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Via libera ai passaporti UE con le impronte digitali

18 ottobre 2013


Via libera ai passaporti UE con le impronte digitali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2013



Gli Stati dell’Unione Europea potranno inserire le impronte digitali nel passaporto: sebbene vi sia una compressione della privacy e della tutela dei dati personali, è preminente l’esigenza di sicurezza, per impedire ingressi illegali in Europa.

A breve, gli Stati Membri dell’Unione Europea avranno i passaporti con le impronte digitali del titolare. Tale rilevamento dei dati biometrici, per quanto – in generale – comprima il diritto alla tutela dei dati personali, è tuttavia necessario per evitare ingressi illegali in Europa, finalità che è prioritaria rispetto alla privacy dei cittadini.

A dare il via libera ai passaporti digitali è la Corte di Giustizia Europa con una sentenza pubblicata ieri [1].

È legittimo per lo Stato Ue – dicono i giudici di Lussemburgo – inserire nel passaporto le impronte digitali del titolare: sebbene il rilevamento e la conservazione nel passaporto delle impronte digitali leda i diritti al rispetto della vita privata e alla tutela dei dati personali, tali misure sono giustificate dalla necessità di impedire qualsiasi uso fraudolento dei documenti.

La Corte non fa altro che interpretare un regolamento UE [2]. Quest’ultimo prevede che i passaporti presentino un supporto di memorizzazione altamente protetto dove, accanto all’immagine del volto, vengono inserite due impronte digitali, da utilizzate al solo scopo di verificare l’autenticità del passaporto e l’identità del suo titolare.

Il regolamento inoltre impone che i dati biometrici siano conservati solo all’interno del passaporto, che a sua volta rimane nell’esclusivo possesso del titolare. Dunque, le impronte non possono essere schedate, raccolte in banche dati o impiegate per fini diversi da quello di impedire l’ingresso illegale di persone nel territorio dell’U.E.

note

[1] C. Giust. UE causa C-291/12.

[2] Regolamento 2252/2004.

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