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Come contestare una multa con targa errata

6 Agosto 2020 | Autore:
Come contestare una multa con targa errata

Errori materiali commessi nella redazione del verbale: è sempre possibile fare ricorso? Vizi formali e sostanziali della multa: differenza. Ricorso al prefetto.

Quando il postino si avvicina alla porta della nostra abitazione con una busta verde tra le mani, sappiamo che dobbiamo cominciare a temere. Generalmente abbinato alla speranza, questo colore rappresenta in realtà un problema quando riferito alle notifiche, in quanto molte volte la lettera che ci viene consegnata è una multa stradale. Con questo articolo vorrei aiutarti a comprendere come contestare una multa quando la targa indicata è errata.

Mettiamo il caso che ti venga consegnato un verbale redatto dalla polizia stradale a seguito di violazione dei limiti di velocità in autostrada. Leggendo la multa ti accorgi sin da subito che tutti i dati riportati (nome, cognome, residenza, tipo di veicolo, ecc.) sono tuoi, tranne che per quello che concerne la targa della vettura. Cosa fare in un caso del genere? Come fare ricorso contro una multa con targa sbagliata?

Facciamo un altro esempio. Ti viene contestato immediatamente il transito in un’area ztl; nel redigere il verbale, l’agente della polizia stradale, per mera distrazione, sbaglia ad indicare la targa della tua vettura.  Come difendersi da un semplice errore materiale? Conviene impugnare il verbale innanzi al prefetto oppure davanti al giudice di pace? È ciò che ti spiegherò se avrai la pazienza di seguirmi per dieci minuti.

Vizi formali verbale: cosa sono?

È possibile che l’autorità (polizia stradale, carabinieri, polizia di Stato, ecc.) che ha rilevato l’infrazione stradale abbia sbagliato a redigere il verbale: ad esempio, ha riportato un numero di targa errato, oppure un modello del veicolo diverso da quello che effettivamente è.

Questi errori materiali commessi nella redazione del verbale di violazione del codice della strada prendono il nome di vizi formali. Si tratta di imperfezioni della multa che sono comunque idonei a invalidare la stessa.

I vizi sono formali perché non riguardano il fatto in sé per sé (che è comunque accaduto), ma semplicemente la compilazione del verbale. Facciamo alcuni esempi.

La polizia stradale contesta a Tizio di aver imboccato contromano una via a senso unico. Nel predisporre il verbale, l’agente commette un errore e riporta la targa del veicolo di Tizio in modo inesatto.

Caio non si ferma allo stop presente all’incrocio. Subito viene fermato dalle autorità che gli elevano un verbale di infrazione al codice stradale. L’agente accertatore, per la fretta, riporta un modello di veicolo diverso da quello posseduto da Caio.

Dunque, il verbale d’infrazione stradale presenta vizi formali quando è errato nei dati che riporta, pur essendo stata commessa la violazione delle norme del codice della strada.

Verbale: cosa deve esserci scritto?

Poiché i vizi formali di una multa sono quelli che riguardano la modalità di compilazione del verbale con cui si contesta l’infrazione, è necessario sapere quali indicazioni gli organi accertatori devono trascrivervi all’interno.

È chiaro che una multa con targa errata o completamente omessa possa essere impugnata, in quanto si tratta di errore su un elemento fondamentale della contravvenzione. L’errore sulla targa non è ovviamente l’unico vizio formale da cui può essere affetta la multa.

Nella multa (o meglio, nel verbale) l’autorità deve indicare:

  • data, ora e località nei quali la violazione è avvenuta;
  • generalità e residenza del trasgressore ed estremi della sua patente di guida, se immediatamente identificato;
  • indicazione del proprietario del veicolo, quando non sia stato immediatamente identificato il trasgressore;
  • tipo del veicolo e numero di targa;
  • citazione della norma violata;
  • sommaria descrizione del fatto;
  • eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione;
  • somma da pagare, termini e modalità di pagamento, ufficio o comando presso cui lo stesso può essere fatto e numero di conto corrente bancario o postale che può eventualmente essere usato;
  • eventuali sanzioni accessorie previste per l’infrazione (sospensione della patente, revoca, ecc.);
  • autorità competenti presso cui fare ricorso;
  • firma del trasgressore (se non rifiuta);
  • nominativo e firma degli agenti accertatori.

L’assenza di anche solo uno di questi elementi costituisce un vizio formale del verbale, tale da legittimare il ricorso per farne valere l’annullamento.

Targa sbagliata: il verbale si può sempre impugnare?

Non ogni vizio formale è idoneo ad invalidare la multa: lo è solamente quando dall’errore derivi una conseguenza importante, come ad esempio l’impossibilità di identificare il veicolo oppure il trasgressore.

In genere, l’indicazione di un numero diverso di targa comporta la nullità del verbale, a meno che dal resto della contravvenzione non sia chiaramente identificabile il conducente.

L’errore su un singolo numero, in presenza dell’esatta indicazione del modello dell’auto, del conducente e dei dati della relativa patente potrebbe non essere sufficiente a impugnare il verbale

L’errata indicazione della data di nascita della persona che ha violato il codice della strada diventa irrilevante se lo stesso è identificabile attraverso le altre indicazioni riportate nel verbale.

Vizi sostanziali multa: cosa sono?

I vizi sostanziali di un verbale di contravvenzione al codice della strada sono quelli che riguardano le modalità del fatto, cioè come è avvenuta la violazione: ad esempio, l’agente accertatore scrive che l’auto parcheggiava in uno stallo destinato ai disabili, quando in realtà le strisce erano bianche.

A differenze dei vizi formali, che riguardano aspetti più “superficiali” ma ugualmente importanti, quelli sostanziali riguardano proprio il merito della vicenda, cioè come i fatti si sono svolti.

Multa con targa sbagliata: come contestare?

La differenza che finora abbiamo visto tra vizi formali e vizi sostanziali della multa è molto importante per comprendere come contestare una multa con targa errata.

Contro una multa è possibile proporre sostanzialmente due tipi di impugnazioni: il ricorso al prefetto e quello al giudice di pace. Per il primo c’è tempo sessanta giorni dal momento della contestazione della multa, mentre per il secondo il termine è di trenta giorni, sempre dal momento della contestazione formale.

In entrambi i casi, sarà possibile fare ricorso senza la necessità di doversi avvalere di un avvocato: è possibile impugnare personalmente la multa viziata.

Il ricorso al prefetto è un rimedio di tipo amministrativo: si tratta infatti di un’impugnazione che si propone all’autorità che rappresenta il governo sul territorio. Il ricorso al giudice di pace, invece, è un tipico ricorso all’autorità giudiziaria.

La diversa natura delle due impugnazioni si riflette su molteplici aspetti: in particolare, mentre il ricorso al giudice di pace apre le porte a un procedimento civile in piena regola, con tutto ciò che ne consegue (pagamento del contributo unificato, possibilità di sentire testimoni, ecc.), il ricorso al prefetto si caratterizza per una trattazione molto più snella, veloce ed economica.

Multa con targa sbagliata: quale tipo di ricorso?

Poiché la multa con targa errata è il classico caso di verbale affetto da vizio formale, contro di esso è consigliabile proporre ricorso al prefetto. Ti spiego perché.

Il ricorso al prefetto[1] è consigliato per ogni tipo di vizio formale della multa: trattandosi di errore percepibile semplicemente dall’osservazione del verbale redatto dall’organo accertatore, esso sarà facilmente ravvisabile senza dover ricorrere a un giudice vero e proprio.

Detto in altre parole, il ricorso al giudice di pace è maggiormente indicato per i vizi sostanziali della multa, quelli che possono essere “smascherati” solamente a seguito di un’istruttoria ben condotta: si pensi alla necessità di ascoltare numerosi testi per giungere a comprendere la reale ricostruzione dei fatti.

Per i vizi formali, invece, non occorre alcuna istruttoria particolare: basterà scrivere nel ricorso che è stato indicato in maniera erronea il numero di targa e che, da ciò, non è possibile risalire al trasgressore, ovvero che manca qualsiasi altro elemento essenziale del verbale (ad esempio: l’indicazione del tratto di strada in cui è avvenuta l’infrazione; la taratura dell’apparecchio autovelox che ha rilevato l’eccesso di velocità; ecc.).

Ciò non significa che contro una multa con targa errata non sia possibile ricorrere al giudice di pace: la legge dà la possibilità al cittadino di potersi avvalere dell’una o dell’altra impugnazione indifferentemente. L’unica preclusione deriva dalla scelta del tipo di ricorso: i due rimedi, infatti, sono alternativi tra loro, per cui non è possibile fare ricorso al prefetto dopo averlo proposto al giudice di pace, e viceversa.

Ricorso al prefetto contro verbale con targa errata

Vediamo ora come fare ricorso al prefetto contro un verbale che riporta una targa errata.

Il ricorso, redatto personalmente, può essere spedito a mezzo raccomandata a/r direttamente alla sede della Prefettura oppure all’organo che ha predisposto materialmente il verbale (ad esempio, la sede della polizia municipale, ecc.); in quest’ultimo caso, saranno i verbalizzanti ad avere cura di trasmettere il ricorso al prefetto.

È possibile inviare il ricorso direttamente alla pec della prefettura o dell’organo accertatore. In questo caso, però, per evitare che il ricorso venga dichiarato inammissibile, occorre che l’indirizzo di posta elettronica certificata sia intestato direttamente al ricorrente, e che il ricorso sia firmato digitalmente dal medesimo.

Per redigere materialmente il ricorso al prefetto contro una multa con targa errata non occorrono formalità: è sufficiente spiegare i motivi dell’impugnazione e chiedere espressamente l’annullamento della multa.

Al ricorso va allegata copia del verbale di contestazione dell’infrazione stradale, nonché ogni altro tipo di documentazione che si ritiene che il prefetto debba esaminare: pensa, ad esempio, al ticket del parcheggio che dimostri come la sosta negli stalli blu fosse avvenuta regolarmente.

All’interno del ricorso al prefetto è possibile chiedere l’audizione personale: in questo caso, il prefetto, prima di decidere, dovrà obbligatoriamente convocare il ricorrente per sentirlo di persona.

Nell’ipotesi di richiesta di audizione personale, i termini per decidere il ricorso restano sospesi per tutto il tempo da quando il ricorrente riceve la convocazione, fino al giorno fissato per lo svolgimento dell’audizione (anche in caso di mancata presentazione dell’interessato convocato).

Prefetto: entro quanto tempo decide sul ricorso?

Il prefetto decide sul ricorso entro 180 giorni dalla spedizione (o presentazione) del ricorso all’organo accertatore, oppure 210 giorni se il ricorso è stato spedito dal ricorrente direttamente al prefetto.

Nel caso in cui, in tali termini, non giunga alcuna risposta, allora il ricorso deve intendersi accolto, con esito favorevole per il ricorrente.

Se invece, entro i termini anzidetti, il ricorso è espressamente rigettato, l’organo accertatore provvederà, entro 150 giorni, a notificare al ricorrente il provvedimento di rigetto e, contestualmente, un’ordinanza di ingiunzione di pagamento.

Devi sapere, infatti, che quando il prefetto respinge un ricorso, al ricorrente è ingiunto il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo edittale previsto l’infrazione al codice della strada.

In caso di notifica oltre il termine previsto (150 giorni), si estingue l’obbligo di pagare la somma dovuta.


note

[1] Art. 203 c.d.s.

Autore immagine: Canva.com


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