Imprese: aiuti a fondo perduto anche per le più piccole

7 Maggio 2020
Imprese: aiuti a fondo perduto anche per le più piccole

Il piano del Mef per la ripresa delle microimprese: un contributo di 7.500 euro per le attività da 0 a 4 dipendenti e con ricavi al di sotto dei 400mila euro. 

Il Governo sta mettendo a punto un piano di interventi a favore delle imprese, fino a 5 milioni di fatturato, che comprenderà anche le più piccole, quelle con meno di 5 dipendenti e ricavi al di sotto dei 400mila euro annui.

Per loro è prevista l’assegnazione di aiuti nella forma di un contributo a fondo perduto, che nei piani del Mef dovrebbe essere pari a 25.000 euro per le imprese con meno di 50 dipendenti e con ricavi inferiori a 10 milioni di euro, di 15.000 euro per quelle che hanno tra i 5 ed i 10 dipendenti e ricavi sotto i 2 milioni di euro e infine di 7.500 euro per le microimprese, che non superano i 4 dipendenti ed hanno ricavi al di sotto dei 400 mila euro.

La proposta allo studio del Governo era stata anticipata ieri dal ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri: “stiamo lavorando per stanziare contributi a fondo perduto per le imprese fino a 5 milioni di fatturato”, aveva detto ieri all’agenzia stampa Adnkronos. Ora il piano è stato messo a punto dal sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa.

Bisognerà fare in fretta perché le imprese prostrate dalla crisi hanno urgente bisogno di liquidità per fronteggiare i costi accumulati in assenza di ricavi e per sostenere quelli ulteriori in vista della riapertura, altrimenti non ce la faranno a risollevarsi. E i tempi per arrivare al provvedimento sono ristretti anche perché il Governo conta di varare il Decreto maggio entro la fine di questa settimana e occorre trovare la quadra in Consiglio dei ministri per inserire ed approvare anche questa proposta insieme alle altre misure di sostegno.

Inoltre, il progetto del Mef si irrobustisce combinando l’erogazione di queste risorse a fondo perduto con nuovi finanziamenti a tasso agevolato di durata fino a 30 anni, per permettere alle aziende in difficoltà non solo di risollevarsi ma anche di tornare a correre.

“Uno schema di due misure complementari che salva imprese e conti pubblici – spiega Villarosa all’Adnkronos – perché da un lato fornisce alle aziende la liquidità necessaria nell’immediato con gli aiuti a fondo perduto e poi le accompagna nell’arco di un periodo più lungo con prestiti a tassi vantaggiosi permettendo di assorbire lo shock della crisi e la loro stessa sopravvivenza, cruciale per lo Stato”.

Il finanziamento agevolato riguarderà tutte le partite Iva, con linee di credito anche in questo caso modulate per fasce di dipendenti e di ricavi o anche sull’ammontare degli investimenti pianificati: per le aziende tra 10 e 50 dipendenti e con ricavi o investimenti compresi tra i 2 ed i 10 milioni di euro il finanziamento potrebbe ammontare fino a 800mila euro; per le aziende con 5-10 dipendenti e, o ricavi o investimenti tra i 400mila e i 2 milioni di euro il massimo importo concedibile sarà 250mila euro e infine per le attività che hanno da zero a quattro dipendenti e ricavi o investimenti al di sotto dei 400mila euro i prestiti potranno arrivare fino a 100mila euro.

Il finanziamento dovrebbe essere erogato in due tranches: la prima senza valutazione del merito creditizio con un tasso agevolato intorno all’1%, mentre la seconda tranche sarà concedibile solo alle aziende che non versano in stato di insolvenza. La garanzia statale sarà del 100% per i primi dieci anni di durata del prestito e dell’80% per quelli ulteriori. Il periodo massimo potrà arrivare a 30 anni.



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