Coronavirus, ecco perché mancano di nuovo le mascherine

5 Maggio 2020
Coronavirus, ecco perché mancano di nuovo le mascherine

Marco Cossolo, presidente di Federfarma, spiega il motivo della nuova carenza.

Ci risiamo: nelle farmacie italiane tornano a scarseggiare le mascherine chirurgiche. Una carenza che fin dalla prima ora si è presentata come un grave problema, non consentendo alla popolazione di riuscire a equipaggiarsi al meglio contro il Coronavirus. L’agenzia di stampa Adnkronos, in merito, ha intervistato Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che ha spiegato i motivi della nuova indisponibilità di dispositivi di protezione individuali importanti come questi.

Cossolo ha detto che Federfarma sta raccogliendo dati certi per avviare eventualmente un’interlocuzione con il commissario straordinario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, che ha siglato un accordo con le associazioni di categoria proprio per assicurare l’approvvigionamento di mascherine.

“Le mascherine cosiddette ‘di Stato’, cioè quelle, per la maggior parte importate, messe a disposizione dal commissario Arcuri – vendute ai distributori intermedi a 0,38, alle farmacie a 0,40 e al pubblico a 0,50, il tutto +Iva – al momento non sono ancora state immesse nel ciclo distributivo – spiega Cossolo – e quindi non sono arrivate ancora presso i nostri depositi. È abbastanza comprensibile che ci voglia un po’ di tempo a coprire un centinaio di distributori in Italia”.

“Altro problema – dettaglia il leader di Federfarma – riguarda le mascherine cosiddette ‘assimilabili’, per le quali è stata inviata l’autocertificazione con la richiesta di conformità all’Istituto superiore di sanità, che però non ce la fa a evadere le pratiche. Ecco perché queste mascherine che sarebbero disponibili non sono sul mercato”. Cossolo conferma inoltre – senza motivarne la causa – che scarseggiano anche “le mascherine già marchiate Ce, quindi immediatamente commercializzabili”.

Quanto poi al rispetto dell’accordo sul prezzo massimo fissato dagli accordi siglati tra farmacisti, distributori e il commissario all’emergenza Arcuri, il leader di Federfarma assicura che “sia i distributori intermedi che le farmacie associate lo stanno rispettando. E se qualcuno dovesse non farlo – afferma Cossolo – ribadisco che va denunciato e come Federfarma siamo i primi a costituirci parte civile. Ad oggi non mi risultano casi del genere”.



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