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Coronavirus: Governo in crisi sul decreto Maggio

6 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: Governo in crisi sul decreto Maggio

Dibattito acceso all’interno della maggioranza su lavoratori in nero, contributi alle imprese e reddito di emergenza. Intanto, imprese e famiglie attendono.

La bozza del decreto Maggio c’è. Manca, però, la cosa più importante: l’accordo all’interno del Governo per dare il via libera al provvedimento che dovrebbe portare ulteriori aiuti a imprese e famiglie in difficoltà per le conseguenze dell’emergenza coronavirus.

La maggioranza non è compatta, e questo è un guaio non solo per Giuseppe Conte ma, soprattutto, per chi attende quegli aiuti da quando si parlava di decreto Aprile. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, aveva promesso l’approvazione tra oggi e domani, ma la discussione su alcuni punti è ancora in alto mare.

Gli ostacoli principali sono tre. Il primo, la proposta della ministra renziana delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, di regolarizzare braccianti, colf e badanti in nero, cioè circa 600mila lavoratori che oggi operano sottobanco. Al Movimento 5 Stelle l’idea di inserire questa sorta di sanatoria nel decreto Maggio non piace: vorrebbe un provvedimento ad hoc.

Si litiga anche sulla proposta avanzata proprio dai grillini di fare un intervento diretto dello Stato nel capitale delle imprese. E, ovviamente, a piantare il muso duro sono proprio i renziani.

Infine, il reddito di emergenza, cioè l’assegno di 400 euro per i single o fino a 800 euro per i nuclei familiari più numerosi che sono socialmente più deboli o che non percepiscono altri sussidi. La discussione si basa sull’opportunità di erogarlo una sola volta oppure per più mensilità, come piacerebbe ai pentastellati.

Ci sono, però, altri nodi da risolvere, come ad esempio la proposta del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, di rivedere i contratti collettivi per arrivare a far lavorare i dipendenti di meno a parità di stipendio. Non per fare un favore ai lavoratori, ma per utilizzare le ore decurtate in attività di formazione. Ulteriori proposte da mettere ancora a fuoco, la proroga di tre mesi del divieto di licenziamenti ed il meccanismo più svelto per il pagamento della cassa integrazione in deroga.

Intanto, e dopo avere incontrato i sindacati, il Governo si prepara al colloquio di questa mattina con gli imprenditori di Confindustria, Confapi e Confesercenti. Ma ci sarà tempo anche per ulteriori verifiche tra i rappresentanti dei partiti di maggioranza. L’obiettivo: venirne a una il prima possibile cercando di non buttare all’aria il lavoro fatto fin qui.


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