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Miscellanea Indennità di accompagnamento: non ci sarà più il tetto di reddito

Miscellanea Pubblicato il 19 ottobre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 19 ottobre 2013

Dopo essere passata, sotto gli occhi di tutti, una misura che limitava l’indennità di accompagnamento solo a chi era sotto un limite reddituale, il Governo ci ripensa e conferma che nulla cambierà.

Il Governo ci ripensa: salta la soglia di reddito Irpef per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Lo hanno confermato fonti governative lo scorso giovedì. La legge di stabilità 2014-2016, dunque, non conterrà modifiche sui criteri e condizioni per il riconoscimento di questo sussidio.

Solo qualche giorno fa, avevamo dato la notizia dell’approvazione, da parte dell’Esecutivo, del tetto di reddito per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento: limite vincolante non solo per chi avesse, in futuro, richiesto il beneficio, ma anche per chi lo aveva già ottenuto (e che, pertanto, ne avrebbe subìto la revoca).

Riportiamo di seguito la notizia da noi diffusa all’inizio della settimana.

————

Tra le (amare) novità approvate con la legge di stabilità ne figura una in materia di assegno di accompagnamento passata – invero – assai inosservata sino a questo momento.

Si tratta della previsione, a partire dall’anno prossimo, di una soglia di reddito, sforata la quale non si avrà più diritto al beneficio assistenziale.

Di che si tratta?

Gli over 65enni che ne faranno domanda o che già beneficiano dell’aiuto, non dovranno avere un reddito Irpef superiore ai 60 mila euro annui se non coniugati, che sale a 80mila euro cumulati se coniugati.

Per chi, invece, si trova sotto queste soglie di reddito, l’indennità è corrisposta nella misura in cui, considerando l’importo della stessa, non comporti un reddito complessivo superiore ai predetti limiti. In altre parole, il reddito già percepito dal beneficiario sommato all’indennità non deve superare rispettivamente i 60 mila o gli 80 mila euro all’anno.

Quanto ci farà risparmiare questa nuova misura?

Ancora nessuno lo sa.

Invero, di questa limitazione si parlava già da diversi anni, ma nessuno aveva avuto il coraggio di approvarla, attesa l’impopolarità della stessa.

Il governo Letta, invece, è andato avanti in questa riforma, senza tuttavia accompagnarla da una valutazione dei risparmi che essa comporterà sulla spesa sociale. In altre parole, si è ridotto, dall’oggi al domani, un beneficio per molte persone portatrici di handicap senza però sapere quanto ciò farà risparmiare allo Stato…


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9 Commenti

  1. salve, non mi e rimasto molto chiaro questo, si potete chiarire un po meglio, vi chiedo questo gia che mio padre ha l’invalidita in un 84%, lui ha gia 65 anni, il mese preossimo devi fare 66 anni, lui riceve la pensione pero non arriva a 500 euro, non lavora anche, poi mia madre ha 63 anni, non lavora anche, i miei non hanno nessun accompagnatore , in questo caso c’e qualche beneficio per loro o non? poi come lui puo chiedere questo? grazie mille

  2. @Cesare: se suo padre ha riconosciuto un 84% non è titolare dell’indennità di accompagnamento (che spetta a chi ha riconosciuto un 100% con gravità tale da richiedere l’accompagnamento stesso), ma dell’assegno di invalidità per il quale vigono altre regole, ovvero: reddito personale inferiore a 4738,63 euro nel 2013. A 65 anni + 3 mesi (nel 2013) questo assegno si trasforma in assegno sociale, sempre tenuto conto del reddito, familiare in questo caso.
    Il fatto che non abbia un accompagnatore (forse intende una badante o simili) come dice lei non ha nulla a che vedere con l’indennità di accompagnamento (che ha semplicemente questo nome).
    Nel caso volesse richiederla è necessario fare una domanda all’INPS per essere sottoposti ad opportuna visita; ovviamente la persona dovrà essere riconosciuta inabile al 100% impossibilitata a compiere da sola gli atti quotidiani della vita (mangiare, vestirsi, lavarsi) o impossibilitala a camminare da sola

  3. Mi sembra giusto che chi percepisce + di 60.000 eurol’anno non abbia diritto all’accompagno. Era strano il contrario.

  4. Non credo in Italia ci siano così tanti invalidicon un reddito sopra i 60000 o gli 80000.
    Penso che invece siano tanti i megadirigenti o ex parlamentari con pensioni d’oro! Perchè non andare a toccare quelle? eh no la casta non si tocca!

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  5. L’indennità di accompagnamento va sommata al reddito da pensione per ottenere i benefici previsti dalla legge.
    Grazie Mauro Simone
    23 agosto 2014

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