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Vendita non rispettata: come ottenere indietro i soldi?

6 Maggio 2020
Vendita non rispettata: come ottenere indietro i soldi?

Merce non consegnata: è reato di truffa? 

Ci scrive un nostro lettore per raccontarci di una brutta esperienza avuta con un ex collega di lavoro. Quest’ultimo si era fatto consegnare una somma di denaro in contanti, senza rilasciare ricevute, promettendo in cambio la consegna di uno smartphone di ultima generazione a un prezzo scontato. Il soggetto in questione, però, una volta incassati i soldi, è sparito. Nonostante i solleciti inoltrati per via telefonica, il denaro non è mai stato restituito e solo ora l’incauto acquirente ha scoperto che tale persona non gode di buona fama. Ci viene pertanto chiesto come ottenere i soldi indietro in caso di vendita non rispettata? 

Ribadiamo quanto già spiegato in altri articoli di questo stesso giornale. Le alternative che si profilano per l’acquirente sono di due tipi: la querela per truffa e l’azione civile per inadempimento contrattuale. Premesso che quest’ultima soluzione può essere intrapresa in ogni caso, per la prima invece è necessario verificare se sussistono i presupposti del reato. Ma procediamo con ordine.

Merce non consegnata: è truffa?

Il reato di truffa si consuma solo in presenza di raggiri e artifici. Il presunto venditore deve cioè agire in malafede allo scopo, sin dall’inizio, di trarre in inganno la controparte e farle credere che la merce le verrà sicuramente consegnata, cosa che invece non è vero o possibile (magari perché non è nella disponibilità del falso venditore).

Quindi, se una persona mente sin dall’inizio, promettendo in cambio del denaro uno smartphone o un altro oggetto che però non ha alcuna intenzione di consegnare, commette un reato.

In tale ipotesi, la vittima può tutelarsi sporgendo la querela presso i carabinieri o la polizia. 

A seguito della querela, ci sarà un pubblico ministero che, eseguite le indagini, deciderà se procedere contro il soggetto incriminato in un processo penale nel quale la vittima può costituirsi come parte civile per chiedere il risarcimento del danno. 

Nel processo penale, la prova del reato è più facile, ben potendo da un lato la vittima testimoniare in favore di se stessa e dei fatti contenuti nella querela (la stessa possibilità non è invece data alla parte accusata); dall’altro lato valgono come prove anche le conversazioni via sms e chat intrattenute tra le parti, tramite l’acquisizione del dispositivo (lo smartphone).

Leggi anche Merce non consegnata: è reato?

Merce non consegnata: quando non è reato

Potrebbe però succedere che la vittima del presunto raggiro non abbia le prove dell’intenzione del venditore di frodarla sin dall’inizio e che la mancata consegna della merce sia dovuta ad altri fattori. Si pensi al soggetto che abbia venduto il proprio cellulare di seconda mano solo sulla base della promessa dei propri genitori – poi non mantenuta – dell’acquisto di un nuovo dispositivo e abbia subordinato la consegna dell’oggetto al ricevimento di quest’ultimo.

In tale ipotesi, non si può più parlare di truffa visto che il venditore non ha agito in malafede ma, semmai, imprudentemente, avendo ricevuto dei soldi per un oggetto che non era ancora in grado di consegnare. 

L’assenza di malafede trasforma la sua condotta da un illecito penale a uno civile: il cosiddetto inadempimento contrattuale. In tale caso, l’acquirente ha diritto chiaramente a riavere indietro i soldi e, in caso contrario, ad agire presso il tribunale ordinario per ottenere la condanna dell’inadempiente. Qui però la procedura è completamente diversa: difatti, non è più possibile sporgere querela, né recarsi alla polizia. L’azione civile di inadempimento contrattuale e restituzione della somma spesa si instaura tramite un avvocato, la cui parcella dovrà essere anticipata dall’attore (ossia dall’acquirente). 

Peraltro, prima del giudizio, è necessario procedere in mediazione: un tentativo di bonario componimento che si instaura presso un organismo privato (al costo di 40 euro per la prima udienza). Il mediatore convocherà le parti al fine di trovare una soluzione transattiva e il relativo verbale, con l’accordo raggiunto, sarà un titolo esecutivo al pari di una sentenza. 

Nell’ambito del processo civile sarà più difficile però procurarsi le prove dell’inadempimento in assenza di una documentazione, non essendo ammessa – in via generale – la prova testimoniale per i contratti di valore superiore a 2,58 euro (importo mai aggiornato all’inflazione).


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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