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Pensione anticipata in deroga

6 Maggio 2020 | Autore:
Pensione anticipata in deroga

Quota 100, opzione donna, lavori usuranti e precoci: quali sono le pensioni che consentono un forte anticipo nell’uscita dal lavoro.

Si chiama pensione anticipata, ma l’anticipo che consente nell’uscita dal lavoro è relativo: la pensione anticipata ordinaria alla quale può accedere la generalità dei lavoratori iscritta all’Inps [1], difatti, richiede ben 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, oltre all’attesa di una finestra di 3 mesi. Un traguardo che può essere raggiunto prima della maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia solo se si è iniziato a lavorare molto presto e continuativamente, senza interruzioni di carriera.

Nel nostro ordinamento sono però previste specifiche disposizioni che stabiliscono requisiti di accesso alla pensione anticipata più leggeri, come nel caso dell’opzione donna, della pensione anticipata per i lavoratori usuranti, della pensione di anzianità per i lavoratori precoci e della pensione Quota 100.

Si tratta, in pratica, di diverse tipologie di pensione anticipata in deroga. Due di questi trattamenti sono sperimentali, cioè sono previsti per un periodo di tempo limitato: si tratta di opzione donna e quota 100.

Gli altri due trattamenti, ossia le pensioni per i lavoratori precoci e gli addetti ai lavori usuranti, sono strutturali, cioè sono previsti in via permanente, a meno che una nuova legge non li “cancelli”: i requisiti, tuttavia, potrebbero essere adeguati alla speranza di vita dal 1°gennaio 2027.

In ogni caso, in base al principio di cristallizzazione dei requisiti, una volta perfezionate le condizioni richieste per il trattamento, questo può essere richiesto anche in un momento successivo, anche qualora la deroga non sia più prevista. Ma procediamo con ordine.

Pensione anticipata con opzione donna

Fra le prime deroghe tutt’ora applicabili introdotte dalla riforma “Fornero” troviamo quella riferita alla cosiddetta opzione donna [2].

Si tratta di una pensione di anzianità che inizialmente poteva essere raggiunta con 35 anni di contribuzione e 57 anni di età per le lavoratrici dipendenti, elevati a 58 anni di età per le lavoratrici autonome, in cambio del ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

Il trattamento, previsto in via sperimentale, è stato prorogato da diversi provvedimenti, da ultima la legge di Bilancio 2020. Ad oggi, possono accedere alla pensione con l’opzione donna le lavoratrici che al 31 dicembre 2019, oltre a far valere i 35 anni di contribuzione, hanno compiuto l’età di:

  • 58 anni se lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni se lavoratrici autonome.

Stabilita la data in cui risultano perfezionati i requisiti, per la decorrenza della pensione devono poi trascorrere 12 mesi di finestra per le lavoratrici dipendenti e i 18 mesi per le lavoratrici autonome.

La pensione così conseguita viene calcolata col sistema interamente contributivo: il trattamento non è però considerato conseguito nel regime contributivo a tutti gli effetti, in quanto si può applicare l’integrazione al minimo. Qui la Guida al calcolo contributivo della pensione.

Pensione anticipata per gli addetti ai lavori usuranti

Un’altra possibilità di accesso alla pensione in deroga all’anticipata Fornero è quella prevista per gli addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni.

Questa pensione di anzianità si può raggiungere con un minimo di 35 anni di contributi e di 61 anni e 7 mesi di età.

Nel dettaglio, per ottenere la pensione di anzianità, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti, validi sino al 31 dicembre 2026 (non si applicano sino a questa data gli adeguamenti alla speranza di vita):

  • quota (somma di età e contribuzione) pari a 97,6, con:
  • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
  • almeno 35 anni di contributi.

Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno:

  • per i lavoratori notturni che prestano attività per almeno 78 notti l’anno è richiesta una anzianità contributiva di almeno 35 anni, associata ad un’età di almeno 61 anni e 7 mesi, nonché il raggiungimento di una quota derivante dalla sommatoria dei due requisiti pari a 97,6;
  • per i lavoratori notturni che prestano attività per un numero di notti compreso fra 72 e 77 notti l’anno sono richiesti 35 anni di contributi ed almeno 62 anni e 7 mesi di età, nonché il raggiungimento di una quota pari a 98,6;
  • per i lavoratori notturni che prestano attività per un numero di notti compreso fra 64 e 71 notti l’anno sono richiesti 35 anni di contributi ed almeno 63 anni e 7 mesi di età, nonché il raggiungimento di una quota pari a 99,6.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno. Per il riconoscimento del beneficio deve essere presentata un’apposita istanza preventiva all’Inps.

Per saperne di più: Pensione addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni.

Pensione anticipata per i lavoratori precoci

La pensione per i lavoratori precoci spetta, in presenza di 41 anni di contributi, a coloro che appartengono a specifiche categorie tutelate, possiedono contribuzione anteriore al 1996 e hanno svolto attività lavorative prima del compimento del 19° anno di età per almeno 12 mesi.

Fanno parte delle categorie destinatarie del beneficio i lavoratori:

  • licenziati, dimessi per giusta causa o con risoluzione consensuale, che abbiano esaurito da almeno 3 mesi gli ammortizzatori sociali;
  • che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni.

Per i pensionati vige il divieto di svolgere qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma durante il periodo in cui opera l’anticipazione: il limite decade nel momento in cui l’interessato raggiunge il requisito teorico per la pensione anticipata secondo le regole della riforma Fornero (come osservato, 42 anni e 10 messi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Per il riconoscimento del beneficio deve essere presentata un’apposita istanza preventiva all’Inps. Si applica una finestra pari a 3 mesi, a partire dalla maturazione dei 41 anni di contributi.

Pensione anticipata Quota 100

Il pensionamento anticipato con quota 100 è previsto in via sperimentale per il triennio 2019-2021.

Per beneficiare del trattamento è necessario perfezionare i seguenti requisiti:

  • un’età non inferiore a 62 anni;
  • un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni; ai fini dell’anzianità contributiva, è anche necessario che sussista, presso specifiche gestioni, il requisito di 35 anni di contributi “al netto” dei contributi figurativi accreditati a copertura di periodi di disoccupazione o di malattia e infortunio; ai fini del raggiungimento dei 38 anni di contribuzione è possibile cumulare i versamenti accreditati presso gestioni diverse, ad esclusione delle casse professionali.

Anche alla pensione di quota 100 si applica il meccanismo di differimento della decorrenza attraverso le cosiddette finestre, che però si differenziano a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore:

  • per i dipendenti di aziende, enti o professionisti del settore privato la finestra è di 3 mesi (la prima applicata è quella del 1° aprile 2019);
  • per i dipendenti pubblici la finestra è di 6 mesi (la prima applicata è quella del 1° agosto 2019), salvo i lavoratori del comparto Scuola e Afam, ai quali si applica la finestra annuale.

Fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, la pensione di quota 100 non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo in Italia o all’estero, fatta eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro lordi annui.

Sono escluse dal divieto di cumulo specifiche tipologie reddituali. Per approfondire: Pensione quota 100.


note

[1] Art.24 co. 10 DL 201/2011.

[2] Art. 1 co. 9 L. 243/2004.


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