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Polmonite: ultime sentenze

17 Giugno 2020
Polmonite: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: responsabilità medica; diagnosi di polmonite; nesso di causalità tra la condotta negligente del medico e l’evento lesivo.

Polmonite acuta

L’art. 4 della l. 27 dicembre 1975 n. 780, stabilendo il diritto alle prestazioni assicurative, a favore dei lavoratori o dei loro superstiti, in caso di invalidità o di morte causata da silicosi o asbestosi, di gravità anche minima, associata a qualsiasi altra forma morbosa dell’apparato respiratorio o cardiocircolatorio, ha ampliato la tutela assicurativa precedentemente concessa dall’art. 145 del d.P.R. n. 1124 del 1965 con riguardo al solo caso di associazione di dette malattie professionali alla tubercolosi polmonare.

Dovendosi, pertanto, riconoscere alla norma un contenuto innovativo, non può alla stessa attribuirsi, in difetto di specifiche disposizioni, efficacia retroattiva, con la conseguenza che essa non può trovare applicazione ad eventi verificatisi sotto l’impero della previgente normativa (nella specie, morte del lavoratore determinata da polmonite acuta, ancorché associata a silicosi), a differenza del disposto di cui all’art. 3 della stessa legge n. 780 del 1975, il quale, abrogando l’art. 142 del t.u. di cui al citato d.P.R., ha semplicemente dettato una nuova disciplina degli strumenti probatori relativi alla silicosi, applicabile perciò anche nei giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della legge, ancorché attinenti a rapporti anteriormente sorti.

Cassazione civile sez. lav., 07/04/1984, n.2248

Polmonite batterica

Nel caso di malattia ad eziologia multifattoriale (come la polmonite batterica) il nesso di causalità relativo all’origine professionale della malattia non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessita di una concreta e specifica dimostrazione.

Se questa può essere data anche in termini di probabilità dagli elementi disponibili (essendo impossibile, nella maggior parte dei casi, ottenere la certezza dell’eziologia) è necessario pur sempre che si tratti di “probabilità qualificata”, da verificare attraverso ulteriori elementi idonei a tradurre la conclusione probabilistica in certezza giuridica. Tra tali elementi sono da includere i dati relativi ai rischi epidemiologici presenti nella località dove si trovava il cantiere di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 27/06/1998, n.6388

Corretta e tempestiva diagnosi di polmonite

Non sussiste nesso di causalità tra la condotta negligente del medico e l’evento lesivo, allorché una diagnosi corretta e tempestiva non avrebbe modificato in modo sensibile l’evoluzione della malattia ed il suo esito finale (nella fattispecie, è stato ritenuto che una corretta e tempestiva diagnosi di polmonite, con somministrazione di antibiotici, non avrebbe influito sul verificarsi di una complicanza da meningoencefalite batterica, che si sarebbe comunque manifestata).

Tribunale Mantova, 09/01/2004

Responsabilità del datore di lavoro

L’art. 2087 c.c. non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva: perché possa affermarsi una responsabilità del datore di lavoro in base alla suddetta disposizione non è sufficiente, infatti, che nello svolgimento del rapporto di lavoro si sia verificato un evento dannoso in pregiudizio del lavoratore, ma occorre che tale evento sia ricollegabile ad un comportamento colposo del datore di lavoro.

Ne consegue che incombe sul lavoratore il quale lamenti di aver subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro nonché la connessione tra l’uno e l’altra. Incombe, invece, sul datore di lavoro l’onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del pregiudizio subito ovvero che la malattia non è ricollegabile alla violazione degli obblighi a suo carico.

(Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda ex art. 2087 c.c. per difetto di prova del collegamento causale tra la polmonite batterica che aveva determinato la morte del lavoratore e le mansioni svolte, anche nell’ottica dell’accertato rispetto della disposizione citata in relazione alle condizioni dell’ambiente di lavoro).

Cassazione civile sez. lav., 27/06/1998, n.6388

Vicende patologiche sofferte dall’ex militare

Ai fini pensionistici di guerra sono da ritenere aggravate dal servizio le note neuroasteniche, malattia a base costituzionale, ove si tenga conto delle particolari vicende patologiche sofferte dall’ex militare durante il servizio e degli stress propri delle prestazioni belliche (nella specie, trattasi di soggetto, costituzionalmente predisposto, di labile equilibrio, già rivedibile per deperimento organico che soffrì di polmonite durante il servizio).

Corte Conti sez. III, 03/05/1991

Polmonite e infermità tubercolare

Lo stato di prigionia subito per lungo tempo in giovane età – durante il quale il militare ha contratto una polmonite – costituisce fattore preponderante nell’insorgenza di una infermità tubercolare la quale, essendo malattia ad andamento subdolo e lento, può essere ricollegata alle privazioni e ai disagi della cattività quando sia riscontrata in fase di avanzato sviluppo anatomo-patologico per il suo lontano esordio.

Corte Conti sez. III, 21/02/1979

Errore diagnostico ed evoluzione di una polmonite 

Dipende da causa di servizio la morte dovuta a rapida evoluzione di una polmonite conseguente a grave errore diagnostico delle autorità militari ed a carenza, in tempo utile, di idonee ed opportune terapie.

Corte Conti sez. IV, 30/12/1988, n.72749

Insufficienza cardiocircolatoria terminale da polmonite

In tema di responsabilità medica, il nesso causale può essere ravvisato quando, alla stregua del giudizio contro-fattuale condotto sulla base di una generalizzata regola di esperienza o di una legge scientifica – universale o statistica -, si accerta che, immaginandosi come realizzata la condotta doverosa, l’evento hic et nunc non si sarebbe verificato.

(Fattispecie relativa alla responsabilità di alcuni sanitari in relazione alla morte di un paziente investito da un’auto e che, a seguito di numerosi ricoveri, decedeva per insufficienza cardiocircolatoria terminale da polmonite, avendo riportato multiple fratture del rachide cervicale la cui esistenza non venne immediatamente accertata dai sanitari che non effettuarono quegli accertamenti che gli avrebbero consentito di individuare la sofferenza midollare).

Cassazione penale sez. IV, 12/03/2014, n.14812



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