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Recesso fideiussione: ultime sentenze

25 Maggio 2020
Recesso fideiussione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: recesso dal contratto di fideiussione; garanzia prestata per i debiti di un terzo; accertamento della validità del recesso dal contratto di fideiussione; mancata regolamentazione del rapporto tra fideiussore e creditore garantito nell’ipotesi di recesso del primo.

Contratto di fideiussione

Il recesso dal contratto di fideiussione opera soltanto pro futuro, con la conseguenza che il fideiussore non può più essere chiamato a garantire le nuove obbligazioni assunte dal debitore principale dopo la data del recesso, e non anche retroattivamente.

È noto infatti che, il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce (unicamente, ndr) l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

Corte appello Brescia sez. I, 07/02/2019, n.246

Recesso del fideiussore

In tema di recesso del fideiussore da una fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente senza determinazione di durata, le rimesse attive affluite sul conto dopo il recesso del fideiussore e fino alla chiusura del rapporto creditizio non possono essere conteggiate separatamente a favore del garante in riduzione del saldo passivo esistente alla data del recesso medesimo, stante il principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive sia nel rapporto tra banca e cliente che in quello tra banca e garante, avendo i versamenti la funzione di ripristinare la disponibilità e di consentire, quindi, ulteriori prelievi.

Tribunale Arezzo, 31/01/2014, n.31

Lettera di recesso spedita dal fideiussore

La lettera raccomandata – anche in mancanza dell’avviso di ricevimento – costituisce prova certa della spedizione attestata dall’ufficio postale attraverso la ricevuta, da cui consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell’atto al destinatario e di conoscenza ex art. 1335 c.c. dello stesso, per cui spetta al destinatario l’onere di dimostrare di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di acquisire la conoscenza dell’atto.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito per non avere verificato se la lettera di recesso spedita dal fideiussore era pervenuta alla banca nel tempo ragionevolmente necessario a garantire l’operatività del diritto di recesso dal rapporto di fideiussione, così come contrattualmente previsto).

Cassazione civile sez. I, 19/08/2016, n.17204

Apertura di credito bancario in conto corrente

Il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

Tribunale Savona, 06/11/2012

Rapporto tra fideiussore e creditore garantito

La mancata regolamentazione del rapporto tra fideiussore e creditore garantito nell’ipotesi di recesso del primo, non dà luogo a nullità del contratto di fideiussione, ma comporta solo che detti rapporti, non regolati pattiziamente, siano regolati dai principi di diritto in materia.

Cassazione civile sez. III, 04/02/2002, n.1444

Validità del recesso dal contratto di fideiussione

La domanda proposta dal fideiussore del fallito nei confronti del soggetto garantito, allo scopo di ottenere l’accertamento della validità del recesso dal contratto di fideiussione, e la riconvenzionale eventualmente proposta dal garantito nei confronti del garante non sono soggette al procedimento ed al rito speciale di verificazione del passivo, in quanto non hanno ad oggetto crediti concorsuali, dato che riguardano rapporti intercorrenti tra soggetti terzi rispetto al fallito e l’accertamento di un credito che non è destinato ad essere soddisfatto sul patrimonio fallimentare, restando esclusa la sussistenza di un litisconsorzio necessario tra creditore, debitore principale e fideiussore, poiché la relazione di accessorietà dell’obbligazione fideiussoria rispetto a quella principale non esclude la reciproca autonomia delle due obbligazioni.

Cassazione civile sez. I, 09/07/2005, n.14468

Rapporto di apertura di credito con il debitore principale

In tema di apertura di credito in conto corrente assistita da una garanzia personale, non è di per sè contrario ai principi di correttezza e buona fede nei confronti del fideiussore il comportamento della banca che, pur dopo il recesso del fideiussore medesimo, abbia mantenuto in vita il rapporto di apertura di credito con il debitore principale senza chiedere la sostituzione del garante o l’integrazione della garanzia. In tanto un tale comportamento della banca, che abbia proseguito nel rapporto di apertura di credito, può essere valutato sotto il profilo del contrasto con i suddetti principi, in quanto la banca abbia agito con la consapevolezza della insufficienza della garanzia e, quindi, senza la dovuta attenzione (anche) all’interesse del fideiussore.

(Enunciando il principio di cui in massima, la S.C. – nel confermare la sentenza del giudice di merito impugnata dal fideiussore – ha rilevato che, nella specie, l’affluire sul conto corrente del debitore principale, dopo il recesso del fideiussore, di rimesse ed accreditamenti con l’effetto di ridurre l’esposizione debitoria, ben poteva costituire indice idoneo ad ingenerare il ragionevole affidamento che la garanzia fosse adeguata e che il rapporto potesse proseguire senza pregiudizi per il fideiussore).

Cassazione civile sez. I, 09/07/2004, n.12685

Principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive

In tema di recesso del fideiussore da una fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente senza determinazione di durata, le rimesse attive affluite sul conto dopo il recesso del fideiussore e fino alla chiusura del rapporto creditizio non possono essere conteggiate isolatamente e separatamente a favore del garante in riduzione del saldo passivo esistente alla data del recesso medesimo, stante il principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive sia nel rapporto tra banca e cliente che in quello tra banca e garante, avendo i versamenti la funzione di ripristinare la disponibilità e di consentire, quindi, ulteriori prelievi.

Cassazione civile sez. I, 16/03/2004, n.5316

Fideiussione prestata a garanzia di un conto corrente bancario

In ipotesi di fideiussione prestata a garanzia di un conto corrente bancario, il recesso del fideiussore produce l’effetto di cristallizzare l’obbligazione di garanzia: il fideiussore, conseguentemente, non dovrà rispondere delle obbligazioni assunte successivamente dal debitore principale nei confronti della banca, ed anzi, per l’accessorietà che connota la garanzia, potrà beneficiare delle rimesse operate dal correntista.

Corte appello Milano, 17/03/1998

Apertura di credito in conto corrente e recesso del fideiussore 

Il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace.

L’obbligo del garante è limitato al pagamento di tale saldo anche qualora il debito dell’accreditato, al momento in cui la successiva chiusura del conto rende la garanzia attuale ed esigibile, risulti aumentato in dipendenza di operazioni posteriori, e senza che peraltro, ai fini della determinazione dell’ambito della prestazione dovuta dal garante, possa aversi una considerazione delle ulteriori rimesse dell’accreditato separata e diversa rispetto ai prelevamenti dallo stesso operati, e ciò stante l’unitarietà e l’inscindibilità del rapporto tra banca e cliente. Solo se il saldo esistente alla chiusura del rapporto di apertura di credito sia inferiore a quello esistente al momento del recesso del fideiussore, si verifica una corrispondente riduzione dell’obbligazione fideiussoria, in applicazione della regola sancita dall’art. 1941, comma 1, c.c., per cui la fideiussione non può eccedere l’ammontare dell’obbligazione garantita.

Cassazione civile sez. I, 15/06/2012, n.9848


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