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Assunzione di ricercatori e dottorati: al via nuovo credito di imposta

12 Marzo 2013
Assunzione di ricercatori e dottorati: al via nuovo credito di imposta

Il nuovo bonus “ricerca e sviluppo” premia i titoli accademici: crediti di imposta fino al 35%.

È ai nastri di partenza il credito d’imposta per l’assunzione di ricercatori introdotto, la scorsa estate, dal decreto Sviluppo [1]. L’incentivo per l’assunzione di personale altamente qualificato potrà essere usato da tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica. Si attende il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che dovrà definire i contenuti delle domande e la procedura d’invio.

Come detto, la fruizione dell’incentivo è subordinata all’assunzione a tempo indeterminato  (o nella stabilizzazione del contratto a termine purché entro 12 mesi dall’assunzione) di personale provvisto di determinati titoli accademici:

– dottorato di ricerca universitario;

– laurea magistrale in discipline di ambito tecnico-scientifico (in tal caso, il personale dovrà essere impiegato in attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale).

I professionisti sono esclusi dall’incentivo per il settore ricerca e sviluppo.

Vi rientrano le assunzioni fatte dal 26 giugno 2012.

Per gli anni successivi, saranno agevolabili i costi sostenuti a partire dall’1 gennaio.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 35% del “costo aziendale” sostenuto, per massimo un anno, per le assunzioni incentivabili e con un limite massimo annuale di 200mila euro.

L’impresa dovrà conservare il posto di lavoro per almeno tre anni (due se Pmi), altrimenti decade dal beneficio.

Per accedere all’incentivo, le imprese dovranno usare una piattaforma informatica (gestita da una società in house del Ministero), secondo quanto sarà meglio definitivo dal Mise.

note

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Articolo di Amedeo Sacrestano, su Il Sole 24 Ore dell’11.03.13, pag. 3.

[1] Dl. 83/2012, art. 24.


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