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Coronavirus, Conte: forse i negozi riapriranno prima

7 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus, Conte: forse i negozi riapriranno prima

Il premier valuta la ripresa delle attività commerciali, dei bar, dei parrucchieri e persino dei teatri ma solo nelle regioni a basso indice di contagio.

L’insistenza paga. A forza di sentirsi dire che non si può restare chiusi a lungo, pare che Giuseppe Conte si sia convinto che alcune attività non possono aspettare il 1° giugno per rialzare la saracinesca. Così, il premier si sbilancia e ammette di stare valutando la riapertura anticipata di negozi, ma anche di bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti. Si parla, quindi, del 18 maggio. Ma solo in alcune zone, non in tutto il Paese.

Il premier vincola tale decisione a due fattori. Il primo, il senso di responsabilità dei cittadini. Il secondo, l’andamento dei contagi. Quest’ultimo elemento, in particolare, è quello che farà la differenza tra una regione e l’altra per dare il via libera alle riaperture a metà maggio: l’indice R0 dovrà essere accompagnato dalle opportune regole di monitoraggio del ministero della Salute e dei protocolli di sicurezza dell’Inail per ogni categoria. Solo così, nelle regioni che rispettino questi parametri, sarà possibile tornare al bar, al ristorante, dal parrucchiere, al centro benessere. Ma anche a teatro, secondo quanto anticipato dallo stesso Conte.

L’ultima parola (anzi, la penultima, visto che la decisione finale viene presa sempre e solo dal premier) spetterà al Comitato tecnico-scientifico, che sarà incaricato di valutare se e dove ci sono le condizioni per la ripresa dell’attività. E su questo, chi vuole ricominciare quanto prima dovrà incrociare le dita: il Comitato, infatti, tende a mantenere la data del 1° giugno per i settori che presentano maggiori rischi di contagio.

Quel che è certo, assicura Conte, è che «dal governo non c’è alcuna volontà di protrarre questo lockdown residuo. Se c’è la possibilità di anticipare qualche data – aggiunge il presidente del Consiglio – possiamo anche valutare delle aperture ulteriori».



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3 Commenti

  1. OK ammesso che i negozi aprano prima, come faranno a gestire le prove nei camerini con l’abbigliamento? Cioè, io potrò misurare un abito? E poi, ogni volta che una persona prova un capo di abbigliamento poi viene igienizzato? che ne so io se una persona ha starnutito in camerino ed era asintomatico? Chi mi garantisce che gli abiti o che le superfici su cui sono poggiati siano ben puliti? Ecco io sono molto perplessa su questo punto ecco perché per un bel po’ eviterò di fare acquisti di questo tipo….

  2. Non vedo l’ora. Ho una ricrescita assurda. Sono mezza bionda e mezza bruna. Non vedo l’ora che il mio parrucchiere riapra così finalmente posso fare la tinta. Poi, questi capelli sono lisci che non hanno una forma. Se alla fine prendono tutte le precauzioni necessarie che male c’è. Anche loro devono poter lavorare ed io sono già prenotata dall’inizio di questa pandemia.

  3. Per me possono riaprire anche fra 3 mesi. Ci mascherebbe, capisco che i centri benessere, estetisti e parrucchieri hanno tanti costi da sostenere e giustamente vogliono lavorare anche per un benessere psicologico oltre che economico… io sinceramente, avrei un po’ di timore anche perché si deve per forza stare a contatto ravvicinato. magari non fra clienti, ma fra il lavoratore e il cliente non si può tenere un metro di distanza. Mica può farmi la ceretta sulle mezzepunte oppure tagliarmi i capelli con un paio di fobici a distanza. Questa storia del coronavirus ci sta creando tanto panico e paura…. e sta mettendo in ginocchio la nostra economia e chi soffre sono sempre i piccoli lavoratori

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