Così Facebook cancellerà d’ora in poi post e profili

7 Maggio 2020 | Autore:
Così Facebook cancellerà d’ora in poi post e profili

La società di Zuckerberg crea un Comitato per monitorare i contenuti anche su Instagram e rimuovere quelli offensivi. Tra i membri, un Nobel e un Pulitzer.

Sarà una sorta di nuovo tribunale del web. Una Corte – è il caso di dirlo – megagalattica, perché alla sua sbarra potranno finire circa due miliardi di persone, tanti sono gli utenti dell’universo Facebook in tutto il mondo. D’ora in poi, chi sgarra sui social network che fanno capo a Mark Zuckerberg, verrà condannato a vedere sparire i suoi contenuti.

La società californiana ha dato vita ad un Comitato di controllo, l’Oversigt Board che avrà il compito di valutare se un post, un video o qualsiasi altro tipo di contenuto pubblicato sui social del gruppo Facebook (compreso Instagram) deve essere rimosso dalla Rete perché offende, molesta o incita all’odio. Lo stesso succederà con i profili falsi, socialmente pericolosi o ritenuti non adatti.

L’organismo è composto da 20 membri dislocati in tutto il mondo, ma a regime saranno 40 le persone che faranno parte del Comitato, che ha già il suo statuto e parla 29 lingue. I suoi membri appartengono a contesti e punti di vista professionali, religiosi, culturali e politici diversi. C’è un’attivista yemenita che nel 2011 ha ricevuto il Nobel per la Pace, c’è un giornalista che ha vinto il Pulitzer per un servizio su Edward Snowden, c’è un ex giudice federale degli Stati Uniti, c’è un ex primo ministro danese. Siamo a livelli molto alti, insomma.

Il loro compito sarà quello di controllare i contenuti ed i profili sui social della galassia Facebook e di eliminare quelli molesti, razzisti o inopportuni. La decisione del Comitato sarà inappellabile e vincolante.



9 Commenti

  1. c’è una rete di gente , che segnala post non offensivi ma sopratutto che non violano in nessun modo gli standard del social , Facebook senza nessun tipo di analisi procede con blocco anche quando non c’è un motivo reale .
    Quindi ricapitoliamo , se con trucchi informatici faccio partite 1000 segnalazioni su un profilo che non ha commesso nulla , quel profilo sara bloccato ingiustamente .
    Si accettano richieste di metodo e software che permettono cio che ho scritto .
    In questo social tanto amato non c’è libertà di espressione e pensiero , quindi 0 democrazia .
    Grazie per il Suo Articolo Egr.Carlos Arija Garcia

    1. Facciamo l’esempio opposto. Un/una tale, per i motivi più vari, viene insultato perseguitato deriso calunniato diffamato spiato in maniera massiccia, spinto alla nevrosi, al suicidio, impossibilitato a chiamare in causa davanti alla giustizia centinaia di aguzzini su Fb – e Fb dovrebbe tollerare tutto ciò tranquillamente in nome della “libertà di espressione e pensiero”? Dipende dal pensiero in sé e da come lo si esprime. Una tolleranza eccessiva va evitataAltrimenti si scatenerebbe definitivamente (un po’ è già successo) la canea di odiatori o idioti che infestano Fb

    2. Se sono gli stessi che stanno monitorando i post ed i commenti attuali, siamo nelle mani di incompetenti, e parlo per vissuto.

  2. Grazie per l’articolo….non mi stupisce più nulla, questa caccia alle streghe non porterà a niente…a me personalmente poco importa se chiudono il mio profilo…queste assurdità finiranno presto …poi riderò io .
    Comunicheremo con mezzi che fin’ora ci sono stati tenuti nascosti….tutto il resto è FUFFA…!!

  3. Ma sono solo io a chiedere che Facebook RISPETTI LE LEGGI DEL PAESE IN CUI OPERI come per noi in questo caso l’art 21 della costituzione italiana???? Ma siamo seri???

  4. Io personalmente dopo alcuni anni in Facebook, entusiasta per l’utilità dei social “s’è usato con coscienza”, fino quando ho autonomamente cancellato l’account,come si dice “il mondo è bello perchè è vario” quindi le varianti di pensiero e comportamento sono infiniti. Trovo giusta la decisione di Zuckerberg, ci vorrà tempo ma con la buona volonta degli intenti si avranno buoni risultati.

  5. LA CENSURA DI UN POST O DI UN PROFILO È SEMPRE UN ATTO CONTRARIO ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE … AL LIMITE SI POTREBBE LIMITARE LA CIRCOLAZIONE SUL SOCIAL ,ATTRAVERSO UN ALGORITMO AD HOC , lRELEGANDO ALL’ULTIMO POSTO UN EVENTUALE “EVIDENZA FATTUALE “ DI CIO’ CHE UN COMITATO ETICO RITIENE LESIVO DEL “PROPRIO” CONCETTO DI REALTÀ E GIUSTIZIA , MA MAI CANCELLARLO DEL TUTTO !!!!

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