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Coronavirus, come misurare i casi sommersi

5 Maggio 2020
Coronavirus, come misurare i casi sommersi

Abbiamo parlato più volte delle discrasie tra dati ufficiali e quote imprecisate di malati asintomatici che non figuravano nei conteggi ufficiali. Dall’università arriva un sistema che promette di monitorare più precisamente l’evolversi dell’epidemia.

Avvicinarsi con sempre maggior precisione all’effettiva portata dei contagi da Coronavirus. È l’obiettivo di Indice, il sistema progettato dalla divisione Ricerca applicata & advisory della Libera università Carlo Cattaneo di Castellanza (Varese) o Liuc Business School per monitorare anche i casi sommersi di Covid, quelli che sfuggono ai conteggi ufficiali. Ce ne parla un lancio dell’agenzia di stampa Adnkronos che riporta una nota dell’ateneo.

Sappiamo delle molte polemiche innescate dai bollettini giornalieri della protezione civile: dati che, per molte ragioni, non ricalcano l’andamento effettivo e preciso della curva dei contagi. Non per niente si è parlato del Coronavirus come di un “nemico invisibile”, proprio per la difficoltà nell’individuarlo, dal momento che esiste una quota imprecisata – ma molte ricerche hanno tentato di quantificarla – di asintomatici: portatori sani della malattia.

Stando a quanto spiegano dall’ateneo, Indice sarebbe in grado di “misurare giornalmente l’evoluzione del contagio effettivo da Covid-19 tenendo conto non solo dei dati relativi ai casi ufficiali (notoriamente parziali), ma includendo una complessa e rigorosa ricostruzione econometrica dell’andamento dei casi sommersi, ossia non accertati mediante tampone e/o asintomatici”. Caratteristiche che lo rendono un buon alleato per fronteggiare la Fase 2, dal momento che è adesso, ancor più di prima, che si rivela vitale fotografare con più precisione possibile l’andamento dei contagi.

Se nella Fase 1 il modello della Liuc Business School si è concentrato sulla previsione dei picchi e dei punti di flessione della curva dei contagi, sottolineano dall’ateneo, ora “all’inizio della Fase 2, anche alla luce delle ottime performance del modello, diventa cruciale monitorare giornalmente eventuali sussulti della pandemia per fare ‘fine tuning’ nella gestione dei processi di rilancio dell’economia“.

Per adesso, Indice è riferito a Unione europea, Italia e Lombardia, e permette “confronti giornalieri e in real time tra l’intensità del contagio effettivo e tre dati di riferimento: quello del giorno precedente, quello del 21 marzo (data di inizio della fase più restrittiva del lockdown) e quello del punto di picco raggiunto dalla pandemia, a loro volta ricostruiti con la medesima metodologia econometrica”.

La speranza degli ideatori è “che Indice diventi uno strumento di supporto per le policy territoriali e aziendali, e per tutti coloro che in modo rigoroso e ponderato sono interessati a vario titolo a  studiare l’evoluzione della pandemia”.


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