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Costo cambio avvocato

7 Maggio 2020 | Autore:
Costo cambio avvocato

Revoca avvocato: quanto costa e come si fa? L’avvocato sostituito deve essere pagato? Quando si può evitare di pagare il precedente difensore?

Nella vita ci si pente di tante scelte: degli studi intrapresi, del lavoro, del proprio matrimonio. Tra tutti questi grandi rimorsi non poteva mancare quello riguardante la nomina del proprio avvocato. Niente paura, però: a differenza delle altre scelte che la vita ci impone di fare, il cambio del proprio legale è un’operazione molto semplice, che può essere effettuata in qualsiasi momento. Il problema, però, è il prezzo da pagare per revocare l’incarico a un avvocato al fine di affidarlo a un altro. Quanto costa cambiare un avvocato?

Come ti spiegherò, sostituire il proprio avvocato è piuttosto semplice; il vero problema, però, è che questi ha comunque diritto al compenso per il lavoro svolto fino al momento della revoca, a meno che il professionista, con il suo operato, non abbia danneggiato il proprio assistito. In un caso del genere, saresti più che legittimato a revocare il tuo difensore senza nemmeno dovergli pagare la parcella. Insomma: il costo del cambio di un avvocato può essere più o meno elevato a seconda del fatto che tu debba pagare le parcelle di entrambi. Affrontiamo questo argomento.

Avvocato: quando si può cambiare?

Partiamo subito da un presupposto: l’avvocato può essere cambiato in qualsiasi momento. Hai capito bene: se hai conferito incarico a un legale e, a un certo punto, decidi di volerlo sostituire, puoi farlo.

Ciò è possibile perché il rapporto che si instaura tra assistito e avvocato è un tipico rapporto di mandato: secondo le regole di questo contratto, il mandante può revocare il mandatario in qualsiasi momento.

Per revocare il proprio difensore, è sufficiente inviargli una raccomandata con avviso di ricevimento in cui si dichiara espressamente di volergli togliere l’incarico.

I problemi della revoca dell’avvocato sono essenzialmente due:

  • la parcella per il lavoro svolto fino al momento della revoca va comunque pagata;
  • una revoca effettuata in un momento decisivo del procedimento potrebbe danneggiare le ragioni dell’assistito. Pensa a colui che decida di togliere l’incarico al proprio avvocato un istante prima dell’interrogatorio da rendere al p.m.: in un caso del genere, l’autorità giudiziaria dovrebbe nominarne uno d’ufficio che è all’oscuro della vicenda giudiziaria.

Concentriamoci però sul primo aspetto, cioè sul diritto al pagamento della parcella dell’avvocato revocato. Si tratta, infatti, di un aspetto importantissimo inerente al problema del costo cambio avvocato.

Revoca mandato avvocato: bisogna pagare la parcella?

Come già anticipato, la parcella dell’avvocato sostituito deve comunque essere pagata, nei limiti del lavoro effettivamente svolto.

Ciò significa che l’avvocato a cui è stato revocato l’incarico non ha diritto al pagamento dell’intero onorario pattuito inizialmente con il cliente, bensì solamente della parte corrispondente al lavoro effettivamente svolto, oltre al rimborso delle spese.

Tizio si mette d’accordo con l’avvocato Caio per un onorario pari a duemila euro. Alla prima udienza, però, Tizio non si sente sufficientemente tutelato dal proprio legale e pertanto decide di revocargli l’incarico. A quel punto, Tizio non dovrà pagare l’intera parcella, ma solamente una parte, in proporzione al lavoro svolto dal difensore.

Il cliente deve dunque corrispondere all’avvocato l’onorario per la prestazione  eseguita, maggiorato delle spese eventualmente sostenute dal professionista. All’avvocato spetta invece restituire tutti gli atti e i documenti dell’assistito.

È la stessa legge a stabilire che per l’attività prestata dall’avvocato negli incarichi iniziati ma non compiuti, si liquidano i compensi maturati per l’opera svolta fino alla cessazione, per qualsiasi causa del rapporto professionale [1].

Avvocato revocato: va sempre pagato?

Quanto detto nel precedente paragrafo è sempre vero, tranne nel caso in cui la revoca sia giustificata da un grave inadempimento del difensore. In un’ipotesi del genere, all’avvocato non spetta alcun compenso in quanto non ha svolto il compito che gli era stato affidato. Ma non solo.

Se l’avvocato, oltre che a non aver fatto nulla, ha perfino arrecato un danno al proprio cliente, allora non solo non potrà chiedere il pagamento della parcella, ma sarà tenuto a risarcire pure i danni. Facciamo un esempio.

Tizio conferisce incarico all’avvocato Caio affinché intraprenda un’azione legale contro Mevio; a tal fine, versa un acconto di seicento euro. Dopo diverso tempo, Tizio viene a sapere che l’avvocato non ha fatto nulla, lasciando peraltro decorrere i termini utili per agire. Tizio non solo avrà diritto al rimborso di quanto inutilmente anticipato all’avvocato, ma anche al risarcimento del danno per la sua negligenza.

Dunque, il costo del cambio dell’avvocato dipende dalla necessità o meno di pagare il precedente difensore: se egli è stato revocato senza che abbia dato luogo a gravi inadempimenti, allora avrà diritto al pagamento dell’onorario fino a quel momento maturato; altrimenti, non potrà pretendere nulla.

Per quanto riguarda la possibilità di chiedere il risarcimento al proprio difensore, ti rinvio alla lettura dell’articolo dal titolo Risarcimento danni contro avvocato.

Si ricordi, infine, che il diritto al compenso matura per l’avvocato a prescindere dal risultato della causa: in altre parole, non si può pretendere di non pagare il proprio difensore solamente perché il giudizio è andato male.

Ogni avvocato, infatti, si impegna ad adempiere al proprio mandato in maniera onesta, leale e diligente; solamente se viene meno a tali doveri egli risulterà inadempiente. Dunque, se un avvocato perde la causa ma non è possibile muovergli alcun rimprovero, allora avrà comunque diritto alla parcella.

Cambio avvocato: quanto costa il nuovo?

Nel costo del cambio avvocato bisogna tener conto, come detto, del compenso maturato dal precedente difensore, cioè da quello che si intende revocare.

La seconda voce di spesa più rilevante dell’intera operazione di sostituzione di un legale con un altro riguarda la parcella del nuovo nominato, cioè del difensore che succede al primo. Quanto costa il nuovo avvocato?

Nel cambio di avvocato bisogna sicuramente tenere conto del lavoro già svolto dal primo; e così, se il nuovo avvocato è chiamato a subentrare nell’attività già intrapresa dal primo, il “neo difensore” non potrà pretendere una parcella che tenga conto anche dell’attività già svolta dal suo predecessore. Facciamo un esempio.

Tizio conferisce incarico all’avvocato Caio affinché lo segua nella causa di divorzio. Dopo le prime udienze, Tizio decide di revocare Caio e di affidare l’incarico all’avvocato Mevio. Quest’ultimo, nel preparare la parcella, non potrà inserire anche le udienze già seguite dal collega Caio, ma dovrà parametrare il suo compenso solamente all’attività che resta da compiere.

Dunque, il costo del cambio avvocato dipenderà da questi due fattori:

  • dalla parcella da pagare al difensore sostituito, sempre che ne abbia maturato il diritto;
  • dalla nuova parcella da pagare al difensore subentrato, tenendo conto dell’attività già svolta dal precedente collega.

note

[1] Art. 25 del D.M. n. 55/2014.

Autore immagine: Canva.com


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2 Commenti

  1. il vecchio avvocato è morto e nonostante abbia chiesto la documentazione scritta da me redatta e consegnatagli a mano e con email, non sono riuscita a rientrarne in possesso, la sua email è stata cancellata sia nell’elenco dell’Ordine Avvocati, sia la email normale e per giunta lo studio è scomparso.
    Altro che cambiare avvocato!!!

  2. Come recuperare 5.000euro di parcella da un avvocato che è deceduto e che mi ha lasciato in un mare di guai senza peraltro aver minimamente svolto il suo compito avendo dovuto io consegnare e ritirare i documenti presso il Tribunale. Inoltre non ha mai risposto se non superficialmente alle mie domande scritte tramite email e per giunta non si è presentato alle udienze facendomi perdere una causa importante. non mi ha neanchè avvertito del fatto che era gravemente malato.
    L’ho fatto anche convocare dall’Ordine degli Avvocati e da un Organismo di mediazione: non c’è stato nulla da fare. Altro che cambiare avvocato!!!

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