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Verbale di verifica dello stato dei luoghi: ultime sentenze

30 Luglio 2021
Verbale di verifica dello stato dei luoghi: ultime sentenze

Esiti dei sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale; verbale di verifica dello stato dei luoghi; contestazione di non demolizione di opere edili. 

Inottemperanza all’ingiunzione di demolizione

L’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione postula la stesura di un verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della polizia municipale (alla medesima stregua di quanto avviene in sede di accertamento del preteso abuso edilizio). Siffatto verbale ha valore chiaramente di atto endoprocedimentale, strumentale alle successive determinazioni dell’ente locale, ed ha efficacia meramente dichiarativa delle operazioni effettuate dalla polizia municipale, alla quale non è attribuita la competenza all’adozione di atti di amministrazione attiva, all’uopo occorrendo che la competente autorità amministrativa faccia proprio l’esito delle predette operazioni attraverso un formale atto di accertamento.

In quanto tale, esso non può rivestire quella portata lesiva, avverso la quale si renda concreto ed attuale l’interesse ad ottenere tutela giurisdizionale; portata lesiva ravvisabile soltanto nel cennato atto formale di accertamento ex art. 31, comma 4, del d.P.R. n. 380/2001, con cui l’autorità amministrativa comunale recepisca gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale e formi, quindi, il titolo ricognitivo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio.

Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse al mantenimento della titolarità dell’immobile attinto dai contestati interventi edilizi abusivi.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 13/01/2020, n.53

Gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale

Il verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della Polizia Municipale non riveste portata lesiva avverso la quale si renda concreto ed attuale l’interesse ad ottenere tutela giurisdizionale, portata lesiva che si può ravvisare solo nell’atto formale di accertamento ex art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, con cui l’autorità amministrativa comunale recepisce gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale e forma, conseguentemente, il titolo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio.

Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse al mantenimento della titolarità dell’immobile abusivo.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 14/11/2019, n.5359

Acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio

Il verbale di verifica dello stato dei luoghi redatto dalla Polizia Municipale non riveste autonoma portata lesiva; portata lesiva che si può ravvisare solo nell’atto formale di accertamento ex art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, con cui l’autorità amministrativa comunale recepisce gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale e forma, conseguentemente, il titolo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio.

Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna effettiva utilità, stante la sua non lesività rispetto all’interesse al mantenimento della titolarità dell’immobile abusivo.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 28/08/2017, n.4122

Accertamento di non demolizione dell’opera abusiva 

In tema di contestazione di non demolizione di opere edili, il verbale di verifica dello stato dei luoghi redatto dalla Polizia Municipale non costituisce atto autonomamente impugnabile atteso che l’effettiva portata lesiva è ravvisabile soltanto nell’atto formale di accertamento che viene emanato ai sensi ex art. 31 comma 4, D.P.R. n. 380 del 2001.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 18/03/2016, n.692

Mantenimento della titolarità dell’immobile abusivo

Il verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della Polizia Municipale non riveste portata lesiva avverso la quale si renda concreto ed attuale l’interesse ad ottenere tutela giurisdizionale; portata lesiva che si può ravvisare soltanto nell’atto formale di accertamento ex art. 31 comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, con cui l’autorità amministrativa recepisce gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale e forma, conseguentemente, il titolo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio.

Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse al mantenimento della titolarità dell’immobile abusivo.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 06/02/2015, n.918

Interventi edilizi abusivi

Il verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della Polizia Municipale non può rivestire quella portata lesiva, avverso la quale si renda concreto ed attuale l’interesse ad ottenere tutela giurisdizionale; portata lesiva ravvisabile soltanto nell’atto formale di accertamento ex art. 31 comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, con cui l’autorità amministrativa comunale recepisca gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale e formi, quindi, il titolo ricognitivo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio. Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse al mantenimento della titolarità dell’immobile attinto dai contestati interventi edilizi abusivi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 04/06/2014, n.3046

Verbale di verifica dello stato dei luoghi

Il verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della Polizia Municipale non può rivestire quella portata lesiva, avverso la quale si renda concreto ed attuale l’interesse ad ottenere tutela giurisdizionale; portata lesiva ravvisabile soltanto nell’atto formale di accertamento ex art. 31 comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, con cui l’autorità amministrativa comunale recepisca gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale e formi, quindi, il titolo ricognitivo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio. Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo da suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse al mantenimento della titolarità dell’immobile attinto dai contestati interventi edilizi abusivi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 30/09/2013, n.4481

Irregolarità dell’attività edilizia

Quando un soggetto invoca l’intervento del Comune per ottenere la verifica dello stato dei luoghi interessati da una (documentata) irregolarità dell’attività edilizia compiuta dai soggetti controinteressati, l’ amministrazione ha l’obbligo di attivare un procedimento di controllo e verifica dell’abuso, lasciando traccia della sua conclusione, sia essa nel senso dell’esercizio dei poteri sanzionatori, che in quella della motivata archiviazione, e ciò in forza del principio generale di cui all’art. 2, legge sul procedimento, riguardo la doverosa conclusione dello stesso, conseguente ad un’istanza del privato, mediante l’adozione di un provvedimento espresso, in aderenza ai generali principi costituzionali di trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 11/09/2013, n.8211

Operazioni effettuate dalla Polizia municipale

L’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione postula la stesura di un verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della Polizia municipale che ha valore di atto endoprocedimentale, strumentale alle successive determinazioni dell’ente locale, e ha efficacia meramente dichiarativa delle operazioni effettuate dalla Polizia municipale, alla quale non è attribuita la competenza all’adozione di atti di amministrazione attiva, all’uopo occorrendo che la competente autorità amministrativa faccia proprio l’esito delle predette operazioni attraverso un formale atto di accertamento.

In quanto tale, esso non può rivestire quella portata lesiva, avverso la quale si renda concreto ed attuale l’interesse ad ottenere tutela giurisdizionale; portata lesiva ravvisabile soltanto nel cennato atto formale di accertamento ex art. 31 comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, con cui l’autorità amministrativa comunale recepisca gli esiti dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia e formi, quindi, il titolo ricognitivo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al proprio patrimonio.

Ne consegue l’autonoma inoppugnabilità di un simile atto, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse vantato dal ricorrente al mantenimento della titolarità dell’immobile attinto dai contestati interventi edilizi abusivi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 11/10/2011, n.4645

Distanza minima degli impianti alimentati da fonti rinnovabili

La distanza minima cui devono essere realizzati gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili – cui corrisponde un evidente vincolo – non risulta ancorata ad alcun plausibile parametro tecnico o scientifico; in più, la previsione generalizzata di tale misura per siti anche molto diversi tra loro, porta inevitabilmente al trattamento eguale di situazioni diverse. Valgono per questo tipo di previsione le considerazioni che la giurisprudenza ha da tempo espresso a proposito della legittimità del potere regolamentare comunale in materia di localizzazione sul territorio di impianti elettromagnetici e stazioni radio base, e della finalità reale cui rispondono previsioni generalizzate di distanze minime particolarmente impeditive, del tutto avulse dalla concreta verifica dello stato dei luoghi.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. II, 09/02/2010, n.1775



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