrano quello che succederebbe se tutto restasse com’era durante la quarantena, se si tornasse ad un 20% del livello precedente il lockdown e se si tornasse al 40%.

Ovviamente, nel primo caso poco si rischierebbe. Sono gli scenari 2 e 3 quelli che fanno scattare l’allarme, dal punto di vista dei decessi. Nel dettaglio, la «normalità» al 20% potrebbe provocare circa 3.700 morti in più, mentre con un ritorno al 40% si rischierebbe di arrivare alle 18.000 vittime. Queste si sommerebbero al tasso di mortalità che già si registra durante la quarantena, cioè quello relativo alle persone già ammalate che non si riprendono più.

Il fenomeno, sempre secondo il rapporto londinese, colpirebbe maggiormente le regioni del Nord, in particolare – e nell’ordine – Piemonte, Veneto e Lombardia.

In conclusione, secondo l’Imperial College, «in assenza di ulteriori interventi, anche un ritorno del 20% ai livelli di mobilità prequarantena potrebbe causare un aumento dei decessi molto maggiore di quanto si sia verificato nell’attuale ondata, in diverse regioni. Futuri aumenti nel numero dei decessi verranno osservati dopo l’aumento dell’intensità di trasmissione e quindi una seconda ondata non sarà immediatamente evidente con il monitoraggio giornaliero dei decessi».



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1 Commento

  1. ma avete visto il video di quei folli al Nord che il 4 maggio facevano festini su strada? Ma sono impazziti? Come pensano di poter evitare la diffusione dei contagi se ancora continuano ad essere tanto irresponsabili?! Cioè, le parole di Conte sono chiare: bisogna ripartire con prudenza. Ma se avete un po’ di sale in zucca non deve essere il presidente del consiglio a dirvelo. arrivateci da soli che non potete fare assembramenti e non potete fare il cavolo che vi pare…bisogna ricominciare piano piano altrimenti i contagi schizzano di nuovo alle stelle e io non voglio stare altri 2 mesi chiusa in casa per colpa vostra! Che poi io sono rimasta in casa per coscienza mia, non perché doveva dirmelo un decreto… Quindi, prima finisce tutto questo caos e prima saremo liberi, ma liberi davvero non perchè lo dice una legge, ma perché il virus lo avremo sconfitto…

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