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Come contestare una multa mai notificata

7 Agosto 2020 | Autore:
Come contestare una multa mai notificata

Come comportarsi quando viene richiesto il pagamento di una multa di cui si ignorava l’esistenza? Ecco tutto quello che bisogna sapere.

Hai ricevuto la notifica di una cartella esattoriale e, dopo averla esaminata attentamente, hai scoperto che si riferisce ad una multa di cui ignoravi l’esistenza. Sei una persona molto precisa e sai che, se la contravvenzione ti fosse stata notificata, l’avresti subito pagata; oppure, se l’avessi ritenuta ingiusta, avresti fatto ricorso. Una cosa è certa: non l’avresti dimenticata. E’ trascorso un bel po’ di tempo dalla contravvenzione e non sai come comportarti. Pensi che, probabilmente, dovresti impugnare la multa, ma non sai come fare. Non preoccuparti: leggi i miei suggerimenti e saprai come contestare una multa mai notificata.

Quando viene notificata una cartella esattoriale?

I debiti verso la Pubblica Amministrazione (che si tratti dello Stato, della Regione, del Comune o di un altro ente pubblico) possono essere di vario tipo. I più comuni derivano dalle imposte e dalle multe.

Ogni debito deve essere pagato entro un certo termine stabilito dalla legge; nel caso delle multe, entro 60 giorni dalla notifica. Se questo non avviene l’ente creditore procede alla formazione del ruolo: si tratta dell’inserimento del debitore in un elenco di soggetti che devono denaro all’amministrazione. Il ruolo viene, quindi, trasmesso all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che ha il compito di procedere al recupero coattivo (cioè forzato, anche contro la volontà del debitore) delle somme dovute.

Il primo atto dell’Agenzia delle Entrate – riscossione è proprio la notifica al debitore della cartella esattoriale, un documento che contiene l’indicazione degli importi che devono essere pagati: la somma originaria aumentata di interessi e sanzioni.

Cartella esattoriale: cosa rischio?

Quando viene notificata una cartella esattoriale bisogna fare bene attenzione ed occuparsene subito, decidendo se pagare nel termine stabilito dalla legge, che è di 60 giorni, oppure (qualora si ritenga che le somme non sono dovute) contestarla. Occorre, dunque, esaminare il contenuto della cartella e valutare se la richiesta di pagamento sia o meno fondata.

Se non si paga e nemmeno si propone impugnazione contro la cartella si rischia il pignoramento, che può riguardare i beni mobili o, più spesso, una parte dello stipendio o della pensione, o ancora il denaro depositato nel conto corrente. Per i debiti più consistenti l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può procedere al fermo amministrativo del veicolo o, ancora, al pignoramento degli immobili del debitore. Tutto questo senza necessità di rivolgersi prima al giudice per ottenere un titolo contro il debitore (come una sentenza o un decreto ingiuntivo): infatti il ruolo è, per legge, titolo esecutivo, del tutto equivalente ad un provvedimento giudiziario. Inoltre, finchè non avviene il pagamento, sulle somme dovute continuano a prodursi interessi.

Quando una multa deve essere notificata?

Il Codice della Strada [1] stabilisce che, quando viene commessa un’infrazione, questa deve essere immediatamente contestata al trasgressore da parte degli agenti accertatori. Questi ultimi possono essere i vigili urbani, la polizia di stato o provinciale, i carabinieri, la guardia di finanza e anche, limitatamente alle loro competenze, gli ausiliari del traffico.

Si pensi, ad esempio, al caso di un automobilista che viene fermato a un posto di blocco e che, in quella occasione, gli agenti constatino che egli viaggiava senza avere allacciato la cintura di sicurezza. La violazione, in tal caso, è immediatamente contestata, viene redatto un apposito verbale con l’indicazione della somma da pagare e una copia di esso viene consegnata all’automobilista indisciplinato.

Diverso è il caso se risulta impossibile procedere alla contestazione immediata della violazione. Si pensi, ad esempio, all’eccesso di velocità rilevato tramite autovelox. In questo caso il verbale deve essere notificato al trasgressore entro 90 giorni dall’accertamento. Il verbale deve contenere l’indicazione specifica del motivo per il quale la contestazione immediata non è stata possibile [2]. Se non si riesce ad identificare il guidatore, si procede alla notifica al proprietario del veicolo, che comunque è obbligato in solido al pagamento della multa e che viene identificato tramite la targa.

Se per la specifica violazione la legge prevede, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria, anche la decurtazione dei punti della patente, il verbale notificato al proprietario contiene anche una richiesta alla quale bisogna prestare molta attenzione. Viene, infatti, chiesto al proprietario di comunicare entro 60 giorni le generalità della persona che era alla guida del veicolo al momento dell’infrazione. La mancata risposta a tale richiesta comporta una seconda multa piuttosto salata, da 282 a 1.182 euro.

Come faccio a sapere se la multa mi è stata notificata?

Anche se hai la certezza che la multa non ti è stata mai notificata, è bene fare una verifica. A tale scopo devi richiedere all’Agenzia delle Entrate – Riscossione un estratto del ruolo. La richiesta può avvenire anche online. Se nel ruolo non è indicata alcuna data, vuol dire che la notifica non è avvenuta. Se, viceversa, risulta esservi una data, la notifica è avvenuta. Non è detto, però, che essa sia stata regolare. Specialmente se, nonostante questo dato, ti senti abbastanza sicuro di non averla mai ricevuta, conviene fare un ulteriore accertamento.

Può essere, infatti, che il portalettere, non avendoti trovato in casa, abbia consegnato il plico a una persona diversa da te. Per legge la consegna deve avvenire a un familiare convivente, a una persona addetta alla casa o, negli stabili che ne sono provvisti, al portiere. Non solo: se il plico è stato consegnato a persona diversa da te deve essertene dato avviso a mezzo lettera raccomandata. Se la consegna è avvenuta a una persona diversa, o se manca l’avviso a mezzo raccomandata, la notifica è nulla, e a buon diritto puoi dire di non averla mai ricevuta. Pensa, ad esempio, al caso che la consegna sia avvenuta nelle mani di un parente che si trovava temporaneamente a casa tua e che ha pure dimenticato di avvisarti.

Può anche succedere che chi effettua la notifica, non avendo trovato nè te nè altra persona cui consegnare il plico, lo abbia depositato presso la casa comunale. Si tratta di un apposito ufficio del tuo Comune di residenza. In tal caso, però, egli deve avvisare il destinatario della notifica con una comunicazione a mezzo raccomandata.

Per verificare se la notifica è avvenuta correttamente puoi fare all’organo che ha emesso il verbale una richiesta di accesso agli atti amministrativi [3]. Si tratta di un’istanza con la quale chiedi di prendere visione degli atti che riguardano la multa. L’amministrazione deve risponderti entro 30 giorni, consentendoti di prendere visione di documenti e registri e, se occorre, di estrarne copia. Se, a seguito di queste indagini, scopri ad esempio che il plico è stato consegnato a una persona che non era abilitata a riceverlo, la notifica è irregolare. Se l’amministrazione non ti risponde entro il suddetto termine, puoi fare ricorso al Tar contro tale comportamento, che è illegittimo. Considera però che in questo caso, dal punto di vista economico, non ne vale la pena. Si tratta infatti di un procedimento costoso.

La notifica fatta al mio precedente indirizzo è valida?

Dopo un regolare cambiamento di residenza, la notifica fatta all’indirizzo precedente non è valida. Infatti l’amministrazione ha la possibilità di verificare la residenza attuale del destinatario tramite i registri anagrafici e non le è consentito di sbagliare. Pertanto, se dalle tue ricerche emerge che la notifica è stata effettuata alla tua precedente residenza, sappi che puoi proporre ricorso considerando la multa come non notificata.

Come si impugna la cartella esattoriale?

La cartella esattoriale derivante da una multa deve essere impugnata nel termine di 30 giorni dalla notifica. Si tratta di un termine più breve (addirittura dimezzato) rispetto a quello di 60 giorni che vale in genere per le cartelle esattoriali. Ciò è stato stabilito da una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [4].

Il giudice competente a decidere è il giudice di pace, al quale devi presentare un ricorso. Se la multa è di importo inferiore a 1.100 euro puoi anche presentare il ricorso personalmente, recandoti in cancelleria ed esponendo le tue ragioni, che verranno scritte in un verbale. Questo ti consentirà di risparmiare le spese di un avvocato.

Per contestare la cartella ti sarà sufficiente far presente che la multa cui essa si riferisce non ti è stata mai notificata. Non dovrai darne dimostrazione; al contrario, dovrà essere l’Agenzia delle Entrate – Riscossione a provare che la notifica è invece avvenuta regolarmente; dovrà farlo documenti alla mano, e questi dovranno essere copie autentiche degli originali in possesso dell’amministrazione, non semplici fotocopie.

Fino a qualche tempo fa, un orientamento della Cassazione sosteneva che, oltre alla mancata notifica, occorresse anche contestare il merito della multa: era cioè necessario anche dimostrare che quest’ultima era illegittima [5]. Questo orientamento è stato però superato, successivamente, dalla stessa Cassazione [6], secondo cui il ricorrente deve limitarsi a far valere l’omissione della notifica del verbale, oppure la nullità o l’inesistenza di detta notifica.

C’è però un caso in cui, secondo la Suprema Corte, occorre anche contestare la legittimità della multa. Si tratta dell’ipotesi in cui la mancata notifica riguardi non la multa originaria, bensì un’ordinanza-ingiunzione del Prefetto. Di cosa si tratta? Te lo spiego subito.

Quando viene notificato un verbale di contravvenzione l’interessato, se ritiene che la contestazione sia illegittima, ha la possibilità di proporre ricorso al Prefetto chiedendone l’annullamento. Se il Prefetto ritiene il ricorso fondato lo accoglie e annulla il verbale; in caso contrario emette un provvedimento, detto ordinanza-ingiunzione, con il quale ordina al trasgressore di pagare la multa originaria il cui importo può anche essere aumentato.

L’ordinanza-ingiunzione deve essere notificata all’interessato, esattamente come la multa. Se però la notifica non avviene o viene fatta in modo irregolare, può essere che il destinatario non ne venga a conoscenza e si veda recapitare, successivamente, una cartella esattoriale derivante da tale provvedimento.

Anche in questo caso è possibile impugnare la cartella davanti al giudice di pace; in questa ipotesi, tuttavia, oltre alla notifica omessa, nulla o ineistente occorrerà anche contestare la legittimità della multa. Infatti l’interessato, avendo proposto ricorso al Prefetto, aveva evidentemente ricevuto la notifica della multa ed era quindi stato messo in condizione di conoscerne il contenuto (cosa che, invece, non avviene se il verbale originario non è stato notificato). Naturalmente, se si afferma che il verbale originario era illegittimo occorre anche darne dimostrazione.

Quindi, riepilogando: se la cartella esattoriale deriva da un verbale di contravvenzione, è possibile proporre ricorso al giudice di pace sulla base soltanto della mancata (oppure nulla o inesistente) notifica dello stesso; se, invece, la cartella deriva da un’ordinanza-ingiunzione del Prefetto, occorrerà in aggiunta contestare la legittimità del verbale.


note

[1] Art. 200 cod. strada.

[2] Cass. sent. n. 17687/2007 e n. 2206/2007.

[3] Art. 22 e ss. L. 241/1990.

[4] Cass. SS.UU. sent. n. 22080/2017.

[5] Cass. Sez. II ord. n. 26843/2018.

[6] Cass. Sez. III ord. n. 11789/2019.


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