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Disconoscimento della firma: ultime sentenze

15 Giugno 2020
Disconoscimento della firma: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: processo tributario; disconoscimento della firma e impugnazione atto impositivo fondato su scrittura privata; verificazione della scrittura privata.

Disconoscimento della firma nel processo tributario

Nel processo tributario, in forza del rinvio operato dal d.lg. n. 546 del 1992, art. 1 comma 2, alle norme del codice di procedura civile, trova applicazione l’istituto di cui all’art. 214 c.p.c. e ss., con la conseguenza che, in presenza del disconoscimento della firma – la cui tempestività, in forza della struttura del giudizio tributario, deve valutarsi con riferimento alla proposizione del ricorso con cui è impugnato l’atto impositivo fondato sulla scrittura privata – il giudice ha l’obbligo di accertare l’autenticità delle sottoscrizioni, altrimenti non utilizzabili ai fini della decisione, ed a tale accertamento procede ove ricorrano le condizioni per l’esperibilità della procedura di verificazione

Cassazione civile sez. trib., 06/04/2020, n.7689

Verificazione della scrittura privata

Nel processo tributario, in forza del rinvio operato dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992 alle norme del codice di procedura civile, trova applicazione l’istituto di cui all’art. 214 c.p.c. e segg., con la conseguenza che, in presenza del disconoscimento della firma – la cui tempestività deve valutarsi con riferimento alla proposizione del ricorso con cui è impugnato l’atto impositivo fondato sulla scrittura privata – il giudice ha l’obbligo di accertare l’autenticità delle sottoscrizioni, altrimenti non utilizzabili ai fini della decisione, ed a tale accertamento procede ove ricorrano le condizioni per l’esperibilità della procedura di verificazione, attivando, in caso positivo, i poteri istruttori nei limiti delle disposizioni speciali dettate per il contenzioso tributario. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha ritenuto tardivo il disconoscimento della firma per girata apposta su un assegno effettuato solo in sede di udienza di trattazione).

Cassazione civile sez. trib., 17/05/2019, n.13333

Opposizione a decreto ingiuntivo

Nell’opposizione a decreto ingiuntivo il disconoscimento della firma apposta nelle bolle di consegna effettuato dall’opponente è privo di effetto giuridico quando non è stato effettuato in modo chiaro e specifico e non contiene un’articolata dichiarazione di diversità della firma.

Tribunale Milano sez. IV, 04/12/2014, n.14459

Ricorso per decreto ingiuntivo

A seguito del disconoscimento della firma apposta sull’accordo commerciale avvenuto con l’opposizione a decreto ingiuntivo e della mancata richiesta della verificazione della sottoscrizione, il contratto depositato in atti nella fase monitoria perde la sua efficacia causale e cartolare per cui non può ritenersi provato il credito posto a fondamento del ricorso per decreto ingiuntivo.

Tribunale Nocera Inferiore, 06/03/2013, n.208

Disconoscimento della scrittura privata regolato dal codice di procedura civile

Nel processo tributario, in forza del rinvio operato dall’art. 1, comma 2, d.lg. 31 dicembre 1992 n. 546, alle norme del codice di procedura civile, trova applicazione l’istituto del disconoscimento delle scritture private, con la conseguenza che, in presenza del disconoscimento della firma (nella specie, di un assegno bancario), il giudice ha l’obbligo di accertare l’autenticità delle sottoscrizioni, essendogli altrimenti precluso tenerne conto ai fini della decisione, e a tale accertamento procede ove ricorrano le medesime condizioni che il codice di rito prescrive per l’esperibilità della procedura di verificazione nonché, in caso positivo, con l’esercizio dei poteri istruttori e nei limiti delle disposizioni speciali dettate per il processo tributario.

Cassazione civile sez. trib., 31/03/2011, n.7355

Il disconoscimento della firma del convenuto-debitore

Essendo la messa in mora un mero atto giuridico, è sufficiente che l’intimazione di pagamento pervenga nella sfera di conoscenza dell’opponente per produrre la messa in mora del debitore. Pertanto, una volta dimostrato che la lettera di messa in mora è pervenuta al domicilio del convenuto, era onere di quest’ultimo fornire la prova di non averne avuto notizia senza colpa (art. 1335 c.c.).

A tal fine non è sufficiente il disconoscimento della firma del convenuto-debitore apposta sull’avviso di ricevimento della raccomandata in messa in mora. Infatti, essendo la raccomandata pervenuta all’indirizzo del convenuto, la cartolina avrebbe potuto venire validamente firmata anche da persona diversa dal convenuto, rinvenuta presso il suo domicilio. Si deve infatti presumere che l’atto sia giunto a conoscenza del destinatario, essendo pervenuto all’indirizzo dello stesso e non essendovi prova di una mancata ed incolpevole conoscenza ai sensi dell’art. 1335 c.c.

Tribunale Milano sez. X, 13/02/2009, n.1967

Disconoscimento della firma di una scrittura privata

Mentre il disconoscimento della firma di una scrittura privata prodotta in giudizio deve essere immediato, operando altrimenti la decadenza prevista dall’art. 215 n. 2 c.p.c., invece nel caso di produzione di copia fotostatica, la dichiarazione di non conformità della copia all’originale è equiparabile ad un’ordinaria eccezione, che si può addurre nel corso dell’intero giudizio di merito, in primo grado o in appello, senza che si verifichi decadenza alcuna.

Cassazione civile sez. I, 17/06/1985, n.3632

L’onere di dimostrare che la scrittura non è stata contraffatta

Il soggetto contro il quale è prodotta una scrittura privata che voglia impedire il riconoscimento, deve operarne il disconoscimento, ponendo così a carico della controparte l’onere di dimostrare che la scrittura non è stata contraffatta e proviene invece effettivamente dal suo autore.

Nel processo tributario, in forza del rinvio operato dall’art.1, comma 2, del D. Lgs. n.546 del 1992 alle norme del codice di procedura civile, trova applicazione l’istituto di cui all’art.214 c.p.c. e segg., con la conseguenza che, in presenza del disconoscimento della firma -la cui tempestività deve valutarsi con riferimento alla proposizione del ricorso con cui è impugnato l’atto impositivo fondato sulla scrittura privata – la parte che abbia prodotto una scrittura privata, la cui sottoscrizione sia stata tempestivamente disconosciuta da colui che ne appare l’autore, contro il quale è prodotta, non può avvalersene, come prova della propria pretesa, in mancanza di verificazione a norma dell’art.216 c.p.c..

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. X, 26/02/2020, n.1099



6 Commenti

  1. C’è chi inizia dalle scuole ad imitare la firma dei propri genitori per poi arrivare a imbrogliare nella firma dei contratti seri… Io e mio marito ci siamo separati. Quell’infame mi faceva firmare delle carte, io sinceramente non leggevo perché mi fidavo di lui… Praticamente, il furbetto non è che mi copiava la firma ma mi imbrogliava. Ora, mi ha tolto un po’ di soldi per intestarsi un paio di cose… Non l’avrei mai detto. Mi sono rivolta ad un professionista, ma credo sia impossibile andare a dimostrare le sue cattive intenzioni e la mia ingenuità

    1. Chi firma un documento ne fa proprio il contenuto; dichiara, cioè, che la scrittura gli appartiene e vuole che, su di sé, si producano i relativi effetti. Ecco perché, secondo il codice civile [1], la scrittura privata «fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta se colui contro il quale è prodotta ne riconosce la sottoscrizione ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta». La traduzione di questo articolo in linguaggio pratico e comune può essere riassunta nel seguente modo:
      se l’autore riconosce la firma come propria, essa non può più essere contestata, se non con un particolare procedimento che si chiama «querela di falso», particolarmente complesso in quanto richiede un’apposita causa innanzi al giudice;
      la stessa conclusione vale se la firma è stata autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale: anche in questo caso essa fa piena prova della sua autenticità, salvo che l’autore proponga la predetta querela di falso;
      se però il presunto autore della scrittura non riconosce la firma come propria (e, quindi, disconosce di essere l’autore della scrittura stessa), spetta alla controparte dimostrare l’autenticità della sottoscrizione;
      invece per tutti gli atti pubblici (quelli cioè redatti da notaio o altro pubblico ufficiale) vale il principio opposto: la firma si presume sempre essere reale (del resto è anche questa la funzione del pubblico ufficiale: controllare la corrispondenza di chi firma con l’identità del nome e cognome riportato sul documento). Pertanto chi la vuole disconoscere non può limitarsi a una generica contestazione, lasciando la prova contraria all’avversario (come invece nelle scritture private), ma deve avviare la «querela di falso», ossia una causa apposita.

  2. Il mio ex soffriva di diepdenza da gioco d’azzardo..Io non mi ero accorta di nulla. Lui usciva sempre dicendo che andava a lavorare e mi faceva firmare carte dicendo che servivano per pagare il mutuo… Poi, dopo la separazione, mi sono accorta che lui aveva imitato la mia firma su atti chiaramente non firmati da me. Poi, c’è stata una consulenza grafologica che ha dimostrato la falsità della firma. Che sciocca io a fidarmi di lui e che ignorante lui pensando di non essere mai sgamato

    1. Ti consigliamo di leggere i nostri articoli a riguardo:
      -Gioco d’azzardo patologico: sintomi, cause e cure Quando il vizio del gioco diventa una dipendenza? Come viene percepita la “quasi vincita” dal giocatore d’azzardo patologico? Come uscire dal gioco d’azzardo patologico? Il gioco d’azzardo è legale? Chi ha debiti di gioco è costretto a pagare? Per scoprirlo, leggi questo articolo https://www.laleggepertutti.it/304915_gioco-dazzardo-patologico-sintomi-cause-e-cure
      -Gioco d’azzardo: ultime sentenze https://www.laleggepertutti.it/280412_gioco-dazzardo-ultime-sentenze
      -Disconoscimento del contratto o di altra scrittura privata https://www.laleggepertutti.it/122756_disconoscimento-del-contratto-o-di-altra-scrittura-privata

  3. C’è un testamento che mio nonno ha redatto poco tempo fa, ma ancora è in vita… lui mi aveva parlato del contenuto e mi ha detto di registrarlo perché non si fida di un paio di persone. Ed ha fatto bene… Aveva parlato di questo testamento anche ad altre persone. Abbiamo cercato di verificare se avrebbero potuto imbrogliarlo così l’abbiamo riposto in un cassetto… Poi, queste persone sono venute a trovarlo un giorno. Dopo qualche giorno, sono andato io e abbiamo verificato se il testamento di prima ci fosse ancora… Sorpresa sopresa. Quello di prima non c’era più e al posto suo c’era un altro con firma falsa. Allora li abbiamo scoperti e ora procederemo di conseguenza. Ci rivolgeremo a professionisti per farla pagare a questa gente infima. Parenti serpenti!

  4. Ma la gente perché aspetta di campare sulle spalle altrui e non prova adrasi da fare anziché sperare in un qualche testamento che gli riservi la fortuna della sua vita e nel frattempo stia a trascorrere il suo tempo da un bar all’altro…Alzatevi le maniche e andate a fare i nababbi coj i soldi vostri e non con quelli degli altri. C’è gente che spera nella morte dei propri parenti per andarea vivere nella casa che riceveranno per testamento e c’è chi falsifica la firma dei testatori per cercare di imbrogliare sulle ultime volontà della persona… Ma non vi vergognate?

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