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Paypal: ultime sentenze

21 Giugno 2020
Paypal: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: vendita on line; pagamento con Paypal; sistemi particolari di pagamento che garantiscono il rimborso in caso di mancata ricezione della merce; ricettazione di somme di denaro confluite su conto PayPal.

A cosa serve PayPal? Cosa offre alle aziende e ai privati? Chi dispone di un indirizzo email, con Paypal, ha la possibilità di inviare e ricevere denaro in modo semplice e rapido. Un sistema di pagamento su base globale e in tempo reale che ricorre alle infrastrutture finanziarie esistenti dei conti bancari e delle carte di credito. I servizi PayPal, che consentono agli utenti di inviare denaro gratuitamente, possono essere utilizzati tramite computer o dispositivi mobili abilitati per il web.

PayPal viene usato da molti siti di e-commerce per la vendita di beni come oggetti elettronici e casalinghi, servizi di web design, viaggi e contenuti digitali. Anche i professionisti che svolgono un’attività lavorativa offline, come avvocati e medici, ricevono pagamenti online con PayPal.

Uno dei vantaggi di Paypal è associare la carta al conto rendendola equiparabile a una carta di credito che preleva dal conto corrente bancario; così la carta Paypal sarà ricaricabile anche attraverso un accredito sul conto Paypal.

Leggi le ultime sentenze su Paypal.

Pagamenti con Paypal

In tema di truffa non integra la circostanza aggravante della minorata difesa la mancanza di accorgimenti presi dall’acquirente di un bene on-line che neutralizzano il rischio.

(Nel caso di specie, si trattava della vendita on-line di un sassofono e la circostanza che egli non abbia pagato la merce in contrassegno ovvero che non abbia adottato sistemi particolari di pagamento che garantiscono il rimborso in caso di mancata ricezione della merce, quali ad esempio pagamenti con Paypal, il riso è irrilevante la circostanza che il venditore non sia rintracciabile e non abbia mostrato prima la merce all’acquirente)

Tribunale Pescara, 24/04/2019, n.1583

Vendita tramite sito internet

Vendere tramite sito internet un bene mai consegnato all’acquirente integra il reato di truffa e non un mero inadempimento contrattuale, considerati gli artifici e i raggiri utilizzati dal soggetto agente: lo stesso pubblicizzava l’offerta di vendita tramite una fotografia che rafforzava nell’acquirente la convinzione della effettiva esistenza del bene da acquistare e, adombrando la possibilità di vendere il bene ad altri, induceva l’acquirente a scegliere la modalità di pagamento meno garantita rispetto ad altre, (pagamento tramite PostePay invece del bonifico bancario o pagamento tramite sistemi tipo PayPal) e che più difficilmente l’avrebbe resa identificabile.

Tribunale La Spezia, 13/11/2009, n.997

Rimborso in caso di mancata ricezione della merce

Nelle ipotesi di vendita on line, proprio in virtù dell’impossibilità di accertare, tramite una visione diretta, l’esistenza del bene offerto, l’acquirente è certamente in grado di valutare – alla stregua della media diligenza – come rischiosa l’operazione, e dunque ben può sottrarsi alle possibili conseguenze negative, adottando tutti gli altri strumenti che sorreggono il consumatore nelle vendite on line, quale ad esempio quella di imporre, ove possibile, il pagamento in contrassegno della merce, ovvero adottare comunque dei sistemi particolari di pagamento che garantiscono il rimborso in caso di mancata ricezione della merce (cd. pagamenti Paypal), sistemi che neutralizzano il rischio per l’acquirente e rendono irrilevante la circostanza che il venditore non sia rintracciabile e/o non abbia mostrato prima la merce all’acquirente.

Tribunale Pescara, 13/03/2018, n.686

Ricettazione di somme di denaro confluite su conto PayPal

Per il caso di ricettazione di somme di denaro confluite su conto PayPal che derivavano dal gioco con altro soggetto che aveva illegittimamente sottratto tale somma di denaro alla vittima, non vi è accertamento di responsabilità se non sono provate le modalità del gioco tra l’ultimo prenditore della somma di denaro e i precedenti giocatori.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 02/02/2018

Pagamento con carta Paypal e dissimulazione dello stato di insolvenza 

La dissimulazione dello stato di insolvenza consiste in un comportamento positivo che, senza assumere le caratteristiche degli artifici e raggiri del reato di truffa, fa si che il soggetto passivo fidandosi non adotti la normale diligenza nei rapporti contrattuali tanto da non rendersi conto dello stato di insolvenza del soggetto.

(Nel caso di specie, l’imputato si recava presso una tabaccheria per effettuare una ricarica telefonica pagando dieci euro e, subito dopo chiedeva una ricarica postepay di Euro 414,00 offrendosi di pagarla con una carta paypal che la tabaccheria non poteva accettare in quanto non aveva il pagamento tramite pos e, affermando di essere un famoso calciatore consegnava il proprio codice fiscale affermando di ritornare per il pagamento mentre, non si presentava né nello stesso giorno che in quelli successivi).

Tribunale La Spezia, 19/01/2015, n.32



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