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Con quali farmaci non si può bere?

5 Agosto 2020 | Autore: Roberta Jerace
Con quali farmaci non si può bere?

Pericoli dell’interazione tra farmaci e alcool; guida in stato di ebbrezza.

Le interazioni tra farmaci e alcool possono essere imprevedibili e portare anche a conseguenze molto pericolose. Non è una novità, ad esempio, che molte star abbiano rischiato la vita o siano morte proprio a causa dell’assunzione contemporanea di barbiturici e alcolici. È quindi opportuno chiedersi: con quali farmaci non si può bere?

Le classi di medicinali interessate da questa interazione sono moltissime, tra queste si annoverano antibiotici, antidepressivi, antinfiammatori, antistaminici, anticoagulanti e molti altri. Gli effetti collaterali possono comportare una diminuzione dell’effetto farmacologico o al contrario un’accentuazione della potenza dei medicinali. Molti farmaci, inoltre, se accompagnati da un semplice bicchiere di vino possono portare all’innalzamento dell’alcolemia, meglio in tal caso essere informati anche sulle conseguenze dell’alcoltest effettuato durante lo stato d’ebbrezza.

Pericoli dell’interazione tra farmaci e alcool

Il corpo viene sottoposto a una notevole sofferenza se si assumono medicinali e alcool contemporaneamente, questo stress dell’organismo va in tutti i casi evitato perché le interazioni sono pericolose e imprevedibili. L’alcol etilico, infatti, può potenziare gli effetti collaterali e alterare il funzionamento dei farmaci.

Per capire come si generano questi effetti è bene far caso a come si comportano i medicinali nel nostro organismo. I farmaci vengono processati a livello epatico attraverso gli enzimi che sono implicati anche nello smaltimento dell’alcool.

Se l’organo è impegnato a disfarsi delle sostanze alcoliche, si può verificare un sovraddosaggio dei farmaci che verranno, quindi, processati più lentamente; in questo modo, si produrrà un generale sovraccarico del fegato. Invece in chi è abituato al consumo di sostanze alcoliche in una certa misura, grazie a un aumento dell’attività enzimatica nel fegato, potrà incorrere in uno smaltimento eccessivamente veloce dei farmaci con la conseguenza di una diminuzione dell’efficacia terapeutica.

Un’altra delle interazioni più pericolose con i farmaci è quella a carico del sistema nervoso. Il consumo concomitante di molti medicinali con l’alcool può portare, ad esempio, a una depressione respiratoria e a uno stato di scarsa vigilanza che comporta rischi nell’utilizzo di automobili e macchinari. Gli effetti, inoltre, possono essere ancora più gravi in caso di stress, stanchezza e mancanza di sonno; in questi casi, infatti, reazioni e percezioni possono essere ulteriormente rallentate.

Se non vuoi rinunciare a bere un buon bicchiere di vino durante un periodo di cura farmacologica (se i termini di questa cura lo consentono) la regola fondamentalmente è quella di bere con moderazione. Di norma, si intende con moderazione un bicchiere di vino per le donne e le persone anziane e massimo due bicchieri per gli uomini. In ogni caso, è bene leggere con attenzione il foglietto illustrativo e consultare il proprio medico curante.

Con quali farmaci non si può bere

Molti ritengono che le interazioni tra alcool e medicinali riguardino solo alcune categorie di farmaci e ignorano che l’interferenza può avvenire anche con molte medicine di uso quotidiano.

Vediamo perciò quali sono le principali classi farmacologiche che comportano dei rischi da combinazione con l’alcool:

  • l’interazione tra alcool e calmanti è tra le più pericolose. Farmaci come antidepressivi, antiepilettici, antipsicotici o benzodiazepine esercitano la loro azione sul sistema nervoso centrale e l’alcool può aumentare gli effetti sedativi di questi farmaci portando potenzialmente a problemi come la riduzione della vigilanza, l’alterazione della capacità di giudizio e persino al coma;
  • il consumo di alcool e antistaminici, utilizzati per le allergie, può portare a una interferenza con la metabolizzazione dell’alcool. In questo caso, gli effetti collaterali possono risolversi nel fastidioso aumento del senso di sonnolenza, ma anche nel rallentamento dei riflessi e influenzare notevolmente lo stato di veglia;
  • antibiotici e alcool sono un altro mix da evitare. Alcuni antibiotici come le cefalosporine, infatti, inibiscono l’azione degli enzimi preposti alla scomposizione delle sostanze alcoliche che rimangono in circolo diventando tossiche e portando potenzialmente a sintomi come vomito, nausea, irritazione della pelle ma anche palpitazioni e abbassamento della pressione. In altre classi di antibiotici il contenuto di tiramina può comportare un improvviso e pericoloso aumento della pressione. La maggior parte degli antibiotici consiglia nel proprio bugiardino di attendere tre giorni prima di consumare alcolici;
  • i farmaci anticoagulanti assunti con sostanze alcoliche possono essere resi inefficaci e portare a sanguinamenti pericolosi se non viene sospeso l’uso di alcool. I farmaci ipertensivi come diuretici, ace-inibitori e beta-bloccanti assunti con alcolici possono generare un aumento della pressione e in generale ridurre gli effetti antipertensivi; mentre se si esagera con il bere si possono osservare fenomeni opposti di ipotensione fino addirittura alla sincope;
  • alcool e antinfiammatori hanno entrambi un’azione lesiva delle mucose gastriche, oltre quindi ad assumere a stomaco pieno i fans (antinfiammatori non steroidei) come aspirina e ibuprofene, è bene non assumerli in concomitanza con l’alcol per evitare il sanguinamento gastrico. Invece il paracetamolo, che oltre ad essere usato come antinfiammatorio e anche utilizzato frequentemente come antipiretico, se assunto con alcool può portare a gravi danni al fegato;
  • alcuni farmaci antidiabetici assunti insieme all’alcool possono generare una crisi ipoglicemica e la conseguente alterazione dell’orientamento e della lucidità mentale. Questo accade perché gli antidiabetici vengono potenziati dall’alcool; infatti, basta un solo bicchiere a scatenare l’ipoglicemia acuta in chi è insulinodipendente. I farmaci a base di metformina combinati con alcolici, invece, influiscono negativamente sul metabolismo individuale e aumentano il rischio di acidosi lattica oltre a quello di ipoglicemia;
  • l’assunzione di alcool e antifungini come la griseofulvina va ridotto poiché può causare vampate di calore e tachicardia;
  • il connubio tra antiacidi e alcool è sconsigliabile per diversi motivi. I farmaci che accelerano la motilità o lo svuotamento gastrico e i farmaci antiulcera possono favorire l’innalzamento dell’alcolemia (è quindi un fattore da tenere in considerazione se ci si vuole mettere alla guida). Mentre i farmaci che proteggono la mucosa gastrica possono trovare negli alcolici un elemento in grado di contrastare l’azione protettiva di questi medicinali.

Guida in stato di ebbrezza

Non ci sono dubbi che molti farmaci se assunti in concomitanza con alcolici possano portare a un aumento dell’alcolemia nel sangue e dell’alterazione delle percezioni che rendono la guida pericolosa per chi è al volante e per gli altri. È bene conoscere, quindi, quali sono le conseguenze dell’alcoltest effettuato in stato di ebbrezza.

La guida in stato di ebbrezza diventa reato se l’alcol trovato nel sangue del conducente è superiore alla soglia di 0,8 grammi per litro. Invece, tra 0,51 e 0,8 g/l di tasso alcolemico le conseguenze non sono penali, ma solo amministrative: si rischia cioè una sanzione da 527 a 2.108 euro, la decurtazione di 10 punti dalla patente e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Se il tasso di alcol si attesta tra 0,81 e 1,5 g/l scatta il reato di guida in stato di ebbrezza e il conseguente procedimento penale: il conducente rischia una sanzione da 800 e 3.200 euro e l’arresto fino a sei mesi. Mentre se i valori superno gli 1,5 g/l, la sanzione va da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da 6 mesi a 1 anno.



Di Roberta Jerace


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