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È illegale dare compiti per il lunedì?

7 Maggio 2020 | Autore:
È illegale dare compiti per il lunedì?

C’è una legge che vieta di imporre ai ragazzi lo studio la domenica? In teoria no, ma c’è una circolare che consiglia di non farlo. Solo che sarebbe superata.

Tutta la settimana ad aspettare che arrivi la domenica per andare a fare una gita in famiglia, e ora risulta che tuo figlio dice di non poter uscire perché deve studiare. Ma come studiare? Pure di domenica? Eh sì, pure di domenica, perché il sabato pomeriggio ha avuto l’attività sportiva settimanale (ci vuole anche quella) e lunedì deve consegnare un lavoro in un paio di materie. Ti dispiace, perché significa che bisognerà rinunciare alla gita ma anche perché vedi che tuo figlio non ha tregua: 7 giorni su 7 chinato sui libri. E ti viene il dubbio: non è che, per caso, è illegale dare i compiti per il lunedì?

Non tanto per il lunedì in sé quanto, appunto, per la domenica. Dovrebbe essere un giorno di riposo anche gli studenti, si suppone, non uno come tutti gli altri, in cui deve ripassare per l’interrogazione o per la verifica. E, come si può immaginare, ripassare e riposare sono due parole con un suono simile ma con un significato, in questo caso ben diverso. Se ti viene il sospetto che sia illegale dare i compiti per il lunedì, non hai tutti i torti: una circolare ministeriale [1], a dire il vero un po’ vecchiotta ma pur sempre in vigore, stabilisce alcune regole in merito. Vediamo cosa dice.

Compiti per il lunedì: cosa dice la legge?

Come abbiamo appena accennato, più che una legge dobbiamo rispolverare una vecchia circolare del ministero della Pubblica Istruzione (allora si chiamava così) del 14 maggio 1969, quando era ministro il democristiano Mario Ferrari Aggradi e a capo del Governo c’era Mariano Rumor, democristiano pure lui. L’oggetto della circolare in questione era «Riposo festivo degli alunni. Compiti scolastici da svolgere a casa». Qui si parlava, appunto, dei compiti per il lunedì.

Il documento firmato da Aggradi parte dal presupposto che uno studente non ha bisogno soltanto di libri, aule di scuola o interrogazioni per progredire nella sua educazione e nella sua crescita. Per completarle, il ragazzo necessita anche del tempo per le attività extrascolastiche e per il riposo, cioè per recuperare le energie psico-fisiche consumate durante la settimana di lezioni e di studio. Quindi, oltre ai compiti, l’alunno deve poter dedicarsi ad altro, come allo sport, alle iniziative culturali, allo svago, alla musica, ecc.

Detto questo, la circolare ministeriale del 1969 ha stabilito che agli studenti di ogni ordine e grado, cioè agli alunni di quelle che ancora conosciamo come elementari, medie e superiori non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo.

Conviene leggere la circolare bene alla lettera: dice «per il giorno successivo a quello festivo». Il che significa che non solo non è corretto dare compiti per il lunedì, ma anche per il martedì dopo la Pasquetta o per il giovedì, se il giorno precedente è, ad esempio, l’8 dicembre, la Festa dell’Immacolata.

Compiti per il lunedì: la circolare deve essere rispettata?

Il problema di chi cerca di capire se è illegale dare compiti per il lunedì può essere quello di sapere se la circolare del 1969 è ancora in vigore e se è vincolante, cioè se deve essere rispettata sempre e comunque dagli insegnanti.

Si può dire che le indicazioni date allora dal Ministero sono ancora in vigore, perché la circolare non è mai stata abrogata. Spiegare, invece, se sia o meno vincolante, è un discorso più articolato.

Va ricordato – l’abbiamo detto prima – che il documento ministeriale è una circolare e non una legge. Entrambe hanno una natura ed un’efficacia diversa. Questo perché esiste a livello normativo e giuridico una sorta di gerarchia che vede al gradino più alto la Costituzione e poi, scendendo via via da un gradino all’altro, le leggi ordinari e i decreti, le leggi regionali ed i regolamenti ministeriali e, infine, il quarto livello su cui si trovano le consuetudini.

Di questa scala che abbiamo appena visto non fanno parte le circolari. Questo vuol dire che, per loro natura, non sono vincolanti come una legge: si tratta di atti amministrativi che chi si trova a capo di un ufficio (in questo caso un ministro) firma affinché ricadano sul personale che a lui fa riferimento.

Come si traduce nella pratica questo discorso nel nostro caso? Vuol dire che se, ad esempio, un genitore porta in tribunale un insegnante perché il figlio si vede costretto a passare ogni domenica a studiare, il giudice non è tenuto ad accogliere la causa applicando la circolare ministeriale.

Compiti per il lunedì: cosa dice la legge sull’autonomia?

La circolare del 1969 incontra un altro problema per poter dire che, grazie a quel documento, è illegale dare compiti per il lunedì. Si tratta della legge sull’autonomia scolastica che è stata approvata esattamente 30 anni dopo, cioè nel 1999.

Questo testo rende ogni istituto scolastico completamente indipendente nella gestione organizzativa del lavoro didattico, cioè in quello che interessa lezioni, ore di studio attività aggiuntive, ecc. Il che comporta anche la possibilità per gli insegnanti di assegnare o meno ulteriore carico di lavoro oltre a quello che si svolge in settimana, se lo ritiene opportuno. Purché, ovviamente, rispetti gli obiettivi stabiliti a livello nazionale.

In sostanza: ogni istituto può stabilire se è possibile dare i compiti per il lunedì oppure lasciare tranquilli i ragazzi affinché si godano la santa domenica con la famiglia.

Lo stesso vale per le interrogazioni nel giorno successivo alla domenica o ad una festività: la circolare del ’69 non è vincolante e la legge sull’autonomia scolastica consente ad ogni istituto di decidere quello che ritiene più opportuno.


note

[1] Circ. ministeriale n. 177 del 14 maggio 1969.

[2] Dpr. n. 275/99 del 1999.


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