Diritto e Fisco | Articoli

Documenti per gratuito patrocinio

9 Agosto 2020 | Autore:
Documenti per gratuito patrocinio

Diritto alla difesa e difficoltà economiche. I correttivi predisposti dall’ordinamento giudiziario per garantire l’attuazione dei principi costituzionali.

Quando subisci un torto hai il diritto di difenderti. È questo un principio garantito da tutti i sistemi democratici. Le modalità di tutela delle proprie posizioni variano da ordinamento a ordinamento. Tuttavia, eccezion fatta per i sistemi che prevedono ancora la legge del taglione, le procedure ordinarie sono quelle del confronto in giudizio. Il tribunale è il baluardo di difesa di ogni persona presente sul territorio nazionale.

La protezione delle proprie facoltà, però, non è gratuita. Precisiamo meglio il concetto per evitare di incorrere in fraintendimenti. L’amministrazione della giustizia non grava sul singolo cittadino: è questo un settore che compete esclusivamente allo Stato.

Ciononostante, come avviene per il pagamento del ticket in ambito sanitario, l’individuo che chiede protezione giuridica può essere chiamato a contribuire alle spese processuali. Egli, in presenza di un determinato reddito, deve anzitutto essere in grado di pagare l’onorario del proprio avvocato.

È chiaro, però, che non tutti i soggetti sono in grado di sostenere questi costi. Tali persone sono, dunque, destinate a soccombere dinanzi all’arroganza altrui? Assolutamente no. Il nostro sistema giuridico prevede dei correttivi per ovviare a tale problema. È possibile, infatti, presentare dei documenti per il gratuito patrocinio.

Addentriamoci nel dettaglio nella questione. 

Il diritto di difesa  

Il diritto di difesa è sancito direttamente dalla Costituzione [1]: si tratta di una posizione inviolabile in ogni stato e grado del giudizio. Essa deve essere preservata anche in caso di errori giudiziari. Infatti, quando un individuo subisce un procedimento penale ingiusto ha diritto di essere ristorato. Hai mai sentito parlare, ad esempio, della riparazione per ingiusta detenzione? È l’ipotesi tipica di chi è stato condannato alla reclusione per un reato che non ha mai compiuto.

Il diritto di difesa, anche se nell’immaginario collettivo viene ricondotto al processo penale, si applica a ogni settore giudiziario (quindi, anche civile, amministrativo, tributario). Esso si ricollega, altresì, al sistema del giusto processo, imposto dalle disposizioni Costituzionali. In particolare, l’ordinamento giuridico deve garantire al cittadino:

  1. una ragionevole durata del processo;
  2. il contraddittorio con l’altra parte dinanzi a un giudice terzo e imparziale;
  3. la possibilità di interrogare e far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico.

L’esercizio di tale diritto è garantito a tutti coloro che sono regolarmente presenti sul territorio dello Stato: cittadini, stranieri e apolidi. Per ovvie ragioni, non è riconosciuto a chi si trova in una posizione di clandestinità. Tale soggetto, difatti, versa in una condizione di irregolarità giuridica.

Procedura da seguire 

Le disposizioni costituzionali che sanciscono l’inviolabilità del diritto di difesa stabiliscono, altresì, l’obbligo per la Repubblica di adottare precisi istituti per i non abbienti. È, infatti, indispensabile garantire a tali persone i mezzi per agire dinanzi ad ogni giurisdizione.

In attuazione di tali prescrizioni, il nostro legislatore ha introdotto l’istituto del patrocinio a spese dello Stato (noto anche come gratuito patrocinio).

Si tratta di una procedura attraverso la quale la persona non abbiente può essere rappresentata in giudizio da un avvocato senza sostenere alcun costo. Tale facoltà è riconosciuta sia a chi vuole agire per tutelare un proprio diritto sia a chi ha bisogno di difendersi da un’accusa. L’istituto, infatti, si applica a tutti i settori dell’ordinamento (civile, amministrativo, penale, tributario, contabile e di volontaria giurisdizione).

In tutte le ipotesi in cui sussistono i requisiti richiesti dalla legge, il soggetto non abbiente viene sostituito dallo Stato nel pagamento delle spese legali e processuali. Tale è la persona che non supera il reddito annuale di € 11.493,82. Al di fuori di tale canone economico, non è possibile attivare il patrocinio gratuito.

L’istituto non opera in automatico, ma è subordinato a una specifica domanda dell’interessato. La procedura da attivare si compone, infatti, dei seguenti passaggi:

  • presentazione della richiesta di patrocinio a spese dello Stato rivolta al Consiglio dell’ordine degli avvocati competente per territorio o al magistrato interpellato della questione;
  • valutazione della domanda;
  • adozione della decisione entro dieci giorni dalla presentazione dell’istanza: il consiglio dell’ordine può adottare un provvedimento di accoglimento, di rigetto o di non ammissibilità della domanda;
  • trasmissione del provvedimento all’interessato, al giudice competente e all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate per la verifica del reddito dichiarato.

Se il richiedente è stato ammesso al gratuito patrocinio, può procedere con la nomina di un difensore scelto tra quelli inseriti nell’apposito elenco dei legali abilitati alle difese a spese dello Stato. Viceversa, in caso di diniego della domanda, l’interessato può riproporla dinanzi al giudice competente per il giudizio.

Contenuto della domanda e documenti da allegare

La domanda di ammissione al gratuito patrocinio deve essere redatta in carta semplice e deve essere trasmessa al consiglio dell’ordine (per le materie civili, amministrative o tributarie) o al magistrato competente del giudizio (per le materie penali) attraverso le seguenti modalità:

  • personalmente presso lo sportello della segreteria del consiglio o l’ufficio di cancelleria;
  • tramite pec;
  • attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno.

L’istanza, per essere validamente valutata, deve avere un preciso contenuto. Gli elementi indispensabili della domanda sono i seguenti:

  • generalità anagrafiche del richiedente;
  • richiesta di ammissione al patrocinio;
  • autodichiarazione dei redditi percepiti nell’anno precedente;
  • indicazione degli estremi della causa (numero di procedimento, stato della vertenza, giudice competente, data della prossima udienza, generalità della controparte);
  • impegno a comunicare eventuali variazioni di reddito.

La richiesta di gratuito patrocinio deve essere finalizzata a tutelare una pretesa valida e, quindi, l’ammissione non viene concessa quando si tratta di procedimenti non fondatamente giustificati. Per tale motivo, all’interno della domanda devono essere indicati gli elementi che motivano l’azione giudiziaria. A tal fine, occorre allegare tutte le prove che convalidano la propria richiesta (perizie tecniche, testimoni e, in generale, tutto ciò che si produce in giudizio a propria difesa).

Oltre a tali allegati, l’istanza deve essere corredata da una serie di documenti richiesti dal tribunale presso il quale si agisce. L’elenco può variare da ambito territoriale ad ambito territoriale, ma in linea di massima, per i cittadini italiani, esso si riferisce a:

  1. certificato cumulativo di famiglia e di residenza del richiedente (da ottenere presso l’ufficio anagrafe comunale): può essere prodotto anche nella forma dell’autocertificazione;
  2. copia della tessera sanitaria o del tesserino di attribuzione del codice fiscale del richiedente;
  3. copia della tessera sanitaria o del tesserino di attribuzione del codice fiscale di tutti gli altri componenti del nucleo familiare (se presenti): in tal caso, occorre fare riferimento alla nozione di famiglia in termini fiscali. Tale è il nucleo composto dalle persone indicate sullo stato di famiglia anche se non sono legate da un vincolo di parentela;
  4. copia di un valido documento di identità del richiedente;
  5. copia del modello Cud relativo ai redditti dell’anno precedente dell’interessato e di tutti gli altri componenti del nucleo familiare;
  6. certificato penale del richiedente per il procedimento penale.

Per i cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale, sono richiesti anche la copia del permesso di soggiorno e la dichiarazione dell’Ambasciata o del Consolato della Nazione di appartenenza relativa alla mancanza di beni intestati al richiedente nel paese di origine.


note

[1] Art. 24 Cost.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube