Coronavirus: più tempo per i processi tributari

7 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: più tempo per i processi tributari

Il termine di 90 giorni previsto per l’accertamento con adesione si somma alla sospensione stabilita durante l’emergenza Covid-19 ed anche a quella feriale estiva.

L’Agenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti interpretativi sulle norme contenute nel Decreto Cura Italia, già convertito in legge, e nel Decreto Liquidità attualmente all’esame del Senato. Le precisazioni arrivano con una nuova circolare [1] che raggruppa i quesiti  inviati dalle associazioni di categoria, da professionisti e contribuenti e dalle Direzioni Regionali, ai quali ora l’Agenzia fornisce risposta.

Gli argomenti trattati nel documento  spaziano dalla sospensione dei termini per gli adempimenti fiscali agli accordi di conciliazione a distanza, esaminando anche per la sospensione dei termini nei procedimenti di accertamento con adesione che com’è noto sospendono di 90 giorni i termini per proporre ricorso (o per pagare le imposte richieste) in modo da dare alle parti il tempo necessario a trovare un accordo conciliativo che eviti il processo tributario.

Ma il Decreto Cura Italia ha stabilito la cumulabilità dei normali termini di legge con quelli concessi per il periodo emergenziale Covid-19 e la circolare si occupa di chiarire questi aspetti. Ne deriva che ora, sommando i rispettivi termini, c’è più tempo per espletare le procedure di accertamento con adesione e di conseguenza per instaurare, con ricorso, i processi tributari nei casi in cui non si raggiunga l’accordo tra contribuente e Fisco.

Innanzitutto, la circolare chiarisce come agiscono le sospensioni previste dai due decreti su alcuni obblighi fiscali. L’Agenzia precisa che sono spostati al 30 giugno 2020 i termini per la presentazione della dichiarazione annuale Iva, del modello TR, della comunicazione della liquidazione periodica Iva (Lipe) del primo trimestre 2020 e dell”esterometro’ del primo trimestre 2020.

Poi il documento conferma che è possibile, ed è fortemente consigliato, concludere gli accordi di conciliazione a distanza fuori udienza durante il periodo emergenziale, in modo da evitare contatti fisici e spostamenti e tutelare meglio la salute dei cittadini e dei dipendenti pubblici.

Sulla gestione a distanza del procedimento l’Agenzia aveva già fornito indicazioni in una precedente circolare [2] emanata subito dopo il varo del Decreto Cura Italia che aveva introdotto le restrizioni agli spostamenti; ora le medesime prescrizioni vengono consigliate anche nell’attuale Fase 2.

Se si raggiunge l’accordo conciliativo, il deposito dell’atto dovrà avvenire – precisa la circolare – da ciascuna delle parti non oltre l’ultima udienza di trattazione in camera di consiglio o in pubblica udienza, del giudizio di primo o di secondo grado, e dovrà essere effettuato tramite il Sigit (Sistema informativo della giustizia tributaria).

Ma la novità maggiore illustrata dal documento di prassi riguarda la sospensione dei termini nei procedimenti di adesione. Infatti ora, nei casi di istanze di accertamento con adesione, presentate a seguito della notifica di un avviso di accertamento, si applica la sospensione per l’impugnazione dal 9 marzo al 15 aprile, estesa in un secondo tempo fino all’11 maggio.

A questa sospensione però – precisa la circolare, si sommano anche la sospensione di 90 giorni prevista come regola nel procedimento di adesione ed anche la sospensione feriale nel caso in cui il termine del ricorso ricada tra il 1°e il 31 agosto. Quindi, ad esempio, per un avviso di accertamento notificato il 21 gennaio scorso, il termine per la conclusione dell’adesione o per la presentazione del ricorso scadrà il 22 settembre 2020.

Infine, l’Agenzia chiarisce che la sospensione dei termini delle attività degli uffici impositori – prevista dall’8 marzo al 31 maggio, con il Decreto Cura Italia ora convertito in legge [3] – comporta lo spostamento in avanti – che a conti fatti è di 84 giorni – del decorso dei termini per la stessa durata della sospensione. Questo effetto si ha anche se il termine di prescrizione o decadenza, che in questo modo viene sospeso, non scade entro il 2020 ma andrà oltre; mentre è stata eliminata, in sede di conversione in legge, la proroga biennale dei termini originariamente stabilita dal Decreto in favore del Fisco.


note

[1] Circolare Agenzia delle Entrate n. 11/E del 6 maggio 2020.

[2] Circolare Agenzia delle Entrate n.6/E del 23 marzo 2020.

[3] Art. 67, comma 4, del Decreto legge n.18 del 17 marzo 2020, convertito, con modificazioni, in Legge n.27/2020 del 24 aprile 2020.


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