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Ritiro pensione dopo decesso e rinuncia eredità

7 Maggio 2020
Ritiro pensione dopo decesso e rinuncia eredità

Cosa devono fare gli eredi con la pensione del defunto: restituzione o incasso?

Un nostro lettore ci informa che, qualche giorno fa, è morto il padre. Pochi giorni prima del decesso, l’Inps gli ha accreditato la pensione, che non è stata ancora ritirata. Il quesito è dunque il seguente: il figlio o il coniuge superstite possono prelevare la pensione del defunto nonostante abbiano l’intenzione di rinunciare all’eredità? 

Il tema del ritiro della pensione dopo il decesso e la rinuncia all’eredità richiede alcuni chiarimenti. 

Si può ritirare la pensione del defunto?

Gli eredi possono ritirare la pensione del defunto solo a condizione che il rateo sia maturato interamente prima della morte. Se invece la pensione è maturata dopo il decesso, l’importo va restituito interamente all’Inps. Infine, in caso di decesso a cavallo del mese, gli eredi hanno un obbligo di restituzione parziale (in base ai giorni di vita).

In ogni caso, è obbligo degli eredi informare al più presto l’Inps del decesso affinché questi non abbia più ad erogare la pensione in favore del defunto.

Si può ritirare la pensione del defunto e rinunciare all’eredità?

L’accettazione dell’eredità può avvenire in diversi modi: in forma espressa (ossia con atto pubblico dinanzi al notaio o dinanzi al cancelliere del tribunale) oppure in forma tacita (ossia con un comportamento concludente incompatibile con la volontà di rinunciare all’eredità).

La disposizione di beni del defunto (ad esempio, la vendita) o il loro utilizzo si considera un atto di accettazione tacita dell’eredità.

Il prelievo dal bancomat o allo sportello della banca ove è acceso il conto intestato al defunto è anch’esso un atto di accettazione tacita dell’eredità. Anche il ritiro della pensione alle Poste è un’accettazione dell’eredità.

La risposta al quesito di partenza è, dunque, la seguente: chi ha intenzione di rinunciare all’eredità non può ritirare la pensione del defunto né prelevarla in banca una volta che questa è stata già accreditata. Se lo fa, si considera in automatico un erede a tutti gli effetti. 

Diverso è il discorso per la pensione di reversibilità: in questo caso, è possibile la rinuncia all’eredità senza rinunciare alla pensione. Difatti, la pensione di reversibilità spetta non a titolo ereditario, ma è una prestazione che la legge stessa riserva ai familiari più stretti come contributo per il sostentamento degli stessi a seguito della dipartita del pensionato. 

Come ritirare la pensione del defunto

Il ritiro della pensione del defunto dal conto corrente bancario richiede un preliminare adempimento: la dichiarazione di successione. Difatti, per legge nessuno degli eredi può riscuotere i crediti del defunto se prima non ha eseguito la pratica di successione presso l’Agenzia delle Entrate. 

La dichiarazione di successione – che deve essere eseguita entro massimo 1 anno dal decesso – non costituisce un’accettazione tacita dell’eredità ma solo un adempimento fiscale, tant’è che l’accettazione deve avvenire in un momento successivo (come visto anche con un comportamento tacito).

Una volta effettuata la dichiarazione di successione, la banca sblocca il conto corrente del defunto consentendo agli eredi, anche singolarmente, di prelevare le rispettive quote di eredità che competono loro. 

Cosa succede a chi preleva la pensione anche dopo la morte del familiare?

Come anticipato, gli eredi possono ritirare solo le pensioni maturate prima del decesso; quelle maturate dopo vanno restituite. Secondo la giurisprudenza, continuare a percepire la pensione del defunto è un reato di truffa ai danni dell’Inps.

In ogni caso, la comunicazione del decesso viene comunque eseguita anche dal Comune che riceve l’atto di morte e che provvede automaticamente alle dovute informative. Ma gli eredi hanno un obbligo concorrente a quello dell’ente locale.  

Chi può ritirare le pensioni già maturate?

Abbiamo visto nel precedente paragrafo che la pensione accreditata sul conto corrente del defunto può essere riscossa dagli eredi solo dopo la presentazione della dichiarazione di successione. È da tale momento, infatti, che la banca conosce le relative quote di eredità potendo liquidare a ciascun legittimato la rispettiva quota.

Negli altri casi, ossia quando la pensione viene riscossa presso l’ufficio postale, il delegato alla riscossione della pensione deve restituire all’Inps anche le pensioni già maturate prima della morte dell’interessato e, tuttavia, non ancora corrisposte. Questo perché il soggetto che riscuote la pensione non è più legittimato a incassare la somma nonostante la delega. La pensione può, infatti, essere erogata solo agli eredi e, affinché ciò avvenga, è necessaria l’individuazione dei soggetti legittimati, cosa che avviene solo con la dichiarazione di successione e l’accettazione dell’eredità. 

Il pagamento effettuato dall’ufficio postale in favore di persona non più titolata può, infatti, comportare per l’Inps il rischio di «dovere nuovamente adempiere nei confronti degli eredi del titolare della pensione». 

Insomma, anche la riscossione della pensione già maturata costituisce truffa in quanto il soggetto che riscuote il rateo non ha diritto a farlo: al suo posto, infatti, possono procedere solo tutti gli eredi.

Sul punto leggi: Inps: cosa fare in caso di decesso e incassare la pensione dopo la morte: come comportarsi.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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1 Commento

  1. Ok, il prelievo dopo il decesso non è consentito se si vuole rinunciare all’eredità, ma le spese funerarie chi le paga? Penso che prelevare da un conto corrente (dove viene accreditata la pensione) della cifra sostenuta per i funerali
    dovrebbe essere consentito.

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