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Recesso fideiussione: ultime sentenze

13 Aprile 2022
Recesso fideiussione: ultime sentenze

Garanzia prestata per i debiti di un terzo; accertamento della validità del recesso dal contratto di fideiussione; mancata regolamentazione del rapporto tra fideiussore e creditore garantito nell’ipotesi di recesso del primo.

Recesso del fideiussore dalla garanzia prestata

Il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

L’obbligo del garante è limitato al pagamento di tale saldo anche qualora il debito dell’accreditato, al momento in cui la successiva chiusura del conto rende la garanzia attuale ed esigibile, risulti aumentato in dipendenza di operazioni posteriori, e senza che peraltro, ai fini della determinazione dell’ambito della prestazione dovuta dal garante, possa aversi una considerazione delle ulteriori rimesse dell’accreditato separata e diversa rispetto ai prelevamenti dallo stesso operati, e ciò stante l’unitarietà e l’inscindibilità del rapporto tra banca e cliente.

Solo se il saldo esistente alla chiusura del rapporto di apertura di credito sia inferiore a quello esistente al momento del recesso del fideiussore, si verifica una corrispondente riduzione dell’obbligazione fideiussoria, in applicazione della regola sancita dall’art. 1941 cod. civ., comma 1, per cui la fideiussione non può eccedere l’ammontare dell’obbligazione garantita.

Tribunale Roma sez. XVII, 23/11/2021, n.18266

Fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente

In presenza di una fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente senza predeterminazione di durata, il recesso del fideiussore, che è operante dal momento in cui viene a conoscenza della banca, produce l’effetto di limitare la dimensione quantitativa dell’obbligazione di garanzia al saldo passivo a tale data esistente, ancorché il debito dell’accreditato alla data della chiusura del conto risulti aumentato per effetto dell’insieme delle operazioni successive, non essendo al garante opponibili gli effetti dell’eventuale ulteriore prosecuzione del rapporto di apertura di credito. Ma poiché l’obbligazione del fideiussore non può avere contenuto eccedente quello dell’obbligazione del debitore principale (in virt๠del principio espressamente stabilito dall’art. 1941 C.C.), e poiché tale obbligazione acquista carattere di attualità quando l’obbligazione principale con l’estinzione del rapporto di credito viene definitivamente determinata e diviene esigibile, l’intervenuto recesso assume concreta rilevanza in relazione alla situazione contabile finale del conto.

Perciò l’obbligazione di garanzia, determinata in funzione del recesso, subisce l’incidenza riduttiva riflessa, a favore del garante, della eventuale diminuzione dell’esposizione debitoria finale del garantito (conseguente alla effettuazione di successive operazioni di segno positivo, in difetto di operazioni di segno negativo o in concorso di operazioni negative quantitativamente subvalenti alle prime), onde, se il saldo passivo di chiusura risulti inferiore a quello esistente alla data di operatività del recesso, si verifica una corrispondente decurtazione dell’obbligazione del fideiussore, la cui entità , in definitiva, si identifica nell’importo minore tra quello del saldo intermedio in coincidenza col recesso e quello del saldo di chiusura.

Corte appello Bari sez. II, 28/09/2021, n.1658

La morte del fideiussore  

In tema di obbligazioni fideiussorie, la morte del fideiussore non estingue la fideiussione, che si trasmette agli eredi, i quali, subentrando nel rapporto con gli stessi poteri che spettavano al defunto, possono recedere solo nei modi e nelle forme in cui il diritto di recesso avrebbe potuto essere esercitato dal loro dante causa. Essi, pertanto, sono obbligati, in mancanza di recesso, all’adempimento “pro quota” della obbligazione fideiussoria, anche in relazione a debiti contratti dal garantito dopo la morte del fideiussore.

Tribunale Crotone, 21/06/2021, n.582

Recesso dalla garanzia fideiussoria

In caso di recesso dalla garanzia fideiussoria prestata in relazione alle obbligazioni nascenti dal contratto atipico di “prestito d’uso d’oro” – assimilabile al mutuo per l’obbligazione di restituzione del “tantundem” e per la sua funzione di finanziamento – il fideiussore è liberato qualora alla data del recesso risulti essere stata adempiuta dal debitore principale l’obbligazione principale di restituzione dell’oro utilizzato oppure, a seguito della c.d. “opzione d’acquisto”, quella alternativa di pagamento dell’equivalente in denaro dell’oro trattenuto.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva applicato il diverso principio, elaborato con riferimento alla differente ipotesi dell’apertura di credito in conto corrente senza predeterminazione di durata, secondo il quale il recesso del fideiussore produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento di efficacia del recesso, senza verificare se le “proroghe”, intervenute dopo il recesso del fideiussore e la scadenza dei due prestiti d’uso, costituissero la messa a disposizione di nuovo oro – ad obbligazione “alternativa” ormai adempiuta e, dunque, nell’ambito di un nuovo prestito – ovvero un mero differimento del termine per adempiere l’obbligazione nascente dai prestiti originari oppure operazioni finanziarie di altra natura).

Cassazione civile sez. III, 20/05/2020, n.9256

Cessione a terzi delle quote della società

In tema di recesso dei garanti dalle fideiussioni in precedenza prestate, a seguito della cessione a terzi delle quote della società, occorre rilevare che gli accordi intercorsi tra le parti, secondo cui l’acquirente si accolla tutte le obbligazioni riferite alla società stessa e si obbliga a liberare entro due anni i soci della società da tutte le garanzie da costoro prestate agli istituti di credito, sostituendosi loro e assumendo ogni onere interconnesso alle predette garanzie, non equivalgono, anche se inviati via mail all’istituto di credito con cui la società intratteneva rapporti, ad un recesso dei garanti dalle fideiussioni specialmente ove si consideri che gli stessi, dopo la cessione delle quote, benché ormai non fossero più soci, hanno tuttavia continuato a far parte del consiglio di amministrazione della società ovvero a prestare attività di consulenza in suo favore.

Tribunale Monza sez. I, 14/02/2020, n.358

Contratto di fideiussione: garanzia per le nuove obbligazioni

Il recesso dal contratto di fideiussione opera soltanto pro futuro, con la conseguenza che il fideiussore non può più essere chiamato a garantire le nuove obbligazioni assunte dal debitore principale dopo la data del recesso, e non anche retroattivamente. È noto infatti che, il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce (unicamente, ndr) l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

Corte appello Brescia sez. I, 07/02/2019, n.246

Contratto di fideiussione

Il recesso dal contratto di fideiussione opera soltanto pro futuro, con la conseguenza che il fideiussore non può più essere chiamato a garantire le nuove obbligazioni assunte dal debitore principale dopo la data del recesso, e non anche retroattivamente.

È noto infatti che, il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce (unicamente, ndr) l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

Corte appello Brescia sez. I, 07/02/2019, n.246

Lettera di recesso spedita dal fideiussore

La lettera raccomandata – anche in mancanza dell’avviso di ricevimento – costituisce prova certa della spedizione attestata dall’ufficio postale attraverso la ricevuta, da cui consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell’atto al destinatario e di conoscenza ex art. 1335 c.c. dello stesso, per cui spetta al destinatario l’onere di dimostrare di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di acquisire la conoscenza dell’atto.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito per non avere verificato se la lettera di recesso spedita dal fideiussore era pervenuta alla banca nel tempo ragionevolmente necessario a garantire l’operatività del diritto di recesso dal rapporto di fideiussione, così come contrattualmente previsto).

Cassazione civile sez. I, 19/08/2016, n.17204

Recesso del fideiussore

In tema di recesso del fideiussore da una fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente senza determinazione di durata, le rimesse attive affluite sul conto dopo il recesso del fideiussore e fino alla chiusura del rapporto creditizio non possono essere conteggiate separatamente a favore del garante in riduzione del saldo passivo esistente alla data del recesso medesimo, stante il principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive sia nel rapporto tra banca e cliente che in quello tra banca e garante, avendo i versamenti la funzione di ripristinare la disponibilità e di consentire, quindi, ulteriori prelievi.

Tribunale Arezzo, 31/01/2014, n.31

Apertura di credito bancario in conto corrente

Il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

Tribunale Savona, 06/11/2012

Apertura di credito in conto corrente e recesso del fideiussore 

Il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

L’obbligo del garante è limitato al pagamento di tale saldo anche qualora il debito dell’accreditato, al momento in cui la successiva chiusura del conto rende la garanzia attuale ed esigibile, risulti aumentato in dipendenza di operazioni posteriori, e senza che peraltro, ai fini della determinazione dell’ambito della prestazione dovuta dal garante, possa aversi una considerazione delle ulteriori rimesse dell’accreditato separata e diversa rispetto ai prelevamenti dallo stesso operati, e ciò stante l’unitarietà e l’inscindibilità del rapporto tra banca e cliente. Solo se il saldo esistente alla chiusura del rapporto di apertura di credito sia inferiore a quello esistente al momento del recesso del fideiussore, si verifica una corrispondente riduzione dell’obbligazione fideiussoria, in applicazione della regola sancita dall’art. 1941, comma 1, c.c., per cui la fideiussione non può eccedere l’ammontare dell’obbligazione garantita.

Cassazione civile sez. I, 15/06/2012, n.9848

Validità del recesso dal contratto di fideiussione

La domanda proposta dal fideiussore del fallito nei confronti del soggetto garantito, allo scopo di ottenere l’accertamento della validità del recesso dal contratto di fideiussione, e la riconvenzionale eventualmente proposta dal garantito nei confronti del garante non sono soggette al procedimento ed al rito speciale di verificazione del passivo, in quanto non hanno ad oggetto crediti concorsuali, dato che riguardano rapporti intercorrenti tra soggetti terzi rispetto al fallito e l’accertamento di un credito che non è destinato ad essere soddisfatto sul patrimonio fallimentare, restando esclusa la sussistenza di un litisconsorzio necessario tra creditore, debitore principale e fideiussore, poiché la relazione di accessorietà dell’obbligazione fideiussoria rispetto a quella principale non esclude la reciproca autonomia delle due obbligazioni.

Cassazione civile sez. I, 09/07/2005, n.14468

Rapporto di apertura di credito con il debitore principale

In tema di apertura di credito in conto corrente assistita da una garanzia personale, non è di per sè contrario ai principi di correttezza e buona fede nei confronti del fideiussore il comportamento della banca che, pur dopo il recesso del fideiussore medesimo, abbia mantenuto in vita il rapporto di apertura di credito con il debitore principale senza chiedere la sostituzione del garante o l’integrazione della garanzia. In tanto un tale comportamento della banca, che abbia proseguito nel rapporto di apertura di credito, può essere valutato sotto il profilo del contrasto con i suddetti principi, in quanto la banca abbia agito con la consapevolezza della insufficienza della garanzia e, quindi, senza la dovuta attenzione (anche) all’interesse del fideiussore.

(Enunciando il principio di cui in massima, la S.C. – nel confermare la sentenza del giudice di merito impugnata dal fideiussore – ha rilevato che, nella specie, l’affluire sul conto corrente del debitore principale, dopo il recesso del fideiussore, di rimesse ed accreditamenti con l’effetto di ridurre l’esposizione debitoria, ben poteva costituire indice idoneo ad ingenerare il ragionevole affidamento che la garanzia fosse adeguata e che il rapporto potesse proseguire senza pregiudizi per il fideiussore).

Cassazione civile sez. I, 09/07/2004, n.12685

Principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive

In tema di recesso del fideiussore da una fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente senza determinazione di durata, le rimesse attive affluite sul conto dopo il recesso del fideiussore e fino alla chiusura del rapporto creditizio non possono essere conteggiate isolatamente e separatamente a favore del garante in riduzione del saldo passivo esistente alla data del recesso medesimo, stante il principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive sia nel rapporto tra banca e cliente che in quello tra banca e garante, avendo i versamenti la funzione di ripristinare la disponibilità e di consentire, quindi, ulteriori prelievi.

Cassazione civile sez. I, 16/03/2004, n.5316

Rapporto tra fideiussore e creditore garantito

La mancata regolamentazione del rapporto tra fideiussore e creditore garantito nell’ipotesi di recesso del primo, non dà luogo a nullità del contratto di fideiussione, ma comporta solo che detti rapporti, non regolati pattiziamente, siano regolati dai principi di diritto in materia.

Cassazione civile sez. III, 04/02/2002, n.1444

Fideiussione prestata a garanzia di un conto corrente bancario

In ipotesi di fideiussione prestata a garanzia di un conto corrente bancario, il recesso del fideiussore produce l’effetto di cristallizzare l’obbligazione di garanzia: il fideiussore, conseguentemente, non dovrà rispondere delle obbligazioni assunte successivamente dal debitore principale nei confronti della banca, ed anzi, per l’accessorietà che connota la garanzia, potrà beneficiare delle rimesse operate dal correntista.

Corte appello Milano, 17/03/1998



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