Coronavirus, si spera nella cura del cancro alla prostata

7 Maggio 2020
Coronavirus, si spera nella cura del cancro alla prostata

Secondo uno studio condotto in Veneto, chi è affetto da questo tipo di carcinoma e segue una specifica terapia ha meno probabilità di contrarre l’infezione. Vediamo di quali farmaci si tratta.

Avere il cancro alla prostata e seguire una specifica terapia potrebbe mettere al riparo dal contrarre il Coronavirus? Secondo un recente studio sì. La ricerca è stata condotta in Veneto, dalla Fondazione ricerca biomedica avanzata Onlus (Vimm) di Padova, e prende in esame la cosiddetta terapia di deprivazione androgenica, Adt, un tipo di cura per il tumore prostatico. Prevede farmaci che inibiscono gli effetti degli ormoni sessuali maschili: secondo i risultati dell’approfondimento scientifico, chi ne fa uso è più al riparo dal Covid-19, nel senso che ha statisticamente meno probabilità di ammalarsene. Un’eccezione, dal momento che abbiamo visto come, in generale, chi è affetto da altre patologie, tra le quali anche il cancro, sia più a rischio di contrarre l’infezione.

Ne parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, dopo la pubblicazione sulla rivista Annals of Oncology. Già il mese scorso, quando lo studio era appena all’inizio, il professor Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, riteneva “interessante” l’ipotesi che i farmaci contro il cancro alla prostata potessero essere un’arma anti-Covid.

I ricercatori guidati da Andrea Alimonti, di Vimm e dell’università di Bellinzona nella Svizzera italiana, hanno osservato che su 4.532 uomini contagiati dal Coronavirus il 9,5% (430) aveva un cancro e il 2,6% (118) lo aveva alla prostata. Ma benché in generale i pazienti con tumore abbiano un rischio Covid quasi doppio (1,8 volte più alto) e maggiori probabilità di aggravarsi, quando Alimonti e colleghi hanno esaminato tutti i pazienti con carcinoma prostatico hanno fatto una scoperta: solo 4 sui 5.273 trattati con Adt hanno sviluppato Covid-19 e nessuno è morto. Dei 37.161 malati di tumore alla prostata non curati con Adt, invece, 114 hanno contratto Covid e 18 sono deceduti. E su 79.661 pazienti con altri tipi di cancro, 312 hanno sviluppato Covid-19 e 57 sono morti.

“I pazienti con carcinoma prostatico sottoposti a terapie Adt avevano un rischio significativamente ridotto, di quattro volte, di ammalarsi di Covid-19 rispetto ai pazienti con tumore alla prostata che non avevano ricevuto Adt – calcola Alimonti -. E rispetto ai pazienti con qualsiasi altro tipo di cancro, quelli con carcinoma prostatico trattati con Adt avevano un rischio di infezione oltre cinque volte minore“. L’idea degli autori è che, in prospettiva e se altre ricerche valideranno la tesi pubblicata, anche gli uomini senza cancro alla prostata, ma ad alto rischio Covid, potrebbero assumere trattamenti Adt per un periodo di tempo limitato, in modo da prevenire l’infezione, mentre in quelli contagiati si potrebbero utilizzare Adt per cercare di ridurre la gravità dei sintomi.

“Spero che i nostri risultati inducano altri ricercatori a condurre studi clinici utilizzando un trattamento
temporaneo con Adt in uomini infettati da Sars-CoV-2, oltre ad altre terapie sperimentali – auspica Alimonti -. Sebbene debbano essere ulteriormente validati su altre grandi coorti di pazienti, questi dati forniscono una risposta all’ipotesi che i livelli di ormoni androgeni possano facilitare le infezioni da Coronavirus e aumentare la gravità dei sintomi, come è stato osservato nei pazienti maschi” rispetto alle donne. Il che spiegherebbe anche il motivo per il quale il Covid-19 colpisce in modo più aggressivo e frequente gli uomini, una questione che la scienza sta sondando (leggi l’articolo: Coronavirus, perché quello maschile è il sesso debole).

Fabrice André, redattore capo degli Annals of Oncology e direttore della Ricerca all’Istituto Gustave Roussy di Villejuif, in Francia, dichiara all’Adnkronos: “Abbiamo deciso di pubblicare questo studio perché fornisce un razionale per valutare l’efficacia della terapia Adt nei pazienti Covid. Tuttavia lo studio non fornisce una conclusione definitiva sul ruolo dei trattamenti anti-androgeni nei contagiati da Coronavirus, e questa classe di farmaci non dovrebbe essere utilizzata a questo scopo fino a quando futuri studi clinici non ne avranno confermato l’efficacia”.



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