Coronavirus, quali rischi ci sono per chi ha il diabete

5 Maggio 2020
Coronavirus, quali rischi ci sono per chi ha il diabete

C’è una correlazione tra il Covid-19 e la malattia che a causa di una carenza di insulina, provoca un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue?

Tra le fasce di popolazione più colpite dal Coronavirus ci sono i malati di diabete. È una nota dell’Associazione medici diabetologi (And), insieme alla Società italiana di diabetologia (Sid) a metterci al corrente che, nel mondo, una quota di persone comprese tra il 20 e il 50 per cento di malati di Coronavirus è affetta da diabete. Cosa significa? Che chi ha il diabete è più a rischio?

Diciamo che, al di là del dato statistico, non abbiamo, al momento, alcuna prova rispetto una maggiore predisposizione dei diabetici a contrarre il Coronavirus. Il diabete è una patologia diffusa soprattutto tra gli anziani che, purtroppo, sappiamo essere stata la categoria più esposta alla violenza del virus.

Esistono studi secondo i quali i diabetici, più che al maggiore rischio di ammalarsi, vanno incontro più spesso a complicazioni nel caso in cui risultino positivi al Covid. Sono stati anche riscontrati casi di diabete di nuova insorgenza, in alcuni pazienti che si sono ammalati di Sars-Cov-2, perché è stato dimostrato che il virus può attaccare anche le cellule beta del pancreas, responsabili della produzione di insulina.

Proprio ai fini di una maggiore attenzione alla prevenzione, come ci racconta l’Adnkronos, un gruppo di esperti ha pubblicato un paper su Lancet Diabetes & Endocrinology per dare consigli ai diabetici, in coincidenza con l’inizio della Fase 2 dell’emergenza che ci porterà senz’altro, nel riprendere una parvenza di vita normale, a qualche rischio in più. Da qui, la necessità di aumentare prudenza e responsabilità individuale. Il pool di esperti internazionali, da Lancet, raccomanda di controllare scrupolosamente glicemia, pressione arteriosa, colesterolo e trigliceridi. Salvo diverse indicazioni del proprio medico, la terapia non va sospesa; quella antipertensiva con sartani o ace-inibitori e quella anti-colesterolo con statine, secondo i diabetologi, non solo non vanno sospese ma devono essere tassativamente proseguite.

Nell’analisi di Lancet si parla anche di chi è obeso o in sovrappeso, più in pericolo nel caso in cui contragga il Coronavirus per via del ridotto volume polmonare e dell’alterata meccanica respiratoria. Diciamo che il Covid-19 può essere una buona ragione per convincere a mettersi a dieta o quantomeno a fare uno sforzo per controllare di più l’alimentazione, in modo da non prendere ancora più peso.

Chi si ammala di Covid-19 dev’essere sottoposto a controllo dei valori di insulina, elettroliti, chetoni, per verificare che il virus non abbia danneggiato le cellule pancreatiche: è il rischio di cui parlavamo sopra, del diabete di nuova insorgenza in chi si ammala di Coronavirus. Pur non avendo mai sofferto prima di questa patologia, è possibile svilupparla a causa degli effetti del Covid sul pancreas.

Se i diabetici (nuovi o che già ne soffrivano) si ammalano di Coronavirus in forma medio-grave bisogna somministrare un’alta dose di insulina, per mantenere il livello di glicemia tra i 72 e i 180 mg/dl. Gli esperti ritengono che potrebbe essere bene, in via precauzionale, sospendere la metformina e gli inibitori di Sglt2, ma solo in caso di infezione grave da Sars Cov-2, per evitare il rischio di acidosi lattica e di cheto acidosi diabetica. In caso di sospensione, il trattamento di scelta è l’insulina. Non ha senso invece la sospensione ‘profilattica’ di questi farmaci nei pazienti in buona salute.



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