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Documenti per spid

10 Agosto 2020 | Autore:
Documenti per spid

Identità digitale e procedure per ottenerla. Il nuovo modo di rapportarsi con la Pubblica Amministrazione.

Le nuove tecnologie hanno travolto anche il mondo della Pubblica Amministrazione. Gli strumenti informatici consentono oggi di superare le file agli sportelli, di ottenere rapide informazioni, di presentare documenti e di realizzare tutti gli adempimenti ai quali siamo tenuti per legge. Il sistema è dinamico e snello: tutto passa lungo il filo della rete di internet.

I meccanismi telematici si applicano ormai ai settori più disparati: si va dalle domande di partecipazione ai pubblici concorsi alla richiesta di bonus previdenziali. In questo contesto ha assunto un’importanza fondamentale l’identità spid. Si tratta di una modalità sicura di individuazione della persona fisica attraverso le procedure informatiche.

In altri termini, il sistema digitale è l’alter ego virtuale della carta di identità. Quando ti rechi allo sportello, il funzionario ti identifica con un valido documento? La stessa tecnica viene utilizzata dal portale della Pubblica Amministrazione: per accedervi devi farti riconoscere. Ecco perché sono necessari dei documenti per la spid. Diversamente, non è possibile associare un profilo digitale a un individuo in carne ed ossa.

Vediamo nel dettaglio quali sono le procedure da attivare per poter accedere ai servizi dell’amministrazione pubblica.

Spid: che cos’è?

Spid è un sistema di autenticazione che consente a cittadini e imprese di accedere ai servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni e dai privati aderenti all’iniziativa. Pensa, ad esempio, alle prestazioni erogate dal portale dell’Inps o all’accesso ai concorsi attraverso la piattaforma del Miur o del Ministero della Giustizia nei rispettivi settori di competenza.

Quando si parla di spid occorre fare attenzione a non entrare in confusione. L’identità di cui stiamo parlando, in quanto completamente dematerializzata, non necessita di alcun supporto fisico (come, ad esempio, un lettore di carte) diverso da un computer, un tablet o uno smartphone. Questa caratteristica permette di distinguere tale sistema dalla carta nazionale dei servizi.

Le possibilità di utilizzo dell’identità digitale sono moltissime e sono state ben accolte da privati, imprese e gestori dei dati personali. I servizi abilitati fanno capo a circa 4000 amministrazioni e spaziano dal settore energetico a quello dei trasporti passando per l’ambito della sanità, dell’istruzione, dell’ambiente e della cultura.

Come funziona il sistema di identità digitale?

L’identità spid è associata a una password e a uno username. Entrambe le credenziali, protette da un sistema sicuro di connessione, sono uniche e attribuite esclusivamente al soggetto che ne fa richiesta.

In particolare, esistono ben tre stadi di sicurezza dei criteri di accesso. Essi variano a seconda dell’importanza dell’operazione da realizzare e sono:

  1. primo livello: consente l’accesso ai servizi on line attraverso password e username;
  2. secondo livello: consente l’accesso ai servizi on line attraverso password, username e un codice temporaneo che prende il nome di one time password;
  3. terzo livello: consente l’accesso ai servizi on line attraverso password, username e una smart card.

I provider che utilizzano i dati dei titolari di spid devono adempiere ad obblighi ben precisi, ossia:

  • non utilizzare le informazioni acquisite per scopi commerciali;
  • non cedere i dati a soggetti terzi;
  • tenere nettamente separate le generalità richieste per il rilascio dell’identità digitale da eventuali informazioni aggiuntive.

Il rispetto degli obblighi di legge viene garantito dal controllo capillare dell’Agid, l’agenzia per l’Italia digitale. La loro violazione viene perseguita molto severamente, anche dal punto di vista penale.

La domanda delle credenziali spid è sempre gratuita: soltanto alcuni gestori prevedono la registrazione a pagamento per alcune modalità di riconoscimento personale (ad esempio, tramite webcam). Fai, dunque, attenzione alle proposte di adesione ad eventuali pacchetti od offerte promozionali: potrebbero essere delle truffe.

Chi sono gli identity provider?

La richiesta di spid può essere presentata soltanto dai cittadini italiani (anche se residenti all’estero) e dagli stranieri con permesso di soggiorno che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.

La domanda deve essere proposta direttamente a uno degli identity provider autorizzati dal nostro sistema.

In futuro, non è escluso che si possano affiancare nuovi gestori a quelli già esistenti, ma nel frattempo i soggetti abilitati a concedere l’identità digitale sono:

  1. Aruba;
  2. Infocert;
  3. Intesa;
  4. Namirial;
  5. Poste;
  6. Register;
  7. Sielte;
  8. Tim;
  9. Lepida.

Peraltro, sono questi gli enti ai quali devi fare riferimento nel caso di smarrimento delle tue credenziali di accesso. In tale ipotesi puoi seguire la procedura di recupero indicata sul sito del tuo gestore. Ciascun provider, infatti, attraverso il link di recupero dei dati, ti consente di resettare la tua posizione. Per far ciò ti invia per mail un codice o un nick temporaneo che ti consentono di effettuare il login. Tali criteri devono, però, essere sostituiti al primo accesso utile.

Quali sono i documenti per richiedere spid?

Per ottenere l’identità spid il primo passo da compiere è quello di scegliere il tuo identity provider.

Le motivazioni che possono orientarti per un soggetto piuttosto che per un altro possono essere diverse: la fiducia che riponi nel marchio, il fatto di essere già cliente del fornitore del sistema, la qualità del servizio, il grado di sicurezza garantito e così via.

In tutti i casi, per poter presentare la domanda devi:

  • seguire la procedura telematica indicata sul sito;
  • farti riconoscere personalmente: se, ad esempio, scegli Poste devi recarti presso uno sportello fisico per la convalida della richiesta on line; l’identificazione a domicilio è a pagamento;
  • essere in possesso di determinati documenti.

L’elenco degli allegati varia a seconda del Paese in cui vivi. Occorre, cioè, distinguere la residenza italiana da quella estera.

Nel primo caso, per chiedere l’identità digitale devi essere in possesso di:

  • tessera sanitaria con codice fiscale;
  • documento di identità in corso di validità: sono ammessi soltanto carta di identità, patente e permesso di soggiorno;
  • indirizzo e-mail e numero di cellulare che utilizzi abitualmente.

Nella seconda ipotesi, oltre alla posta elettronica e al contatto telefonico, devi essere in possesso del codice fiscale (non necessariamente indicato nella tessera sanitaria) e di un documento di identità (tra quelli ammessi) rilasciato esclusivamente da un’autorità italiana.

Come accennato, alla procedura on line fa seguito il riconoscimento personale di colui che fa la richiesta di spid. In questo caso è necessario presentare al soggetto incaricato dell’identificazione gli stessi documenti allegati alla domanda di identità digitale.



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