Tassa rifiuti: ora si appesantisce con l’Iva

7 Maggio 2020 | Autore:
Tassa rifiuti: ora si appesantisce con l’Iva

La Cassazione stabilisce che l’imposta sul valore aggiunto va applicata sul corrispettivo pagato dall’utenza per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento.

Finisce nel modo peggiore per i contribuenti la lunga questione dell’Iva sulla tassa rifiuti: la Cassazione, con una nuova pronuncia emessa oggi dalle Sezioni Unite civili [1], ha stabilito che la sua applicazione è legittima e fa parte dell’imposizione dovuta. Perciò, l’Iva non può essere restituita ma va pagata.

Le Sezioni Unite erano state chiamate ad esprimersi per il contrasto di posizioni sorto in seno alla stessa Corte di Cassazione sulla natura privatistica o meno della Tia2, cioè la tariffa integrata ambientale [2] una delle “varianti evolutive ” che la tassa rifiuti ha assunto nel corso del tempo, come la Tia, la Tari e la Tarip, la tariffa puntuale sui rifiuti che è basata sul calcolo dei rifiuti prodotti anziché della superficie dei locali [3].

Gli Ermellini – con questa decisione che dovrebbe evitare futuri contrasti sul punto – hanno ritenuto che la Tia2 costituisce il corrispettivo del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questi servizi e il corrispettivo pagato per essi costituiscono un “rapporto sinallagmatico” (composto da una prestazione e da una controprestazione) che legittima l’assoggettabilità ad Iva dell’importo pagato dai contribuenti per fruirne.

La sentenza chiarisce le differenze tra Tia2 – che è stata espressamente qualificata dalla legge [4] come entrata non tributaria – dalla precedente Tia, la vecchia “tariffa di igiene ambientale”. Entrambe sono suddivise in due quote, una fissa destinata a coprire i costi generali di gestione, ed una variabile, che si riferisce alle spese per la gestione dei rifiuti prodotti dalle utenze (dunque la raccolta, il trasporto e lo smaltimento); ma la prima e più recente “apre” al principio europeo del “chi inquina paga” e questo induce a considerare il prezzo pagato dal produttore dei rifiuti come corrispettivo di natura privatistica anziché come tributo.

La Cassazione richiama a sostegno della propria tesi anche una pronuncia della Corte di Giustizia europea [5] secondo la quale lo svolgimento di compiti pubblici da parte di una società in virtù di un contratto concluso con un Comune costituisce una prestazione di servizi a titolo oneroso, soggetta all’Iva. Non rileva, in tali casi, il fatto che il corrispettivo sia determinato in via forfettaria, perché questo non spezza il nesso tra la prestazione della società di gestione e il corrispettivo dovuto da coloro che usufruiscono dei servizi.


note

[1] Cass. Sez. Un. sent. n. 8631 del 7 maggio 2020.

[2] Art. 238 del D.Lgs. n. 152/2006 (Codice dell’ambiente).

[3] Art. 1, commi 639 e ss., Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014).

[4] Art. 14, comma 3, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78.

[5] Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza 22 febbraio 2018 in causa C-182/17.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Non sono d’accordo. Una prestazione privata può essere richiesta oppure no, richiesta a Tizio oppure a Caio, oppure a chi dei due la fa pagare meno. Una IMPOSIZIONE, al contrario, non lascia alcuna libertà di determinazione a chi la subisce: Lo Stato impone con la propria forza qualunque scelta, solo indicando i criteri in base ai quali viene determinato l’importo (reddito, patrimonio, superficie, volume, numero persone ecc.). Per l’appunto quello che accade con l’imposta sul conferimento dei rifiuti. Sono certo che non debba essere assoggettata ad IVA. E nemmeno lo dovrebbero essere le accise che gravano sulle bollette le quali già hanno natura fiscale. Ci avviciniamo sempre più alle distorsioni ingestibili.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube