Coronavirus: i rischi della disinfezione di spiagge e parchi

7 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: i rischi della disinfezione di spiagge e parchi

I timori del Wwf per i rischi ambientali. Secondo l’associazione, non esiste alcuna conferma scientifica sull’efficacia dell’uso ipoclorito di sodio, ma sono noti i danni all’ambiente.

La trasmissione del Coronavirus può avvenire dopo lo stretto contatto con un paziente infetto mediante le goccioline del respiro delle persone; la saliva; tossendo e starnutendo; attraverso i contatti diretti personali; toccando un oggetto o una superficie contaminati dal virus con le mani (non lavate) e poi portandole su occhi, naso, bocca; con una contaminazione fecale.

Quindi, è necessario procedere alla disinfezione delle spiagge (così come dei parchi, dei giardini, ville, prati fino al manto stradale in città) con l’uso dell’ipoclorito di sodio? Secondo il Wwf è una pratica da evitare, in quanto la sua utilità ed efficacia non sono accertate, mentre sono ben evidenti i gravi impatti ambientali e sulla salute che questa sostanza può determinare. Inoltre, ad oggi, non ci sarebbero evidenze scientifiche che attestino che le superfici calpestabili come spiagge, parchi, ville e giardini, ma anche la pavimentazione stradale, siano coinvolte nella trasmissione del virus Sars-CoV-2.

“Si tratta di una misura inefficace – sottolinea il Wwf come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos- perché la capacità dell’ipoclorito di sodio di distruggere il virus su superfici complesse (come sabbia, prato o asfalto) non è accertata né è estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite. Inoltre, se in situazioni sperimentali è stata dimostrata una lunga sopravvivenza dei coronavirus, in condizioni ‘esterne’ la sopravvivenza di virus potrebbe essere molto più limitata. È bene ricordare che uno degli agenti sterilizzanti più utilizzati ed efficaci, anche nelle strutture ospedaliere, è l’esposizione ai raggi UV che in giornate di sole agiscono pienamente”.

Per il Wwf, l’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (ma anche di prati e della pavimentazione urbana) può associarsi a un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione dei cittadini che frequentano quelle aree e, in particolare, dei soggetti affetti da
patologie allergico-respiratorie. L’ipoclorito di sodio, peraltro, in presenza di materiali organici può dare origine a formazione di sottoprodotti volatili pericolosi quali clorammine e trialometani, molti dei quali noti per essere possibili cancerogeni per l’uomo. Non è, inoltre, possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare le falde idriche.

Infine, la spiaggia è un ambiente naturale, l’utilizzo di ipoclorito di sodio o di altri disinfettanti può alterare profondamente il suo delicato ecosistema e arrecare gravi danni alla biodiversità, sia per effetti acuti sia a lungo termine.

L’invito del Wwf a sindaci e presidenti di Regione è di attenersi alle disposizioni del Governo e delle autorità sanitarie nazionali evitando la disinfezione su larga scala degli ambienti naturali. Sono invece più incisive le misure comportamentali, unite ad una sanificazione mirata e attenta delle attrezzature di cui la popolazione usufruisce in questi luoghi (sdraio, lettini e giochi per bambini).



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3 Commenti

  1. Si ok d’accordo con il wwf. queste sostanze sono tossiche. dobbiamo evitare di inquinare l’ambiente. cerchiamo di mantenere le dovute accortezze e se vogliamo andare al mare evitiamo queste forme di disinfezione

  2. IO sinceramente non so che estate sarà questa. Se proprio deciderò di fare un bagno andrò laddove sono certa che non c’è nessuno perché non saprei come gestire la situazione. Cioè escono ogni giorno studi sulle feci ecc e magari la persona è asintomatica, e mi infetta nel mare. Io ho fatto tutti questi sacrifici e poi per una sciocchezza mi prendo il virus? No evito grazie. Al massimo mi farò una bella crociera quando tutto sarà passato

  3. Ecco per me l’estate è vita! Io e il mare siamo un tutt’uno. Praticamente, con i miei zii ogni estate sin da bambina trascorrevo almeno un mese pieno. I miei lavoravano ed io ero piccola. I miei zii venivano dall’estero e passavo molto tempo con loro, certo la mia famiglia quando non lavorava veniva da me. Per me, la sera è il momento più bello. Non c’è caos, la gente evita di buttarsi in acqua. Io invece sto a mollo e faccio lunghe nuotate. Amo nuotare mentre il sole sprofonda nel mare…

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