Coronavirus e Fase 2, ecco quanto ci vorrà per i primi dati

6 Maggio 2020
Coronavirus e Fase 2, ecco quanto ci vorrà per i primi dati

L’allentamento delle misure di restrizione preoccupa in termini di potenziali ricadute e innalzamento dei contagi. Ma a breve avremo delle risposte.

Dopo tante preoccupazioni per l’ammorbidimento del lockdown ci chiediamo che ne sarà di noi: i contagi torneranno ad aumentare, di pari passo con la ripresa delle interazioni sociali? Non lo sappiamo in questo momento, ma lo sapremo presto. Lo ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’università Statale di Milano, intervistato dall’agenzia di stampa Adnkronos su questi primi giorni di minor rigidità nelle misure anti-Covid. Il suo bilancio, per ora, è positivo.

“Anche oggi non si può dire che non sia andata abbastanza bene con i dati sul contagio da Coronavirus Sars-CoV-2 in Italia – dichiara all’agenzia -. Nel complesso il sistema tiene. Si può intravedere il costante miglioramento. Anche se oggi registriamo un lieve incremento”. Nelle ultime ventiquattr’ore, come da bollettino quotidiano della Protezione civile, si sono registrati 1.444 nuovi casi. Ieri erano stati 1.075.

“Ma c’è la riduzione delle persone ricoverate in terapia intensiva che continua – spiega Pregliasco – i soggetti positivi sono in trend negativo. Anche se nessuna regione è a contagio zero oggi, si può dire che tutte si mantengono basse. Anche le regioni più pesanti in termini di nuove positività come il Piemonte e l’Emilia tengono. Quindi nel complesso il trend di diminuzione continua pur con la variabilità giornaliera. Speriamo di mantenere la situazione anche nella Fase 2. Un primo segnale su come sta andando si vedrà nell’arco dei prossimi 5-7 giorni, se si considera che il tempo medio di incubazione del virus è cinque giorni”.

Anche una grande metropoli come Milano “tiene – conclude Pregliasco -. Era uno degli ultimi baluardi e ha retto. Ma in giro ho visto un po’ troppa gente, pur se in generale con la mascherina. Ricordo quindi che è importante riuscire a mantenere continuità nei comportamenti imparati” per proteggersi e proteggere, “pur in una maggiore frequenza di contatti” che caratterizza la Fase 2.



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