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Certificato di proprietà auto: ultime sentenze

20 Giugno 2020
Certificato di proprietà auto: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: certificato di proprietà relativo a periodo precedente a quello di accadimento del sinistro; accertamento del diritto di proprietà dell’autovettura; circolazione stradale; falsa denuncia di smarrimento di un certificato di proprietà di un’autovettura; certificato di proprietà prodotto digitalmente.

Certificato di proprietà

In merito alla prova documentale concernente la proprietà dell’autovettura, si rileva che il certificato di proprietà e la carta di circolazione costituiscono presunzioni di proprietà in quanto, in tema di diritto di proprietà sulla cosa, costituisce regola indiscussa che, essendo la proprietà un diritto imprescrittibile, il soggetto, che in base a detto titolo faccia valere una sua pretesa, deve soltanto dimostrare di esserne il titolare in virtù di acquisto a titolo derivativo o originario, senza dovere anche dare la prova negativa che, successivamente al suo acquisto, altri, a titolo derivativo o originario, siano subentrati nella titolarità del bene, essendo detto onere a carico di colui che eventualmente eccepisce la dedotta situazione proprietaria.

Tribunale Civitavecchia, Civile, Sentenza, 10/08/2018, n. 703

Certificato di proprietà digitale e cartaceo

E’ illegittima la circolare dell’Automobile Club Italia che ha stabilito che “il certificato di proprietà dell’auto non sarà più stampato, ma prodotto digitalmente”. La sentenza ha rilevato che la circolare contrasta con gli artt. 10 del d.m. 514/1992 e 93 e 94 del Codice della Strada, che prevedono il rilascio del certificato di proprietà al momento della prima iscrizione o di ogni altra successiva formalità riguardante il veicolo. (Vittorio Italia)

TAR Lazio, Roma, Sezione 3 QUATER, Sentenza, 17/05/2016, n. 5861

Trascrizione della vendita nel Pra

La prova della proprietà di un veicolo può essere data unicamente dal certificato di proprietà e dalla carta di circolazione, in quanto costituenti presunzioni di proprietà. In tema di diritto di proprietà sulla cosa, invero, costituisce regola indiscussa che, essendo la proprietà un diritto imprescrittibile, il soggetto che in base a detto titolo faccia valere una sua pretesa, deve soltanto dimostrare di esserne il titolare in virtù di acquisto a titolo derivativo o originario.

Di talché la trascrizione della vendita di autoveicolo nel pubblico registro automobilistico non incide sulla validità, né è requisito di efficacia del contratto, in cui l’effetto traslativo della proprietà si verifica a seguito del mero consenso delle parti, ma è preordinata al solo fine di regolare i conflitti tra pretese contrastanti sullo stesso veicolo da parte di coloro che abbiano causa dal medesimo autore. Fuori di tale ipotesi, le risultanze del pubblico registro automobilistico hanno il valore di presunzione semplice, che può essere vinta con ogni mezzo di prova.

Giudice di Pace, Milano, Sezione 3, Civile, Sentenza, 22/03/2017, n. 2344

Certificato di proprietà non trascritto nel Pra

In tema di sanzioni amministrative connesse alla circolazione stradale, la trascrizione dell’atto di vendita del veicolo nel P.R.A. costituisce una forma di pubblicità notizia finalizzata a regolare conflitti fra aventi causa di un unico autore concernenti lo stesso mezzo di trasporto e, pertanto, la mancanza di tale annotazione determina una mera presunzione del fatto che la vettura sia rimasta nella disponibilità dell’alienante, presunzione recessiva rispetto alla prova fondata sul certificato di proprietà che, ancorché non trascritto, dimostra l’avvenuto trasferimento del bene in capo all’acquirente.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Ordinanza, 2/08/2018, n. 20436

Restituzione del certificato di proprietà

L’obbligo di comunicazione, nel termine di legge, presso l’ufficio del pubblico registro automobilistico (P.R.A.), della definitiva esportazione all’estero del veicolo da parte dell’intestatario o, comunque, da parte di chi ne abbia la disponibilità anche senza risultarne intestatario, previsto dall’art. 103, comma 1, del Codice della strada (la cui violazione è sanzionata dal successivo comma 5), sussiste anche nel caso in cui l’interessato non abbia provveduto in precedenza a richiedere al P.R.A. il rilascio del certificato di proprietà dell’autoveicolo, incorrendo, così nella violazione disciplinata dall’art. 93 commi 5 e 9, del Codice della strada.

Infatti, la finalità dell’obbligo previsto dal citato art. 103 è quella di consentire la radiazione del veicolo mediante la restituzione non solo del certificato di proprietà, ma anche della carta di circolazione e delle targhe, rilasciate a seguito dell’immatricolazione del veicolo presso il dipartimento dei trasporti terrestri.

(Nella fattispecie, riguardante illeciti amministrativi contestati a società intermediaria per l’esportazione di autoveicoli, il giudice del merito aveva erroneamente ritenuto che l’obbligo di comunicazione dell’esportazione potesse sorgere solo se il veicolo immatricolato fosse stato iscritto al P.R.A.).

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Sentenza, 8/04/2011, n. 8097

Mancata consegna del certificato di proprietà

Nel caso di vendita di un autoveicolo, la mancata consegna del certificato di proprietà costituisce inadempimento da parte del venditore di un’obbligazione rilevante per l’interesse del compratore (art. 1455 c.c.), importando un rilevante intralcio alla circolazione del bene e, quindi, una grave menomazione del diritto di disporre: id est, di un aspetto essenziale del diritto di proprietà.

A fronte di tale inadempimento il compratore può chiedere tanto l’adempimento, quanto la risoluzione del contratto; fermo restando, anche in mancanza di una di tali domande, il diritto della parte adempiente al risarcimento del danno dallo stesso inadempimento derivato.

Tribunale, Roma, Sezione 3, Civile, Sentenza, 12/04/2012, n. 7318

Contraffazione di un certificato di proprietà

Integra il reato p. e p. dagli artt. 476 e 482 c.p., la condotta dei soggetti che – rispettivamente nelle loro qualità – hanno tratto un innegabile vantaggio dalla contraffazione di un certificato di proprietà quando vi abbiano da loro aggiunto un comproprietario risparmiando le spese relative ad un doppio passaggio di proprietà dell’autoveicolo.

Tribunale, Aosta, Penale, Sentenza, 24/11/2015, n. 504

L’atto pubblico redatto dal pubblico ufficiale

Non integra il reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico (art. 483 c.p.) la falsa denuncia di smarrimento di un certificato di proprietà di un’autovettura, effettuata mediante dichiarazione raccolta dai carabinieri, in quanto l’atto pubblico redatto dal pubblico ufficiale e contenente le dichiarazioni dell’imputato non è destinato, in virtù di una norma di legge, a provare la verità di quanto dichiarato, né sussiste a carico del privato l’obbligo giuridico di dichiarare il vero in tale situazione.

Corte di Cassazione, Sezione 5, Penale, Sentenza, 14/04/2003, n. 17363

Certificato di proprietà: falsa denuncia di smarrimento

Integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la falsa denuncia di smarrimento del certificato di proprietà di un’autovettura, effettuata all’autorità di P.S., in quanto tale denuncia è destinata a comprovare la verità del fatto dello smarrimento, che costituisce il necessario presupposto del procedimento amministrativo di rilascio di un duplicato (art. 13, comma primo e secondo, D.M. n. 514 del 1992).

Corte di Cassazione, Sezione 5, Penale, Sentenza, 7/03/2006, n. 8058

Certificato di proprietà: obbligo di aggiornamento e rinnovazione

Le risultanze del certificato di proprietà integrano, nel giudizio di risarcimento danni alle cose dalla circolazione dei veicoli, ai fini della prova della legittimazione attiva, una presunzione di proprietà a favore del soggetto che risulta da tale certificato come proprietario, con la conseguenza che è il soggetto che contesta ciò a dover fornire la prova contraria.

Cassazione civile sez. III, 28/05/2015, n.11124

Rinvenimento di un certificato di proprietà in bianco provento da furto

Incorre nell’imputazione per i reati p. e p. dagli artt. 73 e 75 del D.Lgs. n. 159 del 2011 il prevenuto che mentre era sottoposto alla Misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno, veniva trovato alla guida dell’autovettura nonostante la revoca della patente di guida, violando in tal modo le prescrizioni inerenti alla sorveglianza speciale.

La condotta incriminata della guida con patente revocata integra infatti, la violazione della prescrizione anzidetta, cui va ad aggiungersi l’imputazione per il reato di ricettazione avendo il prevenuto la disponibilità, all’interno della propria abitazione, di un certificato di proprietà in bianco, con numero poligrafico di provenienza illecita in quanto provento di furto precedentemente denunciato e di cui non forniva alcuna giustificazione in ordine al possesso. Ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione, infatti, la mancata giustificazione di una cosa proveniente da delitto costituisce prova della conoscenza dell’illecita provenienza.

Tribunale, Foggia, Penale, Sentenza, 18/02/2013, n. 212

Reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico

Integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la falsa denuncia di smarrimento del certificato di proprietà di un’autovettura, effettuata mediante dichiarazione raccolta dai carabinieri, in quanto tale denuncia è destinata a comprovare la verità del fatto dello smarrimento, che costituisce il necessario presupposto del procedimento amministrativo di rilascio di un duplicato (art. 13, comma primo e secondo, D.M. n. 514 del 1992).

Corte di Cassazione|Sezione 5|Penale|Sentenza|11 ottobre 2005| n. 36643



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