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TFR: il governo allunga sempre di più i tempi di riscossione

18 Ottobre 2013
TFR: il governo allunga sempre di più i tempi di riscossione

Con la nuova legge di stabilità, trattamento di fine rapporto sempre più lontano: rinvio di altri sei mesi nel pubblico impiego.

Si allungano, ancora, i tempi per la riscossione del TFR per i dipendenti pubblici, nei casi di cessazione per raggiungimento dei limiti di età o di servizio.

Lo Stato non ha i soldi per pagare la buona uscita ai dipendenti e così prende tempo. La nuova legge di stabilità appena approvata dal Governo, infatti, stabilisce che tutti i trattamenti di fine rapporto saranno erogati non più dopo sei mesi dalla cessazione del lavoro, bensì addirittura dodici.

Inoltre, per coloro che matureranno i requisiti per il pensionamento dall’1 gennaio 2014, il riconoscimento dell’indennità di buonuscita, dell’indennità premio di servizio, del TFR e di ogni altra indennità equipollente corrisposta una-tantum spettante a seguito di cessazione dell’impiego è effettuato:

a) in un unico importo annuale se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle trattenute fiscali, è pari o inferiore a 50.000 euro;

b) in due importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è superiore a 50mila euro ma inferiore a 100mila. In tal caso il primo importo annuale è pari a 50mila euro e il secondo importo annuale è pari all’ammontare residuo;

c) in tre importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è uguale o superiore a 100mila euro.

Sono ridotti anche i compensi degli avvocati della pubblica amministrazione, che in relazione al patrocinio reso per le cause favorevoli all’amministrazione saranno corrisposti nella misura massima del 50 per cento.



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