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Ex-moglie con genitori benestanti: devo pagare il mantenimento?

5 Maggio 2020
Ex-moglie con genitori benestanti: devo pagare il mantenimento?

Si possono ridurre gli alimenti dovuti al coniuge e ai figli se questi ricevono degli aiuti economici dai nonni?

Dopo la sentenza di divorzio, il giudice ti ha condannato a pagare un sostanzioso assegno di mantenimento per i tuoi figli e un altro per la madre, ossia la tua ex moglie. Ora ti resta ben poco dello stipendio e con questa residua parte riesci a malapena ad arrivare a fine mese. 

Nello stesso tempo, però, sai bene che i tuoi ex suoceri avrebbero la possibilità di aiutare la figlia – e forse già lo fanno sottobanco – alleggerendo il tuo carico. Questo perché le loro disponibilità economiche sono di gran lunga superiori alle tue. 

Così, un giorno, decidi di rivolgerti al tuo avvocato per avere chiarimenti. Gli chiedi: devo pagare il mantenimento all’ex moglie con genitori benestanti? Non dovrebbe piuttosto essere dovere di questi ultimi correre in soccorso dei nipoti e della stessa figlia se davvero – come questa afferma – non riesce a trovare lavoro e non può pagare le spese quotidiane? 

Se riuscissi a dimostrare che i tuoi suoceri forniscono degli aiuti economici alla tua ex moglie, potresti chiedere una riduzione dell’assegno? E infine cosa potrebbe succedere se tu, un giorno, dovendo affrontare delle spese straordinarie – ad esempio, per una necessità di salute – non fossi più in grado di versare tutti gli alimenti per come ti è stato imposto dal tribunale? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Mantenimento ex coniuge: come viene calcolato?

Il mantenimento dovuto all’ex coniuge economicamente più debole viene calcolato sulla base di una serie di parametri, il più importante dei quali è la sproporzione tra i redditi dei coniugi. Laddove uno dei due dovesse guadagnare più dell’altro, a quest’ultimo è dovuto un assegno mensile che gli garantisca l’autosufficienza economica. 

Per calcolare le capacità dei due ex, si considerano non solo eventuali guadagni derivanti dal lavoro (stipendi, ricavi da lavoro autonomo o imprenditoriale) ma anche la disponibilità di patrimoni mobiliari o immobiliari. 

Anche una sopraggiunta eredità potrebbe variare il tenore di vita e, quindi, anche l’ammontare dell’assegno.

Non si considerano però gli aiuti occasionali forniti dai genitori del coniuge titolare dell’assegno. Aiuti che, quindi, anche se dimostrati, non valgono ad alleggerire l’entità dell’assegno di mantenimento. 

Come ha scritto la Cassazione nel 2012 [1], gli aiuti in denaro che genitori e familiari forniscono ad uno dei coniugi durante o dopo la separazione e il divorzio non vengono considerati per determinare l’assegno di mantenimento, poiché colui che li riceve non ha un diritto a pretenderli e, dunque, potrebbe anche perderli in qualsiasi momento. Tali benefici peraltro non hanno alcun carattere di stabilità e sistematicità (ben potendo i genitori revocarli in qualsiasi momento senza dovere spiegazioni).

Padre e madre devono provvedere alle esigenze dei figli finché questi raggiungono l’indipendenza economica (anche se ciò avviene grazie a un matrimonio). Da tale momento in poi si spezza tra loro ogni legame e se anche il figlio dovesse perdere il lavoro non potrebbe più pretendere alcunché dai genitori.

Ecco perché l’assegno di mantenimento peraltro è dovuto solo dall’ex coniuge e non anche dai genitori. 

Ha, quindi, scarsa importanza la prova su eventuali sostegni forniti dai genitori all’ex moglie per poter chiedere una riduzione dell’assegno di mantenimento.

Dovere dei suoceri di mantenere figlia e nipoti

Il dovere dei suoceri di versare gli alimenti alla figlia scatterebbe solo nell’ipotesi in cui questa – nell’assenza del marito o nella sua più assoluta e oggettiva incapacità economica – dovesse versare in un grave stato di bisogno, tanto da non poter procurarsi da sé il necessario per vivere (si pensi a una donna gravemente malata che non può lavorare). In questo caso, non sarebbe dovuto il mantenimento ma solo gli alimenti, ossia una somma necessaria a garantire la sopravvivenza. Peraltro, l’unica ad agire contro i nonni sarebbe la figlia e non il genero.

Lo stesso ragionamento vale anche nei confronti dei nipoti. I primi che devono provvedere alle esigenze di questi ultimi sono appunto i relativi genitori e la loro presenza esclude qualsiasi altra compartecipazione di altri familiari di grado diverso. Solo nell’ipotesi di assenza dei genitori o di totale incapacità di questi a poter prendersi cura dei figli, scatterebbe l’obbligo alimentare dei nonni. 

Conclusioni

In sintesi, l’ex marito non può appellarsi alle condizioni economiche degli ex suoceri per supplire alle proprie difficoltà a versare il mantenimento all’ex moglie e ai figli. 


note

[1] Cass. ord. n. 18708/2012.


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